Pazienti cardiologici: le misure di sicurezza post-COVID

Pazienti cardiologici: le misure di sicurezza post-COVID

Gli specialisti della Casa di Cura San Francesco di Telese Terme (BN): “Ripresa in sicurezza mediante adozione di protocolli specifici e monitoraggio attento dei pazienti cardiologici”


Terminata la sospensione delle attività ambulatoriali ed ospedaliere di ricovero non urgenti imposta dalle autorità ministeriali durante il lockdown, sono riprese - da maggio 2020 - visite specialistiche, esami di screening, analisi e operazioni.
Cliniche e ospedali hanno dovuto riorganizzare la riapertura creando percorsi differenziati per i pazienti Covid e per gli altri, come previsto dalle ordinanze regionali. Anche la Casa di Cura San Francesco di Telese Terme, in provincia di Benevento, ha messo a punto specifici protocolli operativi interni per garantire la sicurezza di operatori e pazienti. Gli specialisti spiegano quali misure di protezione sono state adottate.

Immagine che ritrae un dottore con camice e stetoscopioModalità di accesso in struttura

I pazienti fanno il loro ingresso in clinica in modo programmato dopo un attento triage telefonico svolto dagli operatori in sede di prenotazione di visite ed esami. 
All'arrivo vengono sottoposti a misurazione della temperatura corporea e a un secondo triage: questo, per i pazienti ambulatoriali, consiste in un semplice questionario mentre chi deve ricoverarsi o effettuare esami diagnostici invasivi - come gastroscopie e colonscopie  - è tenuto prima a sottoporsi a test sierologico rapido su sangue capillare per Covid 19 e a visita medica con misurazione dei parametri vitali.
Il personale dipendente viene sottoposto anch'esso alla misurazione della temperatura corporea e accede alla struttura tramite percorsi separati rispetto agli utenti.

Dispositivi di protezione e sanificazione degli ambienti

Quanto all’utilizzo dei dispositivi di protezione individuale, tutti - pazienti e dipendenti - sono tenuti all’uso della mascherina chirurgica. I dipendenti vengono, inoltre, forniti di mascherina FFP2, occhiali o visiera, copricamice monouso, copricapo monouso, copriscarpe monouso e tuta, a seconda delle attività espletate.

Particolare attenzione è dedicata alla sanificazione di ambulatori e aree comuni, dove sono stati installati anche dispensatori di gel idroalcolico per l’igiene delle mani.

Per limitare al minimo i rischi di contagio, presso i reparti di ricovero e cura (nei quali non si svolge alcuna attività ambulatoriale) il personale non sanitario della clinica e gli accompagnatori dei pazienti non possono assolutamente entrare (salvo diverse disposizioni di legge).

Pazienti con problemi cardiaci “osservati speciali”

L’emergenza Covid ha profondamente rimodellato i consueti percorsi di cura di quanti sono affetti da malattie cardiovascolari, in quanto particolarmente vulnerabili al virus. Questi pazienti hanno un rischio aumentato di essere colpiti da una forma grave di malattia.
Numerose, infatti, sono le manifestazioni cardiovascolari osservate in pazienti Covid-19, tra cui: lesioni miocardiche, miocardite, sindromi coronariche acute, embolia polmonare, ictus, aritmie, insufficienza cardiaca e shock cardiogeno. 

Uno dei fattori di rischio che possono concorrere a una prognosi sfavorevole è rappresentato dall'età avanzata, caratteristica comune a molti pazienti affetti da malattie cardiovascolari. L’immunodepressione correlata all’invecchiamento può predisporre a tassi d'infezione più elevati nelle fasce anziane della popolazione. Ulteriori fattori di disregolazione immunologica che incidono sulla suscettibilità e sugli esiti dell’infezione da Covid-19 sono, inoltre, il diabete e la dislipidemia (alterazione qualitativa o quantitativa dei lipidi nel sangue), molto diffusi in questo sottogruppo di pazienti. 
In presenza di queste condizioni, il rischio di eventi cardiovascolari avversi è maggiore se si è colpiti da Covid-19: infezione che può indurre un aggravamento di condizioni croniche come cardiopatia ischemica o insufficienza cardiaca cronica.

Tenuto conto di ciò, la Casa di Cura San Francesco si candida a gestire in sicurezza l’osservazione e il monitoraggio dei pazienti cardiovascolari non compensati, al fine di prevenire i peggioramenti e le complicanze spesso indotte da SARS-COV-2.

Immagine che mostra un dottore nell'atto di indossare i guanti
In collaborazione con
Michela Crippa

Michela Crippa

Giornalista professionista, da oltre dodici anni mi occupo di giornalismo medico-scientifico per le riviste e i siti del Gruppo Sfera (Rizzoli) scrivendo principalmente di salute e alimentazione. Ho lavorato come redattore presso il mensile "Donna e Mamma" e oggi curo la rubrica delle news in primo piano di "Io e il Mio Bambino" e realizzo reportage sulle strutture ospedaliere per la sezione viaggi nei centri di eccellenza. Inoltre lavoro come addetta stampa del portale Dove e Come Mi Curo.
Data di pubblicazione: 03 agosto 2020
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