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Un problema sottostimato

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02 gennaio 2017

Ricerca e Prevenzione

In assenza di diagnosi e terapie adeguate l’osteoporosi pone a rischio di fratture (e recidive) milioni di anziani in tutto il mondo

 
L’International osteoporosis foundation (Iof) ha lanciato l’allarme: a causa di politiche sanitarie sbagliate, soprattutto in prevenzione, milioni di persone in tutto il mondo, affette da osteoporosi, rischiano di andare incontro a fratture primarie e secondarie. In particolare circa l'80% dei pazienti con osteoporosi, vittime di rottura di un osso, corrono il pericolo di andare incontro a fratture ancor più invalidanti. E più della metà di coloro che hanno subito la frattura dell'anca non ce la fanno a camminare da soli. Per questo molti anziani – il 20% di loro nell’anno successivo alla frattura - finiscono nelle case di cura. Gli esiti da frattura sono spesso dolore cronico e disabilità che influiscono sulla mobilità e sulla qualità di vita di chi le subisce.

Sono state investigate le lacune assistenziali che impediscono la diagnosi precoce e il trattamento dell'osteoporosi: in primo luogo l'inadeguatezza della prevenzione delle fratture secondarie, poi l'osteoporosi indotta dai farmaci e i disturbi che le si associano, infine la mancata prevenzione delle fratture primarie per gli individui ad alto rischio.

Quanto alla popolazione, manca la consapevolezza dell’impatto dell’osteoporosi e del rischio di fratture, la volontà di seguire il trattamento prescritto dal medico, soprattutto che i benefici del trattamento sono superiori ai rischi.
Negligenti sono considerati nel rapporto i governi nazionali e i sistemi sanitari che ostacolano l'accesso alla diagnosi e al trattamento dell'osteoporosi, quelli che non danno priorità alla prevenzione delle fragilità ossea e delle fratture. Per finire mancano, soprattutto nei Paesi in via di sviluppo, i dati epidemiologici che favorirebbero la creazione di politiche sanitarie efficaci, dato che nei prossimi 40 anni la diffusione dell'osteoporosi e della fragilità ossea coinvolgerà anche la popolazione dei territori economicamente meno avanzati.