Natale e Alzheimer: consigli utili per malati e caregiver

Natale e Alzheimer: consigli utili per malati e caregiver

Ricerca e Prevenzione

Ultimo aggiornamento: 24 dicembre 2019
Le feste natalizie sono un’occasione speciale di gioia anche per chi soffre di una condizione terribile come la Malattia di Alzheimer, che cancella i ricordi, soprattutto recenti. Certo, l’uscita dalla routine quotidiana, in genere molto apprezzata, può essere disorientante e stressante per le persone fragili che hanno la malattia di Alzheimer. Vuoi scoprire qualcosa in più su come funziona l'Alzheimer? Consulta il nostro Approfondimento Scientifico: "La Malattia di Alzheimer: cause, sintomi e diagnosi"

Due persone anziane addobbano l'albero di NataleMettendo però in atto alcune strategie, si possono evitare comportamenti di difficile gestione. Nella confusione tipica dei festeggiamenti, la persona con demenza senile, a causa del disorientamento, può manifestare infatti delle reazioni e dei comportamenti difficili da gestire per i familiari o per chi se ne prende cura (caregvier).

“La rottura degli schemi routinari”, spiega Gioacchino Tedeschi, presidente della Società italiana di neurologia e ordinario di Neurologia presso l’Università della Campania Luigi Vanvitelli, “insieme a una sovraesposizione sociale, se non attentamente modulate possono contribuire ad amplificare lo stato di incertezza e confusione che spesso domina le fasi intermedie e avanzate di malattia”.

Insomma, con alcune attenzioni tecniche, si può trascorrere un Natale di gioia e di festa, nonostante la patologia. Ci sono infatti numerosi dati scientifici che mostrano, proprio nei pazienti che non ricordano cosa hanno fatto un istante prima, la capacità di riconoscere il contenuto emotivo degli stimoli esterni e di fissare in modo più efficace i ricordi dotati di valenza affettiva nella memoria emozionale, che rimane anche nelle fasi più avanzate di malattia. La percezione della gioia, trasmessa mediante stimoli visivi o acustici, come dimostrano vari studi clinici, resta relativamente intatta nonostante i buchi della memoria.

La musica, con il suo potere evocativo, è particolarmente efficace nel coinvolgere e nell’amplificare le emozioni proprio in chi ha problemi di memoria. A partire da questi dati, è possibile mettere in atto una serie di condizioni che permettano, anche ai familiari e caregiver di pazienti con malattia di Alzheimer, di guardare ai giorni natalizi con più serenità.

Come suggerisce il professor Tedeschi, è fondamentale “l’adozione di una condotta inclusiva improntata al coinvolgimento del paziente in un clima festoso, accogliente e non giudicante. Ancor meglio se preceduto da segnali “marcatempo”, quali addobbi e decorazioni”. Il Natale è la festa emotivamente più coinvolgente e proprio per questo è l’occasione per concedere a chi soffre di demenza, momenti di serenità, riducendo contestualmente anche lo stress e l’impegno per il caregiver.

Con un po’ di strategia e buona volontà, è possibile rivedere le aspettative delle festività in famiglia rendendole ancora occasioni memorabili e felici, anche quando è più impegnativo. I consigli sono utili anche nel caso in cui, nel periodo natalizio, ci sia in casa un ospite che soffre di demenza.

Pranzo Natalizio con bambini e anzianiAttenzioni nel dialogo In generale: se la persona è nelle prime fasi della malattia di Alzheimer, parenti e amici, inizialmente, potrebbero non notare alcun cambiamento, ma la persona può avere difficoltà a seguire una conversazione o può avere la tendenza a ripetere parole o argomenti. La famiglia può aiutare nella conversazione con un atteggiamento paziente, senza interrompere o correggere e lasciando il tempo necessario perché la persona finisca i suoi pensieri. Nelle fasi intermedie o severe della demenza di Alzheimer, un parente può vedere cambiamenti significativi nelle capacità cognitive rispetto a un incontro precedente e tale condizione può essere difficile da accettare. In questo caso è importante assicurarsi che gli ospiti comprendano che questi cambiamenti del comportamento e della memoria sono causati dalla malattia e non dalla persona, in modo che si rispetti il modo di vedere della persona malata.

Preparare e vivere la festa: anche la persona con la demenza dovrebbe essere preparata all’arrivo dei familiari per le festività con decorazioni in casa e canzoni del tempo di Natale, ma anche guardando vecchie fotografie o dei video in cui si richiamano il nome di ciascun componente della famiglia. Pretendere di fare tutto come se non ci fosse la malattia è un errore che si può evitare pianificando di fare solo ciò che si può ragionevolmente gestire, rivedendo magari al ribasso il numero degli ospiti e della tipologia di pranzo.

