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Prevenire l’ictus curando la fibrillazione atriale

Prevenire l’ictus curando la fibrillazione atriale
12 maggio 2017

Ricerca e Prevenzione

Una vera ‘relazione pericolosa’ quella che c’è tra la fibrillazione atriale (FA) – la forma più comune di aritmia responsabile di un terzo di tutti i ricoveri per disturbi del ritmo cardiaco – e l’ictus cerebrale, la più frequente malattia neurologica.


Lo avevamo già detto individuando i principali 10 fattori di rischio per l’ictus: chi soffre di fibrillazione atriale è più a rischio. Curando questa aritmia è possibile ridurre di molto le probabilità che ciò si verifichi.
E’ questo, in estrema sintesi, il messaggio principale promosso da A.L.I.Ce. Italia Onlus nel mese dedicato all’ictus cerebrale. L’associazione, in prima linea nella lotta all’Ictus Cerebrale aveva già promosso lo scorso ottobre una corretta prevenzione dei coaguli del sangue (Un sabato mondiale contro l’ictus).

L’ictus è un’ostruzione a livello cerebrale delle arterie che garantiscono il corretto flusso di sangue al cervello. Quando ciò accade le aree a valle del blocco non sono sufficientemente irrorate e, pian piano, vanno incontro a morte cellulare. Ecco perché bisogna intervenire il prima possibile per evitare danni permanenti e la morte stessa.
 

“I fattori di rischio noti per l’ictus” - spiega Mauro Silvestrini, Responsabile della Stroke Unit dell’Azienda Ospedaliero Universitaria Ospedali Riuniti di Ancona e presidente di regione Marche di Alice Italia – “sono diversi. La fibrillazione atriale ne rappresenta uno dei principali”.

Nella fibrillazione atriale il cuore, battendo in maniera irregolare, non riesce a pompare adeguatamente il sangue che tende così a ristagnare nell’atrio formando dei coaguli. Il coagulo può poi staccarsi e andare direttamente ad ostruire un vaso a livello cerebrale, causando l’ictus. Si calcola che tra il 20 e il 30% degli ictus siano causati proprio dalla fibrillazione atriale.

“La terapia maggiormente utilizzata” spiega l’esperto “si basa sulla somministrazione di anticoagulanti in grado di tenere fluido il sangue, evitando la formazione dei trombi. Quando però questo non basta la chirurgia può venire in soccorso. Ciò accade inserendo a livello dell’auricola sinistra, la zona dell’atrio dove è maggiore il ristagno di sangue, una sorta di tappo capace di isolare l’area.”

Quando l’ictus si verifica è fondamentale il fattore tempo. Ecco perché andare subito in ospedale può fare la differenza tra la vita e la morte (ora il 112 è il numero di chiamare per le emergenze).
Quando una persona arriva all’ospedale con un ictus in corso viene subito sottoposto a trombolisi, una procedura farmacologica per sciogliere il coagulo di sangue che causa l’ostruzione. In alcuni casi (circa il 30% degli ictus), ci è un grande coagulo che ostruisce un’arteria maggiore. In questi casi è necessaria una rimozione meccanica attraverso un catetere. E’ fondamentale allora che la struttura sia dotata di stroke unit, unità operative dedicate al trattamento degli ictus.