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Morbillo: malattia estinta?

Morbillo: malattia estinta?
26 aprile 2017

Ricerca e Prevenzione

Secondo il piano vaccinali del 2003 avrebbe dovuto estinguersi nel 2015, come già accaduto per il vaiolo. Il calo delle vaccinazioni e la mancanza di un effetto gregge stanno invece riaccendendo i focolai. Nei primi tre mesi del 2017 abbiamo superato i casi 2016. Il morbillo è tornato.

Vediamo in breve come si diffonde e cosa provoca.
 
Il morbillo è una malattia esantematica, scatenata da un virus. Si diffonde per via respiratoria ed è tra le malattie più facilmente trasmissibili. Il virus ha un periodo di incubazione di 10-15 giorni, poi iniziano i sintomi. All’inizio sembra un banale raffreddore. Col passare dei giorni appare la febbre, che tende ad aumentare, e dei puntini bianchi sulla lingua. Dopo circa 3 giorni dai puntini bianchi ecco apparire delle macchie rosso vivo (l’esantema) prima dietro le orecchie e sul viso, poi pian piano su tutto il corpo. I puntini rossi durano 4-7 giorni, con febbre alta (attorno ai 39°), poi quando la malattia è vinta scompaiono a partire dal collo.

Le complicanze del morbillo possono essere gravi. Quelle più frequenti sono otite, laringite, diarrea, polmonite, encefaliti. Proprio perché abbassa le difese immunitarie, nel mondo rappresenta una delle più importanti cause di morte infantile e adolescenziale. Si stima che muoiano tra l1 e il 2 per mille di persone colpite da morbillo.
Naturalmente le complicanze sono più probabili nei soggetti più fragili, o perché piccoli o perché malnutriti o immunodepressi.
Le complicanze sono gravi anche quando il morbillo è contratto in età adulta.

Non esiste una terapia per il morbillo. Si agisce tentando di abbassare la febbre, sedando la tosse e umettando gli occhi con colliri, per diminuire le congiuntiviti. In caso di complicanze, spesso bisogna ricoverare il malato in ospedale (Trovi qui le strutture organizzate con il pronto soccorso pediatrico).

In Italia la vaccinazione per il morbillo non è obbligatoria ma raccomandata. Viene dato col trivalente, assieme al vaccino per rosolia e parotite. Il vaccino andrebbe dato attorno al 12°-15° mese, con un richiamo verso i 5-6 anni. Il vaccino è sicuro, senza effetti collaterali. E’ sconsigliato solo in gravidanza e ai pazienti immunodepressi farmacologicamente o con deficit immunitario grave.