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Le Malattie Reumatiche: Come si curano? Sintomi e Rimedi

Le Malattie Reumatiche: Come si curano? Sintomi e Rimedi
05 gennaio 2018

Benessere

Indice

  1. Le malattie reumatiche: quali sono?
  2. Le malattie reumatiche: i sintomi
  3. Come si diagnostica una malattia reumatica?
  4. Come si curano le malattie reumatiche?

Le malattie reumatiche riconosciute dall'OMS sono oltre 100, differenziate tra loro per cause, sintomi e manifestazioni, pur mantenendo tutte una base comune. In medicina, si classificano tra le malattie reumatiche tutte quelle patologie ai danni dei tessuti connettivi e dell'apparato muscolo-osteo-articolare. Le malattie reumatiche sono patologie importanti che, se trascurate, possono attaccare anche gli organi vitali come il cuore, i reni o i polmoni. Per questo motivo è importante riconoscerne tempestivamente i sintomi, effettuare una diagnosi precoce ed instaurare, prima possibile, un corretto protocollo terapeutico.
 

 

Le malattie reumatiche: quali sono?

Nell'antologia medica si è stilato un elenco che classifica le principali patologie reumatiche in 13 gruppi. Tutte hanno una base comune, sia per quanto riguarda i sintomi sia per quanto riguarda l'evoluzione, anche se le cause sono diverse. La classificazione delle malattie reumatiche può essere riassunta così, come sostiene il SIR, Società Italiana Reumatologia:

