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I giusti integratori in gravidanza

I giusti integratori in gravidanza
22 settembre 2017

Mamma e Bambino

Le esigenze di salute e le mode alimentari moderne possono imporre diete che in alcuni casi sono carenti di vitamine o di certi nutrienti. Se l’adulto spesso sopperisce alla mancanza di questi, così non è per il feto che si sta formando nel pancione della mamma. Ecco perché in gravidanza bisogna porre un’attenzione particolare a cosa si mangia. Per lo stesso motivo spesso è consigliato assumere integratori che arricchiscano la dieta di quelle sostanze così preziose. Ma quali sono gli integratori consigliati in gravidanza?

Promosso l’acido folico per la sua capacità di prevenire le malformazioni del tubo neurale, in concreto la comparsa della spina bifida. Sono disponibili prove scientifiche che lo attestano, riassunte nella ricerca comparsa sul Drug and Therapeutics Bulletin del British Medical Journal, confermate dall’EFSA (l'Autorità europea per la sicurezza alimentare), che approva l’assunzione di acido folico in gravidanza, a patto di assumerne almeno 400 microgrammi al giorno a partire da un mese prima del concepimento e fino al terzo mese di gestazione.

Anche l’integrazione di vitamina D è stata promossa, ma con riserva, visto che non sembra prevenire tutte le complicanze annunciate sia in gravidanza sia alla nascita del bambino. Su parere del medico si raccomanda di assumerne almeno 10 microgrammi sia durante la gravidanza sia durante l'allattamento.

Per tutti gli altri integratori che godono di buona fama in gravidanza - dagli Omega 3 che agevolerebbe lo sviluppo del sistema nervoso del bambino alla vitamina E che aiuterebbe a prevenire emorragie e anemia alla nascita, ma anche la vitamina A e C, d, E, il ferro e i multivitaminici – non c’è alcun riscontro scientifico sui benefici se la donna è ben nutrita. Dosi eccessive di vitamina A possono addirittura mettere in pericolo il feto. Dunque assumere queste sostanze può risultare una spesa inutile.

Tuttavia sempre meglio confrontarsi con il proprio medico, soprattutto in caso di diete alimentari particolari. Gli esperti italiani concordano su acido folico e vitamina D, suggeriscono l’aggiunta di Omega 3 (in realtà di DHA) per le donne in gravidanza, se vegane e/o fumatrici.
Per il calcio l’integrazione è suggerita in donne che non consumano latte e derivati. Il ferro va integrato solo dopo averne controllato l’eventuale carenza: il fabbisogno di ferro aumenta fino a 30 mg al giorno già dal primo mese di gravidanza, quindi il responso sull’eventuale integrazione è affidato al medico o al nutrizionista che ne deciderà l’assunzione.

Infine, anche se non assunto via bocca, in gravidanza è bene integrare la propria routine con la giusta dose di movimento e sport. Muoversi, fare attività fisica in gravidanza è un’ottima pratica per la gestante, in quanto non produce rischi di parto anticipato e attenua le possibilità di ricorrere all’intervento con taglio cesareo. Lo garantisce una ricerca della statunitense Thomas Jefferson University, pubblicata sull’American Journal of Obstetrics and Gynecology. Gli studiosi hanno visionato i dati di nove diversi studi, analizzando 2059 donne in gravidanza, rilevando che nelle donne fisicamente attive non avevano nessun aumento significativo delle nascite prima del termine, prima delle canoniche 37 settimane di gestazione, e soprattutto avevano un minor ricorso al cesareo (17% rispetto al 22% nel gruppo delle sedentarie). C’è di più: le sportive soffrono meno di ipertensione, fattore che può sviluppare la gestosi, e sviluppavano meno diabete gestazionale.

Anche se le donne tendono a rinunciare all’esercizio fisico in gravidanza, spesso a causa di senso di disagio, fiato corto, aumento della stanchezza, bisognerebbe comunque mantenere o aumentarne la dose in quanto l'esercizio fisico fa bene alla puerpera e al piccolo, senza aumentare il rischio di parto prima del termine.