Intervista a Luigi Sinigaglia: Malattie reumatiche e ritardi nelle diagnosi

Intervista a Luigi Sinigaglia: Malattie reumatiche e ritardi nelle diagnosi

Malattie reumatiche, in Italia troppi ritardi nelle diagnosi
Intervista a Luigi Sinigaglia, Presidente Società Italiana di Reumatologia


Quante sono e in quanti ne soffrono nel nostro Paese?

Esistono oltre 150 tipi di patologie reumatiche, di cui in molti casi si sa ancora poco. A soffrirne sono 5 milioni di italiani: 1 su 3 dopo i 65 anni. Solo l'artrite e l'artrosi interessano il 16% della popolazione.
Tra le patologie reumatologiche più gravi e invalidanti ci sono le artropatie infiammatorie (artrite reumatoide, artrite psoriasica, spondiloartropatie) che colpiscono il 3% degli italiani. Se non vengono riconosciute in tempo possono determinare danni irreversibili all’apparato locomotore

Consulta i centri che hanno dichiarato di essere specializzati in Artrite reumatoide:
Centri specializzati in Artite reumatoide 

La remissione clinica delle artropatie infiammatorie è oggi un traguardo possibile?

Oggi abbiamo a disposizione cure efficaci - messe a punto negli ultimi 15-20 anni - che possono consentire in un’elevata percentuale di casi la remissione completa di queste malattie. La strategia terapeutica, però, va stabilita con tempestività. Il trattamento andrebbe incominciato in concomitanza con la cosiddetta “finestra di opportunità”, quella fase che intercorre tra l'esordio della patologia e l'instaurarsi di danni irreversibili

Fotografia che raffigura il volto di Luigi Sinigaglia
Un nodo in Italia è rappresentato dal ritardo delle diagnosi?

Questa è sicuramente una criticità. Nel nostro Paese, per arrivare alla diagnosi di artrite reumatoide, si possono aspettare uno o due anni dall'esordio dei primi sintomi, mentre per la spondilite anchilosante l'attesa può durare anche cinque anni. Sebbene sul nostro territorio esistano strutture sanitarie di assoluta eccellenza, manca un’uniformità nell’assistenza reumatologica ambulatoriale e ospedaliera.

Le lunghe liste di attesa e l'inizio tardivo dei trattamenti possono avere serie conseguenze per i pazienti. Per offrire maggiori garanzie è necessario attivare, su tutto il territorio nazionale, delle reti reumatologiche regionali. Dove sono stati avviati i network - come in Germania, Francia o Spagna - si sono ottenuti risultati significativi in termini di facilità di accesso alle cure e di razionalizzazione delle risorse

Per favorire le diagnosi precoci, sono state ideate anni fa le “Early Arthritis Clinic” (EAC), strutture che prevedono l'accesso in tempi brevi dei pazienti per garantire diagnosi precoci. In Italia, però, sono poco diffuse.
Va detto che un ruolo importante, in questo contesto, lo giocano i medici di medicina generale, i primi a intercettare i malati. Devono essere sostenuti affinché siano in grado di identificare sempre più precocemente i primi segnali di queste patologie.

Consulta le strutture che effettuano una Visita reumatologica:
Dove effettuare una Visita reumatologica?

Quali sono i sintomi a cui prestare attenzione?

A rappresentare un primo campanello di allarme possono essere anche disturbi molto sfumati quali, ad esempio, dolori alle articolazioni delle mani e dei piedi, rigidità mattutina, stanchezza, mal di schiena prevalentemente notturno o mattutino.

A tenere alta la guardia, poi, devono essere non solo gli anziani, ma anche i giovani. Alcune malattie reumatiche, infatti, come l'artrite reumatoide e la spondilite anchilosante possono colpire soggetti nel pieno della loro attività lavorativa


Come si curano le patologie reumatologiche?

Immagine di pillole antinfiammatorieIl trattamento è prevalentemente di tipo farmacologico e consiste, oltre che nell'utilizzo di antinfiammatori, anche nell'adozione - per alcune malattie - di presidi in grado di modificare il decorso della malattia (DMARDs, disease-modifying antirheumatic drugs) che comprendono farmaci sintetici e biologici. Questi principi attivi si sono dimostrati efficaci nel migliorare gli aspetti clinici e nell'arrestare o rallentare la progressione dei danni strutturali.
Sono coperti totalmente dal SSN, ma vengono erogati dagli ospedali in maniera gratuita solo a pazienti selezionati, che non rispondono in modo convincente alle terapie tradizionali. 

Esistono, poi, farmaci non biologici innovativi, che hanno il vantaggio di poter essere somministrati per via orale (al contrario dei biologici che necessitano di una somministrazione per via endovenosa o sottocutanea). 
Quanto all'artrosi, i progressi in questo campo sono molto meno evidenti. Non disponiamo di terapie risolutive consolidate, ma essenzialmente solo di trattamenti sintomatici
Importante, per la remissione delle malattie, è sempre la condivisione delle scelte col paziente. Solo la sua collaborazione, infatti, può garantire l'aderenza terapeutica, fondamentale se si vogliono ottenere dei risultati. 


Quale prevenzione è possibile?

Corretti stili di vita sono fondamentali per la prevenzione di molte malattie, comprese quelle reumatologiche.
I primi provvedimenti non farmacologici consistono in un'adeguata attività fisica e un corretto apporto di calcio (per ridurre il rischio di osteoporosi).
Occorre puntare, inoltre, sull’eliminazione di fattori di rischio quali fumo (che può favorire l'insorgenza di artrite reumatoide e osteoporosi), obesità e traumi ripetuti (che possono incidere sull'artrosi) e particolari attività lavorative (che possono favorire reumatismi extra-articolari e artrosi).
Quanto al livello di umidità, va sfatata l'idea che possa concorrere alla comparsa delle malattie reumatiche. È vero, però, che particolari climi e situazioni meteorologiche possono acuire alcuni sintomi.

 
In collaborazione con
Michela Crippa

Michela Crippa

Giornalista professionista, da oltre dodici anni mi occupo di giornalismo medico-scientifico per le riviste e i siti del Gruppo Sfera (Rizzoli) scrivendo principalmente di salute e alimentazione. Ho lavorato come redattore presso il mensile "Donna e Mamma" e oggi curo la rubrica delle news in primo piano di "Io e il Mio Bambino" e realizzo reportage sulle strutture ospedaliere per la sezione viaggi nei centri di eccellenza. Inoltre lavoro come addetta stampa del portale Dove e Come Mi Curo.
Data di pubblicazione: 07 marzo 2020
Installa subito l'APP di
e resta sempre aggiornato!