1. Artrosi primarie o conseguenziali: sono le malattie reumatiche più conosciute, i classici "reumatismi degli anziani". Si tratta di patologie degenerative a carico della cartilagine e delle ossa. L'età, e la fisiologica diminuzione di produzione di collagene, rende le ossa progressivamente meno dense, più fragili. Questo provoca dolore, rigidità, limitazione nei movimenti e minore fluidità articolare. L'artrosi primaria si manifesta quando, a causa del passare del tempo, il danno osseo è fisiologico, mentre le artrosi conseguenziali dell'anziano sono quelle che si riscontrano come conseguenza di una malattia retrostante, che influisce sui connettivi, ad esempio il diabete.
2. Reumatismi extra-articolari: rientrano in queste malattie reumatiche le manifestazioni dolorose, e spesso degenerative, che non colpiscono propriamente l'osso o l'articolazione, ma i tessuti molli circostanti. Sono, ad esempio: la fascite, la borsite, la fibromialgia e la stanchezza muscolare cronica. Queste patologie hanno la particolarità di creare gonfiori, anche importanti, nella zona colpita, che spesso si traduce in vera e propria deformità.
3. Reumatismi dolorosi cronici: tra cui le conosciutissime cervicali, sciatalgie, lomboscialtagie, che possono insorgere anche in giovane età e cronicizzare, col tempo, diventando sempre meno sopportabili.
4. Malattie ossee: la più importante è l'osteoporosi, una malattia che colpisce soprattutto le donne, dalla menopausa in poi. Si tratta di una patologia ingravescente, per la quale il calcio non riesce più ad attecchire alle ossa, rendendole fragili e poco dense, facili alle fratture. Fanno parte di questo gruppo anche i tumori ossei, le osteomalacie e il morbo di Paget, un raro disordine del metabolismo osseo.
5. Artriti primarie: sono malattie a carico delle ossa, dei tendini e delle articolazioni, che esordiscono da sole, non abbinate ad altre malattie né giustificate dall'età avanzata. Anzi, di solito esordiscono tra i 20 e i 40 anni. L'ipotesi più attendibile è che ci sia dietro una forte componente genetica. Tra la artriti primarie si annoverano: l'artrite reumatoide, la spondilite anchilosante e l'artrite psoriasica, che attacca anche la pelle.
6. Artriti virali, batteriche o micotiche: sono affezioni croniche dei tessuti connettivi innescate da una patologia sostenuta da virus, batteri o funghi. Sono frequenti a seguito, soprattutto, di polmoniti, meningiti, malattie parassitarie come la leishmaniosi o la sindrome di Lyme.
7. Vasculiti e connettiviti: si tratta di malattie autoimmuni, in cui l'organismo attacca i suoi stessi organi, in questo caso i vasi sanguigni o i tessuti connettivi molli. È il caso del LES, Lupus Eritematoso Sistemico, della sclerosi sistemica e di altre varianti, sempre ad andamento cronico, ingravescente e su base autoimmune.
8. Reumatismi neurologici: di cui fanno parte tutte le neuropatie, ossia le patologie a carico dei nervi. Alcuni esempi sono l'osteomielite e la sindrome di Raynaud. Anche alcuni tumori ossei sono inclusi nel gruppo dei reumatismi neurologici, soprattutto se partono da tumori cerebrali, che metastatizzano a livello dei nervi e, di conseguenza, provocano dolore e mobilità limitata a ossa e muscoli circostanti.
9. Artropatie: sono provocate, come nel caso della gotta, da un disordine metabolico a livello osseo. In questo caso, alcuni cristalli minerali non riescono ad essere metabolizzati ed espulsi dal normale circolo linfatico e si accumulano nelle articolazioni.
10. Neoplasie: si tratta dei tumori che possono insorgere a livello osseo, tendineo o articolare. Possono essere cancri primari, ossia originati in loco, o metastasi provenienti da neoplasie nate in altri organi. Un caso molto comune è il cancro del polmone che, quasi sempre, si associa ad escrescenze metastasiche a livello osseo, soprattutto della clavicola.
11. Malattie generiche che provocano reumatologie: si inseriscono in questa categoria tutte le manifestazioni reumatiche che sono stretta conseguenza di una patologia conclamata. Ad esempio, rientrano in questo gruppo le infezioni vascolari e connettive dei malati di HIV, le manifestazioni dolorose e la stanchezza cronica dell'ipotiroidismo e le conseguenze a carico del sistema osteo-articolare causate dall'obesità o dalla malnutrizione.
12. Miscellanea: si tratta di alcune patologie estremamente rare, che attaccano ossa e articolazioni, ad esempio la sindrome di Parsonage-Turner, che interessa la spalla.
13. Malattie reumatiche idiopatiche: si inseriscono nell'ultimo gruppo tutte le manifestazioni dolorose, acute o croniche, a carico di ossa, articolazioni o tessuti connettivi molli, per le quali non si riesce ad identificare una causa precisa.

 

Le malattie reumatiche: i sintomi

Come abbiamo visto, le patologie reumatiche sono molte e hanno cause scatenanti diverse. Anche i sintomi sono diversi in base al tipo di reumatologia dalla quale si è colpiti. A questo proposito, è importante ricordare che, quando ci si reca dal proprio medico specialista, è fondamentale informarlo di tutti i fastidi, disturbi, dolori e sensazioni che si provano. Il quadro sintomatologico, infatti, è spesso lo strumento più importante che il medico ha a disposizione per fare un'adeguata diagnosi differenziale. Spesso, il paziente tende a sottovalutare alcuni sintomi, perché pensa non possano essere correlati all'apparato muscolo-osteo-articolare, ma le patologie reumatiche, purtroppo, possono estendersi a tutti gli organi, provocando sintomi e disturbi non per forza a carico dell'apparato locomotore. Qualsiasi informazione è preziosa per il medico. È quindi importante, se si soffre di una malattia reumatica, tenere un diario dove annotare tutte le anomalie che si riscontrano: a livello digestivo, comportamentale, neurologico e psichiatrico. Sintomi come, ad esempio: diarrea, stitichezza, vomito o nausea, sensazione di addome gonfio, disturbi della vista, anomalie tattili, mal di testa ricorrenti, difficoltà di memoria o di ragionamento, vanno sempre portati all'attenzione del Reumatologo, che ne farà tesoro per inquadrare opportunamente il tipo di malattia reumatica che ha di fronte. In generale, comunque, i sintomi che accomunano tutte le malattie reumatiche sono:
  • dolore nella zona colpita: da lieve a molto forte, di tipo trafittivo, quasi mai presente a riposo ma particolarmente vivace in movimento
  • rigidità delle articolazioni: si nota che non si riesce più a fare movimenti ampi, come ruotare una spalla o piegare una gamba. È possibile sospettare una malattia reumatica notando che si inciampa spesso, in quanto la caviglia non ha più un movimento fluido, o che si fa fatica a tenere in mano la penna, le posate o compiere movimenti di precisione come infilare l'ago, girare la chiave nella serratura o allacciarsi i bottoni della camicia
  • stanchezza muscolare: a volte così marcata da impedire anche di sollevare oggetti molto leggeri, come una bottiglia d'acqua
  • formicolii, scosse elettriche, sensazioni dolorose e fastidiose a livello di pelle, muscoli, tendini


