Interventi all'orecchio: l'intervista al prof. Mario Sanna

Interventi all'orecchio: l'intervista al prof. Mario Sanna
24 maggio 2018

Ricerca e Prevenzione

Intervista al prof. Mario Sanna

Direttore sanitario della Casa di Cura Privata Piacenza, al 1° posto in italia per volume d'interventi sull'orecchio medio e al 3° per impianto cocleare




In quali casi sono necessari gli interventi chirurgici all’orecchio?

Anzitutto, vanno distinte le patologie che interessano la componente trasmissiva dell’orecchio (membrana del timpano e catena degli ossicini) da quelle che riguardano l’orecchio interno (chiocciola) ed i nervi cranici (pacchetto acustico-facciale). Altra importante distinzione va fatta, all’interno delle varie strutture, tra patologie infiammatorie (che rientrano all’interno delle forme di otite cronica), funzionali (ad esempio l’otosclerosi) e neoplastiche (neurinomi, meningiomi, paragangliomi timpano-giugulari, carcinomi dell’osso temporale).

Al Gruppo Otologico trattiamo tutte le patologie dell’orecchio e della base cranica, con un’esperienza ormai trentennale. Con circa 738 interventi annuali all’orecchio medio e 60 interventi per impianto cocleare rappresentiamo ad oggi il centro europeo ed uno dei centri mondiali con la maggior casistica. Grazie alle tecniche microchirurgiche sviluppate negli anni siamo in grado di trattare qualsiasi patologia infiammatoria, funzionale, neoplastica.

Ricollegandomi alla domanda iniziale, se da un lato risulta ovvia la necessità di intervenire in casi di patologia neoplastica a carico dell’orecchio e della base cranica, può risultare più complicato per il paziente capire quando sia necessario intervenire su una patologia infiammatoria o funzionale a carico dell’orecchio. Ovviamente, la sordità rappresenta il primo elemento di allarme da parte del paziente, al quale seguirà la nostra valutazione con inquadramento clinico completo della patologia in esame.


Le patologie infiammatorie dell’orecchio possono condurre a complicanze importanti se non trattate?

Certamente. Se parliamo di semplici forme di otite cronica con perforazione della membrana del timpano il paziente non corre alcun rischio. L’intervento chirurgico di ricostruzione della membrana timpanica (chiamato miringoplastica) oltre a risolvere la perforazione timpanica e migliorare la funzione uditiva consentirà il ritorno completo ad una vita sociale ed attiva (mi riferisco per esempio ad attività acquatiche o sportive).

Se parliamo invece di forme più avanzate di otite cronica, come il colesteatoma, allora il trattamento chirurgico risulta necessario non solo per i motivi elencati precedentemente, ma anche per prevenire complicanze più serie come paralisi del nervo facciale, meningite, perdita completa della funzione uditiva e, nei casi più estremi, complicanze cerebrali (ascesso).

Nel colesteatoma è necessario eseguire un intervento chiamato timpanoplastica, che prevede l’utilizzo di un microtrapano per la bonifica di tutto il tessuto infetto a livello dell’orecchio e dell’osso mastoideo. Le tecniche chirurgiche messe a punto nel nostro centro garantiscono allo stesso tempo un corretto bilanciamento tra radicalità chirurgica, recupero funzionale della sordità e risultato estetico per il paziente.



Esistono rimedi chirurgici per la sordità?

La sordità, ad oggi, non è più un problema. Pensiamo all’otosclerosi. Grazie a nuove microfrese ad alta precisione e protesi miniaturizzate, in meno di 30 minuti in anestesia locale è possibile donare nuovamente l’udito al paziente. Ovviamente la tecnologia è a servizio di una preparazione chirurgica eccellente. Certi risultati infatti sono la diretta conseguenza di un lavoro meticoloso riguardo all’innovazione della tecnica chirurgica e la formazione di un’equipe di eccellenza.

L’otosclerosi rappresenta solo un piccolo esempio di come l’evoluzione delle tecniche chirurgiche abbia messo fine al problema della sordità. L’invenzione di protesi totalmente impiantabili nell’orecchio, come l’impianto cocleare, ha rappresentato l’evoluzione definitiva della nostra esperienza chirurgica.

A prescindere dalla causa della sordità, che ovviamente deve essere grave, in circa 60 minuti siamo in grado di inserire una protesi artificiale all’interno dell’orecchio del paziente. E’ un miracolo se solo pensiamo al fatto che in pochi anni il problema della sordità infantile verrà completamente debellato.

Il nostro centro, rappresenta un riferimento per l’implantologia uditiva. Implantologia che può rappresentare una speranza anche in pazienti con tumori del nervo acustico, ad oggi destinati prima o poi alla perdita della funzione uditiva. Proprio negli ultimi anni stiamo mettendo a punto l’utilizzo dell’impianto cocleare simultaneamente alla rimozione di tumori dell’VIII nervo cranico, con risultati promettenti.



Esistono quindi forme di prevenzione e cura della sordità per la popolazione pediatrica?

Sicuramente. Oggi è possibile diagnosticare già dopo la nascita forme di sordità infantile grazie ad esami elettrofisiologici altamente affidabili. Ovviamente, in base all’entità della sordità verrà valutata la soluzione più appropriata. La chirurgia è importante, ma in casi di sordità lieve o moderata, l’utilizzo di protesi acustiche tradizionali rappresenta un cardine terapeutico.

Se ci soffermiamo su patologie infiammatorie riprendo quanto detto precedentemente. Una corretta diagnosi oto-endoscopica, l’utilizzo di test strumentali per valutare la funzione uditiva e in casi particolari appropriati accertamenti radiologici (tra cui una TC ad alta risoluzione dell’orecchio o una RM) consentono di inquadrare a 360° il piccolo paziente e di consentire la cura, anche chirurgica, più appropriata. In un centro ad alta specializzazione come il nostro non esistono casi impossibili.



Come scegliere la struttura in cui operarsi?

È necessario senza dubbio valutare l’esperienza dell’equipe chirurgica. Centri come il nostro in cui la chirurgia dell’orecchio si estende verso la base cranica (per semplificare le strutture cerebrali, le meningi, l’arteria carotide, la vena giugulare) permettono di trattare qualsiasi patologia dell’orecchio ed allo stesso tempo fronteggiare qualsiasi complicanza che dall’orecchio si estende verso le strutture anatomiche vicine. Ciò vale sia per pazienti pediatrici sia per adulti.

 
In collaborazione con
Michela Crippa

Michela Crippa

Giornalista professionista, da oltre dodici anni mi occupo di giornalismo medico-scientifico per le riviste e i siti del Gruppo Sfera (Rizzoli) scrivendo principalmente di salute e alimentazione. Ho lavorato come redattore presso il mensile "Donna e Mamma" e oggi curo la rubrica delle news in primo piano di "Io e il Mio Bambino" e realizzo reportage sulle strutture ospedaliere per la sezione viaggi nei centri di eccellenza. Inoltre lavoro come addetta stampa del portale Dove e Come Mi Curo.