Latte materno, quasi un farmaco: le novità

Latte materno, quasi un farmaco: le novità
02 settembre 2016

Mamma e Bambino

Per alcuni bambini, i nati prematuri, oltre quarantamila ogni anno in Italia, il latte materno è cruciale perché rappresenta una sorta di farmaco: inizia infatti a istruire il sistema immunitario dei piccoli oltre a veicolare i batteri buoni del microbioma materno e riduce l’incidenza di infezioni delle vie aeree (-73%), gastrointestinali (-74%), otite (-50%), diabete di tipo 1 (-30%) e di tipo 2 (-40%) oltre a fronteggiare patologie terribili e mortali come la Nec, l’enterocolite necrotizzante.

Per i neonati prematuri, qualora tardasse nella puerpera la montata lattea, è giocoforza ricorrere al latte della banca, donato da altre mamme. Una realtà che, grazie alla rete di banche del latte umano, concentrate soprattutto al Centro-Nord Italia - consente il nutrimento oltre alla protezione dalle patologie già indicate.

Secondo gli esperti del Ministero della Salute il latte fresco della mamma è per importanza al primo posto nella scala delle scelte consapevoli, cui segue quello congelato della mamma; al terzo posto il latte donato, pastorizzato e congelato; da ultimo il latte di formula. Il latte della mamma è davvero straordinario, si modifica continuamente nel corso della giornata e anche dei mesi, asseconda le necessità alimentari del bambino, aiutandolo a digerire grazie alle sostanze biologicamente attive che contiene e contribuisce a maturare il sistema nervoso e altri organi. Inoltre è comodo, sempre disponibile e alla giusta temperatura. Non per caso aumenta il numero delle donne che scelgono di allattare, la percentuale è salita dall’81 all’85 per cento, con un allattamento medio di circa otto mesi.

L’Organizzazione mondiale della sanità si è posta come obiettivo i 6 mesi di allattamento esclusivo, con successiva introduzione di alimenti solidi, fino ai due anni di età. Con l’accortezza di coinvolgere l’intera famiglia. E’ impensabile, nella realtà attuale, che una mamma possa seguire l’allattamento a richiesta, in base alle necessità del piccolo, gestendo la casa come prima, con gli stessi orari e gli stessi ritmi. Eppure le donne sono tornate ad allattare e anche a donare il latte in surplus. Le banche del latte, grazie alle sicure procedure di raccolta, conservazione e distribuzione, prendono sempre più piede. L’unico neo al momento in Italia è di tipo organizzativo, riguarda la distribuzione. Altrove, in Canada o Australia, le banche spediscono il surplus di latte per posta.

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