Morso di Vipera: le 15 cose da fare e non fare

Morso di Vipera: le 15 cose da fare e non fare
22 giugno 2018

Ricerca e Prevenzione

Indice


In Italia sono diffuse 23 specie di serpenti, ma sono velenose soltanto le 4 che appartengono alla famiglia dei viperidi, si tratta della:
  • Vipera ammodytes o vipera cornuta del Trentino
  • Vipera aspis o vipera comune, diffusa dalle Alpi alla Sicilia
  • Vipera berus o vipera palustre o marasso, comune in Piemonte, Lombardia, Veneto ed Emilia
  • Vipera Ursinii o vipera degli Orsini, presente in alcune zone circoscritte delle Marche, dell'Umbria e dell'Abruzzo.
La Sardegna è l'unica regione italiana in cui non ci sono vipere: se però state progettando un'escursione in montagna o una gita in campagna in qualsiasi altra zona d'Italia, è bene che teniate a mente qualche piccola precauzione.



 

Come distinguere le vipere, ed evitare di essere morsi

Non sempre si ha il tempo di distinguere gli animali pericolosi da quelli innocui, ma se avete modo di osservarli anche rapidamente la differenza vi risulterà evidente.
 
Le vipere sono lunghe al massimo 75/80 centimetri, hanno una coda corta e tozza e una testa triangolare nettamente delineata. Hanno occhi con una pupilla verticale e stretta, simile a quella dei gatti, e sotto la coda le squame sono disposte in un'unica linea.
 
Le bisce hanno invece occhi dalla pupilla rotonda, squame disposte su due linee e una testa sottile che appare come un prolungamento del tronco. Possono essere inoltre molto più lunghe (anche un metro e mezzo o due).
 
Se avvistate una vipera, cercate di restare fermi e battete a terra con un bastone: è un serpente non aggressivo e molto sensibile alle vibrazioni del terreno, per cui è probabile che, se vi fate notare, se ne andrà velocemente. In realtà, la vipera si risolve a mordere solo quando è attaccata, o disturbata, o non riesce a individuare alcuna via di fuga. In questi casi aprirà la bocca alla sua massima estensione e farà scattare i denti veleniferi, che in posizione di riposo sono ripiegati sul palato.
 
Non è detto tuttavia che, anche quando decide di mordere, la vipera usi il veleno di cui è dotata perché rappresenta per lei una risorsa preziosa e difficile da rigenerare, per cui potrebbe capitarvi di ricevere un cosiddetto morso secco, che vi causerà un bello spavento e nient'altro. Ve ne accorgerete perché la ferita sarà priva dei caratteristici forellini profondi prodotti dalle zanne velenifere.
 
Come agisce il veleno di vipera nell'organismo
 
Il veleno della vipera è costituito per lo più da acqua, nucleotidi, protidi, metalli. In natura queste sostanze servono ad immobilizzare, uccidere e digerire le piccole prede del rettile.
 
Sull'uomo, gli effetti sono raramente letali, ma possono comunque produrre conseguenze locali e sistemiche a carico del cuore e del sistema vascolare, dei reni, del sistema nervoso. I primi a comparire sono sintomi localizzati.
 
A distanza di pochi minuti dal morso si avverte un dolore intenso nella zona colpita, seguito da un forte bruciore. Con il passare del tempo pelle si arrossa e compaiono gonfiori ed ecchimosi dall'apparenza di grossi lividi che possono espandersi anche in zone limitrofe. Dopo all'incirca 30 minuti - 1 ora possono manifestarsi vertigini, bruschi abbassamenti della temperatura, mal di testa, tachicardia, vomito, diarrea e un calo anche drastico della pressione arteriosa che può persino causare lo stato di shock.
 
Nelle 12 ore successive compaiono vescicole, infiammazioni alle vie linfatiche e gonfiori alle ghiandole. Molti fattori possono complicare il quadro clinico e sono significativi per determinare l'esito dell'avvelenamento:
  • la dose di veleno assorbito (e all'età dell'animale: le vipere giovani possiedono di norma un veleno più scarso e leggero)
  • la temperatura atmosferica (afa e caldo peggiorano la situazione)
  • il peso del soggetto (le persone più a rischio sono i bambini piccoli, fino a 6-8 anni).
 
