La neonatologia vista con gli occhi di NEO Associazione dell'Ospedale Niguarda

La neonatologia vista con gli occhi di NEO Associazione dell'Ospedale Niguarda
15 febbraio 2019

Ricerca e Prevenzione

NEO Associazione Amici della Neonatologia dell'Ospedale Niguarda è una ONLUS nata nel 1995 che da oltre 20 anni offre supporto al reparto di Neonatologia e Terapia Intensiva Neonatale del Grande Ospedale Metropolitano Niguarda di Milano, dove ci si occupa dei pazienti più piccoli dell’ospedale. È qui infatti che tra incubatrici, monitor lampeggianti, allarmi e tante postazioni “iper-tecnologiche” ci si prende cura di oltre 200 bambini all’anno, provenienti anche da altri ospedali.



Di che cosa si occupa il reparto di Terapia Intensva Neonatale?

Il reparto di Terapia Intensiva Neonatale si occupa della diagnosi e della terapia di tutte le patologie mediche e chirurgiche del neonato a termine e pretermine ed è in grado di offrire un'assistenza completa anche grazie alla collaborazione con tutte le strutture specialistiche presenti nell'area pediatrica (pediatria, chirurgia pediatrica, oculistica pediatrica, cardiologia e cardiochirurgia pediatrica, neurologia pediatrica, neurochirurgia pediatrica, anestesia pediatrica, neuropsichiatria dell’infanzia e dell’adolescenza).



Come si presenta il reparto?

Il reparto, a guardarlo, è un affresco a 360°, le pareti sono una tavolozza a tutto tondo che riproduce i motivi e i colori delle quattro stagioni.
Immagine che mostra com'è il reparto della terapia intensiva neonatale al NiguardaAnche NEO ha contribuito a finanziare questi dipinti poiché condivide e sostiene il progetto di “Arteterapia” che si propone di collegare due realtà apparentemente distanti, quella della sofferenza quotidianamente presente negli ospedali e quella del sollievo e della bellezza che l’arte riesce a far “provare” alla nostra anima. 
Le decorazioni artistiche all’interno del reparto di Terapia Intensiva Neonatale sono parte integrante del progetto “Care promosso dal team clinico-assistenziale del reparto e che la nostra Associazione, insieme a tutto il personale medico e infermieristico, porta avanti da tanti anni. NEO infatti ha sposato in pieno l’idea di dare un volto più umano alle cure e uno dei suoi obiettivi è di collaborare al progetto di “Care Neonatale” un concetto di più ampio respiro che travalica i confini delle mere procedure cliniche. La parola inglese Care è, infatti, ricca di sfumature e significati; vuol dire innanzitutto cura ma anche attenzione, protezione, premura e affetto. Tante parole diverse che esprimono insieme uno spiccato senso di umanità, di altruismo e che, in questo ambito, significano personalizzare le cure di assistenza rivolte sia ai neonati sia alle loro famiglie.

 

Cosa fa l'Associazione NEO all'interno del reparto?

Immagine che mostra com'è lo spazio dedicato ai genitori all'interno dell'area della terapia intensiva neonatale al Niguarda La storia dell’Associazione Amici della Neonatologia si intreccia intensamente e interagisce con quella del reparto di Neonatologia e Terapia Intensiva Neonatale. L’attenzione dell’Associazione è soprattutto rivolta ai bisogni dei piccoli pazienti, che vengono accolti in un ambiente protetto da rumori e luci invadenti, e ai loro genitori, in modo che i giorni di permanenza nel reparto trascorrano il più serenamente possibile.
Uno degli obiettivi di NEO è infatti quello di offrire supporto ai genitori che devono affrontare la nascita e il ricovero di un bambino nato pretermine o con particolari problematiche. Gli aiuti per il reparto arrivano anche in forma di attrezzatura: strumentazioni tecnologiche e non solo. Servono infatti anche elementi di arredo e oggetti da usare nell’assistenza ai piccoli e per facilitare il rapporto quotidiano genitori-bambino. Così ad esempio, grazie al finanziamento di NEO, sono state donate al reparto delle comodissime chaise longue sulle quali mamme e papà possono accomodarsi accanto ai loro piccoli ed effettuare la marsupioterapia. Questa pratica, detta anche kangaroo mother care, è “un tonico naturale” potentissimo per la salute dei piccoli con tanti benefici anche per la mamma, tanto è vero che è raccomandata anche dall’Organizzazione Mondiale della Sanità.

 

Da chi è composta l'Associazione Amici della Neonatologia?

