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Lotta al cyberbullismo: è legge

Lotta al cyberbullismo: è legge
26 maggio 2017

Mamma e Bambino

DEFINIZIONE DI CYBERBULLISMO

Forma di pressione, aggressione, molestia, ricatto, ingiuria, denigrazione, diffamazione, furto d'identità, alterazione, acquisizione illecita, manipolazione, trattamento illecito di dati personali in danno di minorenni, realizzata per via telematica, nonché la diffusione di contenuti on line aventi ad oggetto anche uno o più componenti della famiglia del minore il cui scopo intenzionale e predominante sia quello di isolare un minore o un gruppo di minori ponendo in atto un serio abuso, un attacco dannoso, o la loro messa in ridicolo.

Approvata all'unanimità la nuova legge (432 favorevoli e 1 astenuto) che definisce legislativamente il cyberbullismo. Il fine della legge è semplice: contrastare il cyberbullismo in tutte le sue manifestazioni, con misure a carattere preventivo ed educativo da attuare in ambito scolastico. Insomma, bisogna far capire ai ragazzi che dietro a un computer ci sono persone, e che quindi quello che accade nel web può avere ripercussioni anche gravi nel mondo reale.

La lotta al cyberbullismo avverrà su due fronti: da un lato educare i ragazzi, dall'altro tutelare le vittime minorenni. Il ragazzo con almeno 14 anni vittima di bullismo informatico, o i suoi genitorio, potrà richiedere al gestore del sito internet o del social (facebook, twitter, youtube) di oscurare, rimuovere o bloccare la diffusione di qualsiasi contenuto via internet, con conservazione degli originali. Il gestore dovrà comunicare la presa in carico del problema entro 24 ore, e deve gestire la richiesta entro 48 ore. In caso questo non avvenga, o nel caso il gestore non sia identificabile, il minore potrà rivolgersi al Garante per la protezione dei dati personali, che dovrà provvedere a far sì che i contenuti siano rimossi entro 48 ore.

Se il bullismo virtuale avviene in ambito scolastico, il dirigente scolastico (il preside) dovrà informare tempestivamente i genitori dei minori coinvolti e attivare adeguate misure educative.

Altre attività in piano sono la realizzazione di un sistema di raccolta dati che monitori l'evoluzione del fenomeno e controlli i contenuti, per la tutela dei minori, anche in collaborazione con la Polizia Postale. E' poi previsto il rifinanziamento del fondo per il contrasto della pedopornografia su internet.

La legge è una buona notizia in un mondo in cui gli smartphone sono sempre più diffusi, anche tra i giovanissimi, tanto che recentemente è stato coniato un termine per descriverne la dipendenza: la nomofobia.