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Medici obiettori e ASL: qual è la situazione?

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13 luglio 2017

Ricerca e Prevenzione

La percentuale dei ginecologi obiettori di coscienza è ormai stabile attorno al 70%, addirittura in leggero aumento negli ultimi 5 anni. Questi i dati forniti a fine 2016 dal Ministero della Salute.

Il dato è allarmante per le donne che avessero bisogno di ricorrere all’interruzione volontaria di gravidanza, un diritto previsto dalla legge 194 e che dovrebbe essere garantito.

Il fatto è ancora più grave quando si vuole capire quanti medici nell’ospedale preferito praticano l’IVG.
Nonostante la nuova legge sull’accesso generalizzato, detta Foia, che prevede che le ASL e le amministrazioni debbano rispondere entro 30 giorni alle richieste dei cittadini, un monitoraggio lanciato dall’Associazione Diritto Di Sapere ha messo in luce che solo il 17% delle ASL si è adeguata a questa legge.

In particolare il monitoraggio ha riguardato 162 ASL (il 72% del totale), chiedendo loro quanti ginecologi fossero presenti nel loro staff medico e di questi quanti fossero obiettori di coscienza all’applicazione della legge 194.
Delle sole 48 ASL che hanno risposto, solo 8 hanno fornito le informazioni entro i 30 giorni previsti dalla legge, 36 hanno risposto tra i 31 e i 60 giorni, mentre le altre 4 hanno impiegato fino a 5 mesi a rispondere.

La legge Foia è entrata in vigore a giungo 2016. Le pubbliche amministrazioni hanno avuto 6 mesi di tempo per adeguarsi alle nuove norme. Alle ASL è anche stato fornito un documento di linee guida.

Speriamo che la legge Foia entri presto a regime. Nel frattempo a questo link è possibile trovare la lista delle strutture ospedaliere che dichiarano di praticare l’interruzione volontaria di gravidanza, da filtrarsi per provincia/regione di interesse