A comporre le fila di NEO ci sono alcuni tra medici e infermieri del reparto stesso, diretto dal dott. Stefano Martinelli. Ma non ci sono solo camici bianchi o divise con gli orsetti, ci sono infatti anche genitori e chi da dietro una scrivania coordina le attività dell’associazione come Clara Lazzaroni: “Ho avuto modo di sperimentare in prima persona, da parente, l’impatto di questo tipo di reparto - ci dice- parlo di molti anni fa. Allora avere a che fare con le terapie intensive neonatali significava andare a scontrarsi con una barriera che separava nettamente il bambino dai suoi genitori. Così i suoi cari potevano vederlo solo per poche ore al giorno”.
Ormai da diversi anni la filosofia si è ribaltata e nel reparto di Terapia Intensiva Neonatale di Niguarda i genitori possono rimanere per tutto il tempo che vogliono grazie all’apertura H24. Questo nuovo approccio rende i genitori protagonisti del percorso di cura dei loro piccoli e favorisce l’instaurarsi di una relazione forte tra la famiglia e il bambino che ha la possibilità di avere vicini i genitori.

 

Il racconto di Chiara, mamma di Marco:

La vita in TIN è un mondo dove non ti aspetti mai di farne parte, eppure, da un momento all’altro, ti ci trovi catapultata dentro. Era il pomeriggio del 2 novembre quando andai a vedere il mio piccolo ometto per la prima volta, nato quella stessa mattina ma del quale non avevo potuto vedere neanche l’ombra perché mi era stato portato subito via: “Lo portiamo in terapia intensiva in fondo al corridoio”, mi dissero, “dobbiamo subito visitarlo e prenderci cura di lui, è in buone mani, stai tranquilla”.
Immagine che mostra una bambina in un'incubatriceMa chi erano quelle persone, cos’era la terapia intensiva? E da lì è iniziato il nostro viaggio lungo 98 giorni.
Entrai cautamente in carrozzina, iniziai a sentire questi suoni assordanti e indimenticabili... quante incubatrici... quanti genitori seduti accanto a queste piccole scatole di plastica.
Si avvicinarono tre ragazze: le prime vestite di azzurro erano infermiere, quella vestita di blu invece era una dottoressa, come scoprii dopo. Si presentarono e mi descrissero accuratamente, ma con tanta gentilezza, cosa fossero tutti i tubicini che erano attaccati al mio scricciolo. Non riuscii a trattenere le lacrime. Loro non mi conoscevano ancora, era la prima volta che ci vedevamo, ma mi strinsero in un forte abbraccio e in quel l’abbraccio io trovai il calore, la forza di reagire.
Ecco, questo fu solo l’inizio: da quel momento sono andata tutti i giorni in TIN, ho passato ore, giorni interi lì dentro, anche la notte… eh si perché in TIN hai la possibilità di stare 24 ore su 24, ed è una cosa straordinaria perché sai che tu puoi stare con i tuoi guerrieri tutto il tempo che vuoi e questo credo che sia fondamentale in una situazione come la mia e come quelle di tutti i genitori che entrano a far parte di questo mondo. Io ho passato le mie giornate lì, soprattutto da sola, perché il mio compagno doveva lavorare e mi raggiungeva la sera, ma sinceramente non mi sono mai sentita sola, anzi, era come se vivessi in una grande famiglia: tutti questi dottori e soprattutto gli infermieri sono sempre stati accanto al mio piccolo, l’hanno aiutato, curato, e soprattutto hanno creduto in lui. E ok, direte tutti, è il loro lavoro.. si, giusto.. ma per loro tutto questo non è solo un lavoro. Ho visto personalmente con i miei occhi e sentito con il mio cuore, tutto l’amore che hanno messo in ogni cosa che facevano e oltre a prendersi cura dei piccoli, hanno sempre pensato anche a noi genitori; noi ne abbiamo passate tantissime con il nostro piccolo e se siamo qui adesso è grazie a lui, alla sua forza, alla sua voglia di vivere, ma dobbiamo ringraziare anche questi angeli vestiti di azzurro e di blu!



Nella foto a lato, da sinistra:

dott. Stefano Martinelli (direttore reparto),
dott.ssa Raffaella Bruno,
dott.ssa Roberta Restelli,
Clara Lazzaroni,
dott. Alberto Brunelli,
Paola Coscia (coordinatore infermieristico).


Articolo di premiazione realizzato per il concorso "Trova il Natale nel Tuo Ospedale" 
 
In collaborazione con
Dove e Come Mi Curo

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