Lenti a contatto, troppe rinunce

Lenti a contatto, troppe rinunce
10 ottobre 2016

Benessere

Una persona su due non le usa più per i disagi che avverte


La stima viene da Optometry and Vision Science, riferisce che una persona su due tra coloro che fanno uso di lenti a contatto non è soddisfatta, per i disagi che avverte: lamenta visione appannata, talora prurito, in molti casi secchezza oculare, senza dimenticare la sensazione sgradevole di un corpo estraneo. Non pochi, insomma, meditano di tornare agli occhiali, se già non l’hanno fatto. Il problema, con ogni probabilità, risiede nella scarsità d’informazione di chi usufruisce delle lenti a contatto, anche se le regole di base per trattarle convenientemente sono abbastanza semplici.

Che fare, allora? In primo luogo verificare, tramite una visita oculistica, eventuali patologie oculari che, aumentando la sensibilità della cornea, suggeriscono di rinunciare alle lenti: la più frequente è l’occhio secco, fenomeno che coglie oltre metà delle donne dopo i 40 anni. Nulla vieta, nel caso, l’impiego di un collirio lubrificante adeguato, meglio se monouso (quindi senza conservanti). Idem per chi è esposto ad aria secca (per i condizionatori d’estate e il riscaldamento d’inverno) o lavora a lungo al computer, perché l’occhio si asciuga di più. Anche un umidificatore può essere risolutivo.

L’uso delle lenti è raccomandato per circa dieci ore al giorno ma molti vanno oltre e a fine giornata lamentano fastidi che non vanno mai trascurati: una lente a contatto male utilizzata può infatti danneggiare la vista. Le lenti monouso adeguate al difetto che devono correggere sono le più sicure perché il trattamento per pulire le altre non è esente da rischi, per i germi che possono contaminarle. Quanto all’impiego sui bambini, nel caso di cataratta congenita possono essere utili, mentre per difetti visivi più semplici è bene aspettare, anche se non c’è un’età per avviare i bimbi al loro impiego. Va detto che le femmine sanno meglio gestire le lenti rispetto ai maschi perché sono più avvedute. Se avvertono disturbi le tolgono. Quanto ai genitori, devono portare i figli dall’oculista in caso di rossore, bruciore, dolore, lacrimazione intensa. Una piccola infezione o un’abrasione della cornea non vanno mai sottostimate, occorre insomma essere consapevoli dei possibili rischi.

Guardando al futuro le lenti a contatto potranno avere anche validità curativa: la rivista scientifica Ophthalmology, dopo ricerche sulle scimmie, prospetta la possibilità di usare le lenti per veicolare farmaci contro il glaucoma, l’ipertensione oculare che è oggi tra le cause principali di cecità nel mondo.

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