Nei casi più gravi possono verificarsi scompensi emodinamici, digestivi, problemi di coagulazione del sangue, turbe renali e neurologiche, difficoltà respiratorie. Uno dei primi segnali della gravità della situazione è dato dal fatto che la persona colpita ha difficoltà a tenere gli occhi aperti, segno che il sistema nervoso ha subito dei danni. 
 

Mi ha morso! E ora che cosa succede?

In primo luogo occorre accertarsi che il serpente che vi ha morso sia effettivamente una vipera. Esaminate attentamente i segni lasciati sulla pelle: il morso della vipera è caratterizzato da due forellini profondi alla distanza massima di mezzo centimetro o un centimetro, talvolta accompagnati da altri fori più lievi lasciati dagli altri denti.
 
Dopo essersi accertati di essere stati effettivamente morsi, è importante dare subito l'allarme, chiamando il numero dell'ospedale o del centro antiveleni più vicino e organizzando un rapido trasporto al pronto soccorso. In ospedale verranno applicate le cure più adatte, che variano caso per caso e non sempre prevedono la somministrazione del siero antivipera. Questo è infatti un farmaco molto potente con importanti effetti collaterali, a cui si ricorre solo in casi particolarmente gravi. Va ricordato che questo antidoto già da qualche anno è stato classificato dal Ministero della Salute come farmaco ospedaliero e non è più disponibile per la vendita al pubblico.
 
Il siero viene prodotto per lo più nei paesi balcanici, e si ottiene da cavalli immunizzati con il veleno. Il rischio è che il soggetto trattato con questo farmaco al di fuori del controllo medico incorra in gravi reazioni anafilattiche. Meglio quindi che siano i medici a decidere se utilizzarlo o meno, valutando il rapporto benefici-rischi per il paziente.
 

Che cosa fare se si è stati morsi

La cosa più importante è senza dubbio mantenersi tranquilli. Ansia e preoccupazione, così come ogni movimento concitato, contribuiscono ad accelerare il battito cardiaco e a diffondere il veleno nel corpo.
 
Sdraiatevi supini e per prima cosa date l'allarme: potrete rivolgervi a uno dei 19 centri antiveleni presenti sul territorio nazionale, oppure all'ospedale di zona. O ancora, chiamate semplicemente il 112 e raccontate con calma che cosa è successo.
 
Vi sarà spiegato come raggiungere il pronto soccorso più vicino o sarà organizzato per voi un trasporto di urgenza. Quindi, procedete a lavare abbondantemente la ferita e fasciate l'arto colpito con una garza sterile, facendo attenzione a esercitare una certa pressione senza però stringere troppo. Evitare di assumere alcool o antidolorifici, a causa del loro effetto vasodilatatore.
 
Agite con calma e tenete a bada il nervosismo: prima che il veleno (sempre che vi sia stato realmente inoculato) cominci a causare danni seri all'organismo avrete comunque tempo a sufficienza per ricevere le cure appropriate.
 

Da tenere a mente: 15 cose da fare quando si va in montagna

Specialmente d'estate, quando le belle giornate invitano a esporsi al sole e a camminare leggeri, è facile dimenticare che la montagna è un ambiente selvatico che richiede alcune precauzioni per essere vissuto in completa sicurezza. Ricordate in particolare che:
 
- L'attrezzatura è la prima precauzione
È sempre necessario indossare calzature adatte, con una suola robusta, la tomaia imbottita e preferibilmente alte alla caviglia, e un paio di calzettoni spessi. Meglio anche scegliere pantaloni lunghi anziché calzoncini, specialmente se il percorso che avete in mente prevede passaggi nell'erba alta o su pietraie. Portate con voi anche una confezione di garza sterile, utile per effettuare una fasciatura di emergenza, un disinfettante a base d'acqua (acqua ossigenata o permanganato di potassio) e i numeri di telefono del centro antiveleni o dell'ospedale più vicino da chiamare in caso di emergenza.
 
- Fate rumore!
Può essere utile portare con sé un bastone e percuotere il terreno mentre si cammina: le vipere sono animali timidi e molto sensibili alle vibrazioni, per cui se vi farete sentire, molto probabilmente fuggiranno al vostro arrivo senza neppure farsi vedere.
 
- Attenzione alle pietre...
È consigliabile perlustrare con attenzione i punti in cui intendete fermarvi per fare una pausa o un pic-nic. Le vipere prediligono le aree rocciose esposte al sole, e tendono a nascondersi: evitate quindi di sollevare o spostare pietre, soprattutto a mani nude.
 
