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Omeopatia: maggiori i rischi o i benefici?

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12 giugno 2017

Benessere

Il recente caso dello scorso mese di un bambino di 7 anni morto in seguito a un’otite perché curato solo con l’omeopatia, riaccende la luce su questo argomento.
In particolare sotto i riflettori sono coloro che rifiutano la medicina tradizionale, avvalendosi della sola omeopatia e di tecniche alternative, e che impongono tale comportamento a chi gli sta accanto.

Le società omeopatiche SIOMI (Società Italiana Omeopatia e Medicina Integrata) e SMB (Società Medica Bioterapica) hanno subito preso le distanze da questa pratica, con una breve ma chiara nota: “La Medicina è una e una soltanto. Essa si avvale in primis di un'accurata visita clinica, quindi di mezzi diagnostici dai quali scaturiscono le terapie opportune. In accordo con il codice di deontologia medica, nessun medico deve far mancare al suo paziente la terapia migliore per ciascun caso clinico.”
La nota continua spiegando che i medici omeopati devono professare la medicina integrata, cioè la ricerca senza pregiudizi o preconcetti della terapia migliore per ogni paziente, sia che questa sia omeopatica o farmacologica o un mix delle due. Il fine deve sempre essere la salute e la guarigione del paziente.

Affermazioni chiare ma che purtroppo si scontrano con la situazione legislativa italiana. Infatti, l’omeopatia non è riconosciuta come un sistema di cura. Tuttavia l’uso di farmaci omeopatici è legittimato e disciplinato.
Il problema era già stato sollevato in passato. A tal punto, nel 2015 era stata presentata una proposta di legge che riconosceva la medicina omeopatica come “atto medico”, richiedeva che gli omeopati fossero obbligatoriamente laureati in medicina, ne istituiva un registro nazionale, una commissione presso il ministero, richiedeva corsi di formazione e master sull’argomento.

Nel frattempo si susseguono gli studi che smentiscono l’efficacia dell’omeopatia, tra cui uno studio australiano del 2014 che ne ha riscontrato la stessa efficacia dell’effetto placebo. Allo stato attuale non esistono studi scientifici pubblicati su riviste di valore riconosciuto che dimostrino l’efficacia, seppur minima, dell’omeopatia in una qualche malattia. Tuttavia studi non clinici hanno documentato un altissimo grado di soddisfazione tra chi si cura con l’omeopatia, spiegandone il successo sociale.

La cosa però di cui nessuno parla sono gli effetti avversi derivanti dall’uso delle cure omeopatiche. Questi possono essere di tipo diretto o indiretto. Gli indiretti derivano dal sospendere le terapie tradizionali in favore dell’omeopatia. I diretti sono principalmente dovuti a effetti collaterali agli eccipienti o a processi di produzione poco controllati.

Quindi… Omeopatia: maggiori i rischi o i benefici?