Pesce crudo: quali sono i rischi reali?

Pesce crudo: quali sono i rischi reali?
06 giugno 2017

Alimentazione

Ciclicamente se ne sente parlare: il pesce crudo se non trattato a dovere può far male, e anche molto.
 

Ma sappiamo esattamente a cosa andiamo incontro? E come possiamo evitare il problema?


Il rischio maggiore scaturisce dalla possibile presenta di parassiti, piccoli vermi nematodi del genere Anisakis all’interno del pesce. Questi vermiciattoli si possono attaccare alle pareti dell’intestino, dello stomaco e dell’esofago, e lì proliferare. I nematodi crescendo misurano fino a 3 centimetri. Quando muoiono scatenano una forte reazione infiammatoria, con dolori allo stomaco, nausea, vomito e diarrea. A volte può associarsi a tracce di sangue e di muco nelle feci e a lieve febbre. In alcuni casi si può anche scatenare una reazione allergica, anche se sono rari i casi in cui si è registrato uno shock anafilattico.
Clinicamente, i sintomi sono molto simili a quelli provocati dalla malattia di Crohn.

La cosa più sgradita è la cura di questa parassitosi (il cui nome tecnico è Anisakidosi): bisogna procedere alla rimozione dei vermi per via endoscopica o tramite interventi chirurgici nei casi più gravi. Se sei nel dubbio di aver contratto l’Anisakidosi, rivolgeti a un centro di infettivologia.

Per fortuna questo parassita si trasmette soltanto tramite l’ingestione delle larve. Liberarsene è facile, basta cuocere i cibi accuratamente, facendo raggiungere all’interno del pesce i 60°C per almeno un minuto.
Se non vogliamo rinunciare al crudo, un altro metodo consiste nel surgelare il pesce a -35°C per almeno 15 ore oppure congelarlo e conservarlo a -20°C (con i congelatori domestici questa temperatura si raggiunge con quelli a 3 o 4 stelle) per 7 giorni.
 

Ma come fa il pesce a entrarne in contatto?

 
Purtroppo il vermicello abita l’intestino di molti mammiferi marini, come delfini o leoni marini. Questi ne sparpagliano le uova nell’acqua, attraverso le feci. Una volta schiuse, i crostacei possono nutrirsene e i pesci si nutrono dei crostacei infetti. Il cerchio si chiude con la pesca e la preparazione del pesce per le nostre tavole.
In collaborazione con
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