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Maschi più consapevoli, se possibile

Maschi più consapevoli, se possibile
30 dicembre 2016

Ricerca e Prevenzione

La denatalità in Italia è anche figlia dell’infertilità precoce

 

Denatalità in aumento, in Italia: l’ISTAT riferisce di soli 485.780 bambini nati nel 2015 (quasi 17 mila in meno rispetto al 2014) con un indice di 1.35 figli per donna. Il dato 2010 dava una media di 1.46, ben superiore. Tra le cause di questo calo demografico c’è l’infertilità maschile: basti pensare che il 25-30% dei diciottenni accusa patologie che potrebbero condizionare la possibilità di avere figli in futuro. Nella metà dei casi di accertata infertilità di coppia questa è da addebitare all’uomo che, a differenza della donna, poco si cura del proprio apparato riproduttivo. Molto si deve all'abolizione, nel 2005, del servizio militare di leva e della visita che la precedeva. Questa consentiva di riconoscere, a 18 anni, disturbi come il varicocele che possono compromettere la fertilità dell’uomo, ma sono ovviabili se riconosciuti per tempo.

E ancora, i maschi non sono a conoscenza che le malattie a trasmissione sessuale e le droghe influenzano la loro capacità riproduttiva. L’OMS l’addebita soprattutto alla riduzione del numero (sotto i 15 milioni) e della motilità (meno del 40%) degli spermatozoi. Di recente si è scoperto che la morfologia della testa degli spermatozoi è spesso alterata e questi non riescono a penetrare all’interno degli ovociti. Concorre anche, in molti casi, la mancata integrità del DNA contenuto nella testa degli spermatozoi, la loro frammentazione, una vera e propria spaccatura della doppia elica, che causa moltissimi casi di insuccesso di procreazione medicalmente assistita, malgrado embrioni di ottima qualità.

L’alterazione del DNA si deve all’aumento dei radicali liberi presenti nel liquido seminale, si collega a patologie come il varicocele, la dilatazione delle vene del testicolo con reflusso di sangue con aumento della temperatura che incide sulla formazione degli spermatozoi. Vi concorre anche il criptorchidismo, la mancata discesa alla nascita di uno o dei due testicoli nel sacco scrotale.

Il cocktail di fumo, alcol e droghe concorre a distruggere il DNA della testa degli spermatozoi, così come l’obesità e il consumo di anabolizzanti, sempre più diffuso tra i minorenni. Uno stile di vita più consapevole, una dieta sana ma soprattutto le visite periodiche per accertare per tempo eventuali malattie dell’apparato riproduttivo, sono il rimedio più efficace.