Listeriosi: l'infezione batterica che fa tremare l'Europa

Listeriosi: l'infezione batterica che fa tremare l'Europa
16 luglio 2018

Ricerca e Prevenzione

Di recente si è parlato molto di listeriosi, poiché una serie di lotti infettati dal batterio chiamato listeria sono stati ritirati sia dal mercato italiano che da quello europeo. In particolare i ritiri sono avvenuti in Finlandia, Svezia, Regno Unito, Danimarca. Ma per capire il pericolo è necessario saperne di più circa il batterio, quali rischi si corrono se questo entra in contatto con il nostro organismo e quali sono quelli che dobbiamo affrontare se lo ingeriamo. Vediamo come riconoscerlo, evitarlo e, in caso di infezione come curarlo.
 

Cos’è la Listeriosi?

La listeriosi è l’infezione causata dal batterio chiamato listeria monocytogenes, che agisce sul nostro organismo tramite ingestione di cibo contaminato. La listeriosi quindi, rientra tra le tossinfezioni alimentari. Benché i primi casi si siano manifestati nel secolo scorso, questa malattia nei paesi occidentali sta diventando un vero problema per la sanità, poiché i casi tendono ad aumentare in maniera esponenziale a causa della difficoltà di effettuare i controlli periodici e su larga scala sui prodotti alimentari.
 
Anche se rimane un allarme sotto controllo, la listeriosi, se non viene diagnosticata correttamente e per tempo, può causare addirittura la morte. È chiaro che questa eventualità riguarda soggetti fragili come anziani, neonati e donne incinte, adulti con un sistema immunitario debole. È bene però, prestare la dovuta attenzione a questo fenomeno. la diagnosi avviene tramite esami del sangue oppure tramite analisi del liquido spinale.

 

Dove si trova il batterio?

Recentemente si è sentito parlare del ritiro dal mercato di cibo surgelato contaminato da parte di importanti produttori e catene di supermercati, dopo che in Italia si sono riscontrati diversi casi di infezioni gastrointestinali. Ecco, stiamo parlando proprio di listeriosi.
 
Il batterio si può trovare facilmente in acqua, nel suolo, nella vegetazione e negli escrementi di animali che spesso sono asintomatici rispetto all'infezione. Questo poi, va ad annidarsi nelle pietanze che vengono congelate e consumate giornalmente.
 
Si tratta di un batterio molto resistente. Infatti, può contaminare qualunque livello della catena di produzione del consumo alimentare. Ciò che causa la listeriosi può riprodursi da zero gradi a quarantacinque. Grazie alla sua forza di resistenza all’ambiente esterno riesce a vivere in alimenti che vengono comunque sottoposti a refrigerazione.

Gli alimenti a cui bisogna fare molta attenzione sono:
  • carne e verdure crude
  • latticini
  • formaggi molli e burro preparati con latte non pastorizzato
  • cibi surgelati pronti all’uso come pesce surgelato o verdure
  • insalate preconfezionate,
  • pesce affumicato
  • panini
Il batterio può anche essere trasmesso attraverso il contatto diretto con animali o persone che vivono in ambiente contaminato, anche se questi sono casi più rari.
 

Come si manifesta la listeriosi?

L’infezione può essere causata anche con una carica batterica bassa e non tutti mostrano gli stessi sintomi tipici che andremo ad elencare tra poco.
 
La listeriosi può manifestarsi in due forme, invasiva e tipica.
 
Della forma tipica possiamo dire che i sintomi sono di tipo gastroenterico come nausea, vomito, mal di testa, febbre alta.
 
Mentre la forma invasiva che viene chiamata anche sistemica, il batterio si radica nell’organismo passando dal sangue e invadendo poi il sistema nervoso. In questo caso i sintomi possono essere ben più gravi, come sepsi in forma acuta, meningite ed encefalite. Quando si verifica questa forma di infezione, i periodi di manifestazione sono più lunghi. Per cui tra l’ingestione e la manifestazione dei sintomi passa almeno un mese o addirittura tre.
 
La forma invasiva di listeriosi può manifestarsi per chi ha il sistema immunitario ormai compromesso. Per cui bisogna prestare attenzione ai malati di cancro, aids, diabete, neonati e anziani e soprattutto donne in gravidanza. Queste infatti, dovranno evitare i cibi a rischio, ovvero crudi o poco cotti, per non mettere in pericolo il bambino. Se il batterio dovesse essere contratto, i rischi potrebbero essere potenzialmente gravi e degenerare in aborto spontaneo, parto prematuro, infezione del feto o morte in utero.
 
Per riassumere i sintomi, possiamo dire che se vi è una forma acuta di nausea, vomito, dissenteria, dolori muscolari e febbre, siamo in presenza di una forma tipica di listeriosi che colpisce essenzialmente soggetti sani. Se invece a questi sintomi si aggiungono anche convulsioni, irrigidimento del collo, perdita di equilibrio e frequenti emicranie, allora saremo in presenza di un’aggressione del sistema nervoso da parte della listeriosi, con la forma conosciuta come invasiva.
 

Come si previene la trasmissione?

Evitare questa infezione è possibile. Per farlo però, è necessario prestare attenzione alle norme di igiene. Se ad esempio decidiamo di ingerire alimenti crudi come verdura o frutta, questi vanno sciacquati accuratemente sotto l’acqua fredda prima di mangiarli, anche se si prevede la cottura degli stessi. Invece, in caso di verdura e frutta che deve essere consumata necessariamente cruda, come meloni e cetrioli, allora possono essere spazzolati. Viene inoltre ricordato di separare le carni crude dai cibi cotti per evitarne il contagio e anche il consumo di alimenti caseari contenti latte non pastorizzato deve essere ridotto.
 
Anche l’igiene della cucina è importante, per questo è bene sempre lavare utensili e piani di lavoro dopo aver preparato cibi crudi da servire. Inoltre, la temperatura del frigo dovrà essere sempre bassa, per cui ben venga un frigo che abbia una temperatura massima di massimo quattro gradi e il freezer dovrà mantenersi a meno diciassette gradi. Oltre l’aspetto del freddo, il frigo dovrà essere mantenuto sempre pulito con sapone liquido e acqua.

Particolare attenzione va riservata ai prodotti precotti o cotti. Questi andranno consumati prima possibile e mai oltre la data di scadenza. Ciò che avanza dovrà essere consumato al massimo entro quattro giorni, riscaldandoli se si tratta di cibi cotti. Da ricordarsi anche le temperature di cottura e di conservazione, il batterio viene ucciso a temperature maggiori di 65 gradi e inferiori a 4.
 
Infine, evitare cibi che siano stati prodotti con latte che potrebbe non essere pastorizzato, carne o pesce affumicata o cruda. Particolare attenzione va data alle donne incinte che non dovranno consumare assolutamente nulla di crudo come carne o formaggi.

 
Curare la listeriosi è possibile?

La listeriosi è un’infezione di natura batterica. Per questo curarla è possibile grazie ad antibiotici adatti per bambini e grandi. È bene saper riconoscere l’infezione in tempi brevi onde evitare il degenerare dell’azione del batterio che potrebbe rivelarsi fatale in casi particolari.