Ecco di seguito una sintesi con i punti da tener presente per un Natale di festa, per tutti, nonostante la demenza:
  • Addobbi e preparativi inclusivi. Sono segnali “marcatempo” che scandiscano l’evento imminente e permettono alle persone di adattarsi all’ambiente in un clima festoso e accogliente. È importante coinvolgere la persona nell’organizzazione dei preparativi. In base a quello che la persona può fare, è utile coinvolgerla nell’aiutare nella preparazione del cibo, per esempio pesando i vari ingredienti, oppure nell’incartare i regali, decorare o apparecchiare la tavola. In questo modo gli eventi natalizi diventano delle occasioni positive e, addirittura, memorabili per tutto il nucleo familiare.
  • Non tutte le decorazioni sono uguali. Le luci lampeggianti possono confondere o spaventare una persona con demenza, mentre le decorazioni che sembrano cibo potrebbero essere scambiate per commestibili. Serve quindi attenzione nella scelta degli addobbi.
  • La routine salva dalla confusione. Durante le feste, inevitabilmente, si creano condizioni che cambiano i riferimenti che, in chi soffre di malattia di Alzheimer, prevengono il disorientamento che porta a comportamenti di difficile gestione. Bastano piccoli accorgimenti, per evitare il problema. Tra questi si può organizzare il tempo per le pause e il riposo per tutti, tenere a portata di mano materiale per semplici attività ripetitive che non stancano come guardare il film preferito, piegare fazzoletti, sgusciare arachidi o uscire a fare una passeggiata.
  • Evitare i grandi raduni. Anche se per le festività sono sempre state invitate molte persone a casa, sarebbe opportuno prendere in considerazione un ridimensionamento del numero di ospiti e della tipologia di pranzo. Se è tradizione festeggiare la sera, il consiglio è di mantenere la stanza ben illuminata e cercare di evitare qualsiasi stimolo, già noto, che potrebbe attivare nella persona malata comportamenti di difficile gestione. Organizzare visite con due o tre persone alla volta aiuta a tenere lontano eccessive fonti di stress, non solo per la persona malata, ma anche per il caregiver.
  • Meglio il pranzo della cena. Se la sera e la confusione sono un problema (sindrome del tramonto) è meglio che la festa sia fatta durante il pranzo e non la cena. Per evitare qualsiasi stimolo che potrebbe attivare nella persona malata particolari reazioni, si consiglia di mantenere la stanza ben illuminata, evitare confusione e spegnere la Tv durante il pranzo. Nel caso in cui ci fosse troppo rumore, è opportuno spostarsi una stanza tranquilla o uscire a fare una passeggiata.
  • La scatola dei ricordi. Un grande conforto, per chi soffre di malattia di Alzheimer, può arrivare dal cantare insieme vecchie canzoni della tradizione o sfogliare album di foto di famiglia.
  • Un regalo adatto e adeguato. Esiste il regalo giusto anche per una persona con problemi di demenza e si caratterizza per l’utilità. Bisogna infatti fare attenzione a non portare regali inutilizzabili o addirittura pericolosi per una persona con questa fragilità. Sicuramente gratificante e utile, un capo di abbigliamento comodo è sempre un’ottima scelta, come dispositivi per ascoltare la musica preferita, guardare video o film e, ovviamente, album fotografici.
L’ultimo consiglio è per familiari e caregiver: ricordarsi che è Natale anche per loro, quindi valutare la possibilità e organizzarsi per essere sostituiti nell’assistenza. Prendersi cura di se stessi è particolarmente importante per chi assiste queste persone. Il periodo di vacanza è sempre una festa anche se è celebrata in una residenza sanitaria assistenziale. In questo caso, nell’impossibilità di festeggiare in ambiente familiare, si può parlare con il personale per preparare la festa, magari ricordando qualche aneddoto o tradizione di casa (piatto tipico mangiato, canzoni..). Le celebrazioni possono essere semplici, ma nonostante le apparenze, è la presenza di persone care, la condivisione dell’affetto, a mettere in moto le emozioni che danno gioia e che durano più a lungo di tutti gli altri ricordi.

Scopri quali sono le strutture sanitarie che ci hanno dichiarato di essere specializzate in Alzheimer:
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In collaborazione con
Maddalena Guiotto

Maddalena Guiotto

Giornalista con laurea in farmacia e master in bioetica, ho sempre scritto di salute, sanità e farmaceutica. Ho maturato esperienze professionali a livello di agenzie stampa internazionali, Tv, carta stampata e siti web. Nel collaborare con testate come "Le Scienze", "Corriere Salute", "Aboutpharma" e "iFarma", ho potuto affinare le mie competenze in vari aspetti del giornalismo su web. Oggi scrivo anche di benessere e digital health, sempre partendo da dati scientifici certi e documentati.
Data di pubblicazione: 24 dicembre 2019