Come si diagnostica una malattia reumatica?

Sulla base dei sintomi comuni, semplicemente con un colloquio e una visita obiettiva, un medico è già in grado di stabilire se si è affetti da una patologia reumatica. A questo punto, però, è necessario stabilire quale, risalire alle cause e scegliere la terapia più adeguata a tenere la patologia sottocontrollo. Per fare la diagnosi differenziale, solitamente ci si avvale di:
 
  • anamnesi fornita dal paziente, che dovrà essere in grado di dare indicazioni precise su eventuali casi di patologie reumatiche in famiglia, sintomi, sensazioni a livello dei tessuti connettivi
  • analisi del sangue, in particolar modo il controllo della VES e della proteina C reattiva, che indicano la presenza o meno di una stato infiammatorio e degli anticorpi specifici, che sono identificativi di reumatismi di causa autoimmune
  • l'analisi del liquido sinoviale, durante il quale si preleva un campione di liquido cartilagineo, per analizzarlo
  • radiografie o tac total body, per controllare lo stato generale dell'apparato scheletrico


Come si curano le malattie reumatiche?

Una volta stabilita la causa della patologia reumatica, e stabilito di quale variante si tratta, si sceglie il percorso terapeutico più idoneo. Tendenzialmente, le patologie reumatiche non guariscono né regrediscono: sono progressive e peggiorano col tempo. La medicina moderna, però, è in grado di tenere a bada i sintomi, garantendo al paziente una qualità di vita molto buona. Inoltre, un buon protocollo terapeutico è in grado di rallentare la progressione della malattia, renderla meno aggressiva, meno invalidante e più sopportabile. Naturalmente, per ogni tipologia di malattia reumatica verrà prescritta una terapia soggettiva e specifica, tenendo anche in considerazione i desideri, le aspettative e il parere del paziente. In generale, però, i farmaci di elezione per il controllo delle malattie reumatiche sono i FANS, che riducono l'infiammazione e sopprimono il dolore, e il cortisone.

Il cortisone è un farmaco particolarmente utile, in caso di malattia reumatica, perché è un potente antinfiammatorio. Di contro, però, è un farmaco a cui il fisico si abitua e necessita, periodicamente, di un incremento di dosaggio. Per questo motivo, solitamente, si inizia la terapia a base di cortisone solo quando la malattia ha raggiunto uno stadio avanzato e si parte con dosaggi bassissimi, da aumentare nel tempo, gradualmente, poco alla volta. In alcuni casi si abbinano farmaci antireumatici e, dove necessario a causa di reumatismi batterici, degli antibiotici. In abbinamento alla medicina tradizionale è possibile incrementare le cure con metodologie alternative, ad esempio l'agopuntura o il trattamento ad ultrasuoni, utili soprattutto per alleviare i dolori muscolari conseguenziali alla patologia.