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Molti dubbi sugli integratori in gravidanza

Molti dubbi sugli integratori in gravidanza
13 settembre 2016

Mamma e Bambino

Promosso l’acido folico per la sua capacità di prevenire le malformazioni del tubo neurale, in concreto la comparsa della spina bifida. Sono disponibili prove scientifiche che lo attestano, riassunte nella ricerca comparsa sul Drug and Therapeutics Bulletin del British Medical Journal, confermate dall’Efsa (l'Autorità europea per la sicurezza alimentare), che approva la supplementazione di acido folico in gravidanza, a patto di assumerne almeno 400 microgrammi al giorno a partire da un mese prima del concepimento e fino al terzo mese di gestazione. Anche l’integrazione a base di vitamina D è stata promossa, ma con riserva, visto che non sembra prevenire tutte le complicanze annunciate sia in gravidanza sia alla nascita del bambino. Su parere del medico si raccomanda di assumerne almeno 10 microgrammi sia durante la gravidanza sia durante l'allattamento.

Per tutti gli altri integratori che godono di buona fama in gravidanza - dagli Omega 3 che agevolerebbe lo sviluppo del sistema nervoso del bambino alla vitamina E che aiuterebbe a prevenire emorragie e anemia alla nascita, ma anche la vitamina A e C, d, E, il ferro e i multivitaminici – non c’è alcun riscontro scientifico sui benefici se la donna è ben nutrita. Dosi eccessive di vitamina A possono addirittura mettere in pericolo il feto. Per le categorie sopra citate la spesa per integrazione sarebbe del tutto superflua. Quindi inutile.

Gli esperti italiani concordano su acido folico e vitamina D, suggeriscono la supplementazione di omega 3 (in realtà di DHA) per le donne in gravidanza, se vegane e/o fumatrici. Per il calcio l’integrazione è suggerita in donne che non consumano latte e derivati. Il ferro va integrato solo dopo averne controllato l’eventuale carenza: il fabbisogno di ferro aumenta fino a 30 mg al giorno già dal primo mese di gravidanza, quindi il responso sull’eventuale integrazione è affidato al medico o al nutrizionista che ne deciderà l’assunzione.