- ... ma anche all'erba
I morsi più pericolosi sono quelli al collo e al volto: è buona norma stare molto attenti e osservare bene i tratti erbosi in cui si vorrebbe stendersi per prendere il sole o fare un sonnellino.
 
- Nervi saldi
Nel caso in cui voi o qualcuno dei vostri amici venga punto, è importante controllare l'agitazione e cercare di mantenere tranquilla anche la persona che è stata morsa. Paura e batticuore non faranno che accelerare la sua circolazione sanguigna, favorendo la diffusione del veleno nell'organismo.
 
- Chiamate i soccorsi
Portate sempre con voi il numero di emergenza del centro antiveleni della zona e chiamate immediatamente i soccorsi (se non avete con voi il numero specifico, chiamate il 112).
 
- Liberate la zona colpita
Rimuovete braccialetti, anelli, orologi e tutto ciò che potrebbe essere difficile da togliere quando la zona colpita comincerà a gonfiarsi.
 
- Disinfettate la ferita
Irrorate abbondantemente la parte con acqua ossigenata, permanganato di potassio o anche con acqua semplice. Il veleno della vipera è idrosolubile e un buon lavaggio immediato contribuirà a disperderne una buona parte.
 
- Fasciate l'arto colpito con una garza
Procedete ad assicurare la parte ferita con un bendaggio abbastanza stretto da rallentare il reflusso venoso (senza arrestarlo, per evitare pericolosi ristagni), eventualmente anche steccandolo con un bastone. La fasciatura non deve esercitare una pressione eccessiva, tale da bloccare del tutto la circolazione: l'effetto che si intende ottenere è quello di una moderata vasocostrizione che rallenti la diffusione del veleno, ma è importante che i tessuti continuino a essere irrorati dal sangue arterioso ricco di ossigeno.
 

Che cosa non fare se si è stati morsi

Occorre invece evitare assolutamente di:
 
- Spaventarsi per nulla!
Ricordate che in Italia esistono 23 specie di serpenti, ma solo 4 appartengono alla famiglia dei viperidi, sono cioè velenose. Se incontrate sulla strada un serpente lungo più di un metro, dal corpo affusolato e con la testa che sembra formare un tutto unico insieme al corpo, non si tratta sicuramente di una vipera.
 
- Dare per scontata l'equivalenza morso = veleno
Anche nel caso in cui a mordervi sia stata proprio una vipera, tenete presente che non tutti i morsi sono velenosi: circa 1 su 5 sono i cosiddetti morsi secchi, che l'animale dà senza utilizzare le zanne velenifere: in questo caso, nel punto colpito mancano i fori d’entrata dei due denti anteriori. Questo tipo di morso è del tutto innocuo.
 
- Fare movimenti scomposti
Se invece siete sicuri di essere stati morsi e di aver assorbito del veleno, per prima cosa cercate di dominare l'agitazione. Non urlate, non mettetevi a correre, non sollevate l'arto ferito né assumete posizioni innaturali: la cosa migliore è restare semplicemente sdraiati sulla schiena, chiamare i soccorsi, disinfettare la ferita e immobilizzare l'arto colpito.
 
- Stringere troppo la fasciatura
Evitate di bloccare la circolazione utilizzando cinghie, lacci o simili, a meno che non abbiate una seria esperienza nel primo soccorso: un afflusso di sangue insufficiente, unito all'azione del veleno, può rapidamente portare alla necrosi dei tessuti.
 
- Iniettare il siero antivipera
Se non siete medici esperti, non assumete né somministrate il siero antivipera: se iniettato in prossimità della ferita la sua efficacia è nulla, e per di più c'è il serio rischio che, in assenza del necessario controllo medico, il farmaco scateni una reazione avversa dell'organismo che può arrivare allo shock anafilattico. Si stima che i morti per shock anafilattico dovuto all'errata somministrazione del siero siano ogni anno in Italia più numerosi dei decessi avvenuti come diretta conseguenza del veleno di vipera.
 
- Usare tattiche da manuale di sopravvivenza
Dimenticate ogni rimedio fai-da-te di cui abbiate sentito parlare: incidere la ferita, aspirare il sangue con la bocca, applicare pomate o disinfettanti alcolici non solo saranno inutili, ma potrebbero peggiorare il quadro clinico generale. Anche assumere alcool o antidolorifici è fortemente sconsigliato, a causa dell'effetto vasodilatatore di tali sostanze, che potrebbe favorire la diffusione del veleno nell'organismo.




 
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