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Meditazione e tecniche di respirazione

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09 novembre 2017

Benessere

In alcune situazioni fisiologicamente gestibili, le tecniche di meditazione, respirazione e rilassamento possono essere ottimi surrogati di anestetici ed antidolorifici chimici. La correlazione tra una buona circolazione, la pressione sanguigna ed il battito cardiaco controllati dalla mente ed il benessere fisico è scientificamente provata da centinaia di anni ed il mondo medico tende a promuoverla, soprattutto in determinati ambiti della medicina.
 

In cosa consistono la meditazione e le tecniche di respirazione


La meditazione è una pratica che trova le sue origini nella medicina orientale, fin da tempi antichissimi. Si tratta di un momento in cui si cerca di scavare nelle profondità del proprio animo, cercando di visualizzare di volta in volta il punto esatto e, quindi, la causa, di un malessere. Nelle patologie psicosomatiche la meditazione ha un ruolo spesso risolutivo. È ormai riconosciuta, anche dalla medicina tradizionale, la possibilità di essere affetti da quelle che, comunemente, si chiamano "malattie idiopatiche", ossia quelle patologie che danno effettivo ed oggettivo malessere al paziente senza che, però, nessuna analisi o indagine riscontri anomalie fisiche oggettive. In questi casi, moltissime volte, la causa del male è da attribuirsi ad un condizionamento psicologico che si può, appunto, individuare grazie alla meditazione.

Le tecniche di respirazione, invece, mirano ad educare il proprio organismo all'ossigenazione corretta del sangue: una respirazione consapevole e controllata è in grado di rilassare le fibre muscolari, di regolare il battito cardiaco e di espletare un'azione benefica sia sui dolori fisici sia sugli stati psicologici alterati.
 

Meditazione e tecniche di respirazione: anestetici naturali durante il parto


L'esempio pratico più rappresentativo dei benefici che meditazione e respirazione controllata possono dare alla persona è quello del momento del travaglio e del parto. Gran parte dei corsi dedicati alle future mamme è, infatti, improntata proprio sull'insegnamento di queste pratiche preziose.

Il travaglio è uno degli eventi più dolorosi della vita di una donna e si dice che non esiste dolore più insopportabile. Nonostante questo, proprio grazie ad una corretta respirazione, la maggior parte delle donne riesce a partorire senza necessità di ricorrere all'epidurale o all'anestesia spinale che, in molti casi è controindicata e, in pochi eccezionali casi può dare conseguenze collaterali anche gravi.

Nella prima parte del travaglio, quando le doglie sono ancora gestibili, alla donna viene consigliato di visualizzare il bimbo nel suo ventre, immaginandone il percorso. Questo torna utile, in quanto il dolore che sta provando verrà dimezzato pensando alla fatica che sta facendo il suo bambino e, psicologicamente, la partoriente si sente immediatamente meno sola, più compresa, perché si rende conto che ciò che prova è la stessa cosa che, probabilmente, sperimenta suo figlio. Quando, invece, il travaglio ed i suoi dolori avanzano, si passa a consigliare la messa in pratica delle tecniche di respirazione controllata: un'inspirazione molto lenta, che apporti un grosso volume d'ossigeno, ed un'espirazione veloce e liberatoria. Questo comporta un'effettiva riduzione del dolore perché un sangue molto ossigenato permette ai muscoli di contrarsi in maniera corretta. Inoltre, il movimento dell'atto respiratorio segue la naturale evoluzione della contrazione, assecondandola e rendendola oggettivamente meno dolorosa.
 

Meditazione e tecniche di respirazione: anestetici naturali durante le visite mediche


Alcune pratiche mediche sono dolorose. Esistono esami, indagini diagnostiche o terapie che provocano dolore. Non tutti sono in grado di gestirlo e sopportarlo e, spesso, bisogna sospendere esami importanti o terapie imprescindibili perché il paziente non riesce a gestire il dolore. Anche in questo caso le tecniche di respirazione e meditazione sono di grandissimo aiuto e supporto. Visualizzare qualcosa di positivo e piacevole, durante una visita sgradevole o una manipolazione dolorosa, aiuta il paziente a livello psicologico, distraendolo da ciò che sta avvenendo su di lui ed attorno a lui.

La respirazione controllata, contestualmente, riduce i battiti del cuore accelerati dalla paura, contrastando le tachicardie da panico, ed aiuta a rilassare e distendere la muscolatura, permettendo alla persona di provare meno dolore e disagio. Soprattutto in pazienti cronici, che sono spesso costretti a subire manipolazioni o procedure mediche particolarmente fastidiose, i medici promuovono ed approvano questo tipo di approccio. Pensiamo, ad esempio, alle vittime di ustioni che, giornalmente, devono sottostare a medicazioni, a persone con fratture, ad esami invasivi come gastroscopie, colonscopie o colposcopie. In tutti questi frangenti è possibile suggerire ed insegnare al paziente come poter gestir il disagio grazie alla respirazione.
 

Mediazione e tecniche di respirazione: anestetici naturali utili anche in psicologia e psichiatria


In ultima battuta, la meditazione e le tecniche di respirazione controllata possono essere una valida alternativa ai farmaci in molte situazioni con sintomatologia psicologica o psichiatrica. Ad esempio, nel fronteggiare una crisi di panico o nei picchi di rabbia o estrema euforia del bipolarismo semplice. Invitare il paziente impaurito a fermarsi, visualizzando la sua interiorità ed il suo cuore che batte, è un primo importante passo verso la gestione della crisi di panico in fase d'esordio. Altresì può essere risolutivo, per placare il terrore e la fobia, mettere in pratica la respirazione controllata. Concentrarsi sul respiro e sentire, a poco a poco, il cuore regolarizzare i suoi battiti, servirà a distrarre il paziente dalla sensazione di panico ed a tranquillizzarlo.

Grazie a questo è possibile imparare a gestire queste situazioni autonomamente e convivere più o meno serenamente con patologie come ansia, cattiva gestione della rabbia, panico. Lo stesso procedimento è molto utile nei casi di insonnia, in quanto concentrarsi sul respiro concilia il sonno. Questo comporterà anche un minor uso di farmaci e, di conseguenza, una qualità migliore della vita.