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Loiasi: sintomi, diagnosi e cura

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11 novembre 2017

Ricerca e Prevenzione

La loiasi è una rara parassitosi. Il termine parassitosi si usa per identificare tutte quelle malattie scatenate da un verme, organismo facente parte della famiglia dei parassiti, che si introduce e riproduce nell'organismo umano compromettendone la salute, il benessere e, in rari e gravi casi, la sopravvivenza. I parassiti possono infestare l'uomo in vari modi: per ingestione, nel caso di parassiti del terreno, o per deposizione. In quest'ultimo caso un insetto, pungendo una persona, deposita sottocute delle larve che si svilupperanno e diventeranno vermi adulti.
 

La loiasi: malattia rara, tipica dell'Africa


In Europa la loiasi è una malattia estremamente rara. Non esistono infatti, al momento, casi antologici che confermino che l'infestazione è stata presa su suolo italiano o europeo. Ci sono, però, alcuni casi ogni anno riscontrati in soggetti di ritorno dall'Africa. Il continente africano è ritenuto tutto zona a rischio per la loiasi anche se la Nigeria, lo Zaire ed il Gabon sono percentualmente risultate le aree più endemiche.
La profilassi anti-loiasi, infatti, è caldamente raccomandata a tutte le persone che hanno intenzione o necessità di compiere viaggi in Africa e maggiore attenzione viene richiesta a chi dovrà stazionare presso questi stati in particolare. In Africa la loiasi è ancora, purtroppo, una malattia che può portare alla morte, soprattutto in villaggi rurali dove le condizioni igieniche sono precarie e la disponibilità di farmaci inesistente.
 

Che cos'è e come si contrae


La loiasi è un'infestazione da filarie, una categoria di vermi che vive negli insetti ematofagi, ossia quelli che si nutrono di sangue. Nel caso specifico della loiasi, il verme responsabile dell'infezione, denominato Loa Loa, lo inoculano la mosca del cervo e i tafani diurni. Questi insetti, quando pungono un uomo o un primate, gli unici esseri viventi sensibili al Loa Loa, rilasciano larve del parassita che, introducendosi nella piccola ferita provocata dalla puntura, si installano sottocute. Lì cresceranno, nell'arco di alcune settimane, e cominceranno a migrare, inserendosi nel flusso sanguigno. La larva raggiunge lo stato di verme adulto e può arrivare a misurare fino a 7 cm. Durante il sonno dell'ospite tendono a spostarsi nei polmoni, per poi rimettersi in movimento quando la persona infetta è in attività e la sua pressione circolatoria è più vivace. In caso di infestazioni particolarmente gravi e non curate tempestivamente, quando il numero di vermi adulti diventa importante, è possibile vederli strisciare al di sotto della pelle e della congiuntiva dell'occhio. Gli esemplari adulti continuano a produrre microfilarie, che potremmo definire le larve del Loa Loa, che seguono lo stesso ciclo vitale tra sottocute, flusso sanguigno e polmoni, in un ciclo vitale potenzialmente infinito.
 

I sintomi


I sintomi precoci di questa rara malattia sono aspecifici e molto blandi. Il soggetto infestato può avvertire prurito localizzato nel punto dove è stato morso dal tafano e la puntura può apparire come un grosso ponfo purpureo, caldo, dolente ed irritato. Una puntura di tafano, però, può dare la stessa sintomatologia anche se non è infetto da Loa Loa ed è questa la causa per cui molte infestazioni di loiasi vengono diagnosticate con abbondante ritardo rispetto al loro esordio. Man mano che la parassitosi progredisce, che le larve si spostano e crescono, il paziente inizia ad avvertire prurito generalizzato non giustificato, un senso di malessere generale con stanchezza e lievi dolori muscolari, sintomi riconducibili ad una banale influenza. La febbre non è quasi mai presente ma può aggiungersi alla sintomatologia nei casi più gravi, soprattutto nei bambini e nelle persone con un sistema immunitario debole, ma mai alta e mai invalidante.
Il sintomo più indicativo per porre il sospetto di infezione da Loa Loa è il cosiddetto "edema di Calabar". Questo si presenta come un gonfiore delle braccia e delle gambe non rinconducibile a nessun'altra patologia. Il motivo di questo sintomo è da ricercarsi in una reazione di tipo allergo-immunologico: l'organismo, identificando qualcosa di estraneo e non salutare, inizia a produrre anticorpi in maniera anomala per cercare di combatterlo, scatenando questa reazione molto simile ad un'orticaria allergica. Infatti si riscontrerà sempre, nei pazienti infetti da loiasi, la conta degli eosinofili alle stelle. In alcuni soggetti può essere presente una tosse stizzosa, soprattutto notturna: questo avviene a causa della migrazione delle larve nei polmoni, durante il sonno.
 

Diagnosi e cura


Il sospetto diagnostico per loiasi è sempre da considerare in caso si abbia a che fare con un paziente di ritorno da una zona endemica, che lamenti prurito idiopatico, malessere generale e che mostri un edema agli arti da lieve a molto evidente. Per confermare la diagnosi è necessario effettuare un prelievo del sangue che, se positivo, mostrerà la presenza del parassita ed un alto numero di globuli bianchi, nella fattispecie gli eosinofili. In molti casi si arriva alla diagnosi di infestazione da Loa Loa molto prima di fare tutti gli accertamenti, semplicemente notando i vermi adulti che migrano nell'occhio del paziente.
La cura consiste nel somministrare per 21 giorni alte dosi di dietilcarbamazina, meglio conosciuta come DEC. Il trattamento è ripetibile, se non dovesse bastare un unico ciclo per distruggere tutte le filarie presenti nell'organismo. In caso il paziente non tollerasse questo farmaco, o l'infestazione fosse in stato troppo avanzato per rispondere adeguatamente al DEC, esiste l'alternativa dell'albendazolo. Nei casi più gravi si può ricorrere alla chirurgia per l'eliminazione di vermi di grandi dimensioni od alla filtrazione sanguigna.
 

Prognosi e prevenzione


La prognosi della loiasi, se curata adeguatamente, è ottima. Il paziente, liberatosi dal parassita, guarisce perfettamente. In caso contrario, purtroppo, la convivenza inconsapevole col Loa Loa per anni può portare a danni di tipo renale, più o meno importanti, e neurologici. Se l'infezione è grave e non viene curata si può arrivare al coma ed alla morte.
Prevenire la loiasi è possibile: si possono usare dosi minime di DEC come profilassi preventiva prima di viaggiare in Africa ed utilizzare buoni repellenti durante il soggiorno in zone a rischio. Il farmaco d'elezione è la permetrina: si raccomanda, soprattutto se si staziona o si fanno escursioni diurne in zone dove ci sono molte mosche e tafani, di vaporizzare abbondantemente i propri abiti di permetrina e di usare repellenti specifici da applicare direttamente su pelle e capelli.