Igiene delle mani: quanto è importante? Pericolo infezioni

Igiene delle mani: quanto è importante? Pericolo infezioni

Benessere

Ultimo aggiornamento: 31 agosto 2019

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L’igiene delle mani rappresenta la prima misura contro i contagi, sia nella vita quotidiana che nelle strutture sanitarie. Secondo il CDC statunitense (Center for Disease Control and Prevention) l’igiene delle mani è la misura più importante per prevenire la diffusione delle infezioni. Si tratta sia di infezioni correlate all’assistenza (quelle che possono verificarsi durante la cura, sia essa in ospedale sia a domicilio) che di diffusione dei batteri resistenti agli antibiotici. L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha riconosciuto all’igiene delle mani una tale importanza da promuovere l’istituzione di una Giornata Mondiale. Il World Hand Hygiene Day cade il 5 maggio di ogni anno ed è ispirato dal motto Save lives: clean your hands. Quella dell’ OMS è una campagna a cui hanno aderito circa 20.000 strutture sanitarie in 180 Paesi.
 

PERCHÉ LAVARE LE MANI

Sulla superficie delle mani vivono diverse tipologie di batteri:
  • residenti: si tratta di germi normalmente presenti, annidati negli strati più profondi della cute, resistenti agli antisettici. I batteri residenti rappresentano il 10-20% della flora microbica totale
  • transitori: microbi che vivono negli strati più superficiali della cute, sensibili all’azione degli antisettici. Fra i batteri transitori è incluso lo Staphylococcus aureus e gli Enterobacter spp. I batteri transitori costituiscono l’80-90% della flora microbica complessiva.
In condizioni normali lo sviluppo dei residenti viene controllato dalla flora endogena; la barriera cutanea rappresenta uno scudo difensivo alla penetrazione dei transitori. In caso di alterazione della flora endogena, i batteri residenti possono prendere il sopravvento; così come, in caso di ferite, le soluzioni di continuità aperte nella pelle diventano vie per l’ingresso dei transitori.

Numerosi studi dimostrano che gli investimenti mirati a diffondere l’abitudine ad osservare una corretta igiene delle mani sono convenienti, perché implicano:
  • un miglioramento diretto dei risultati di salute
  • una riduzione dei costi legati alla Sanità
  • il monitoraggio ed il tracking dei livelli di qualità offerti dalle strutture sanitarie
  • l’attuazione di strategie verificate come efficaci
  • operazioni che fanno parte di un’iniziativa scalabile e adattabile ai diversi contesti (ad esempio è attuabile sia nelle strutture ospedaliere che nelle diverse circostanze della vita quotidiana).
Secondo le stime degli esperti l’igiene delle mani può ridurre del 40% la mortalità per diarrea e del 23% l'incidenza della polmonite: due delle principali cause di morte dei bambini nel mondo, in particolare nelle aree più povere. La corretta igiene delle mani contribuisce alla difesa da uno dei batteri più temibili e oggi in attiva diffusione (anche in Italia), la Klebsiella pneumoniaæ resistente ai carbapenemi, una classe di antibiotici fra le più potenti. Un’epidemia di Klebsiella verificatasi nel 2006 in un ospedale israeliano ha messo in luce l’importanza di questo semplice (ed economico) gesto. Portata l’esperienza della struttura sanitaria ad un congresso mondiale l’anno successivo, ha portato all’istituzione di un ente locale per il controllo delle infezioni da batteri resistenti agli antibiotici. La prima circolare emessa da questo organo riguardava proprio il lavaggio delle mani.

In generale, nelle strutture sanitarie, la contaminazione delle mani con batteri resistenti all’azione degli antibiotici dopo il contatto con il paziente (40% di colture positive) è paragonabile a quella esistente dopo il contatto con le superfici ambientali (45%).

Il ruolo dello scrub chirurgico preoperatorio è quello di eliminare la flora transitoria e ridurre quella residente. In questo caso specifico, prevedibilmente, acqua e comune sapone (o la soluzione idroalcolica) non sono sufficienti. Vengono infatti utilizzate sostanze quali saponi, soluzioni alcoliche, clorexidina, iodofori, composti dell’ammonio quaternario, triclosan, da risciacquare con acqua corrente calda. 

 

L’IGIENE DELLE MANI NELLA STORIA DELLA SANITÀ

Rivediamo i passaggi che hanno portato allacquisizione delle conoscenze oggi disponibili sull’efficacia dell’igiene delle mani nella protezione dalle infezioni.
  • nel 1795 Alexander Gordon, medico scozzese, propose il lavaggio delle mani con acqua e sapone, ma non fu compreso dai colleghi
  • nel 1780 circa Antoine-Germain Labarraque, farmacista e chimico francese, fu un sostenitore del lavaggio delle mani con calce clorata, ottenendo numerosi riconoscimenti
  • nei primi anni dell’Ottocento Robert Collins, medico irlandese, sostenne il lavaggio delle mani con acqua clorurata
  • nel 1850 circa Thomas Watson sostenne che il lavaggio delle mani con una soluzione a base di cloro fosse efficace nella prevenzione della febbre puerperale
  • nel 1850 circa l’ostetrico ungherese Ignaz Philip Semmelweiss, considerato il padre delle moderne teorie di sterilizzazione e igiene ospedaliera, adottò nel proprio reparto ospedaliero il lavaggio delle mani con soluzione clorurata, che fece crollare il numero di morti per sepsi. I colleghi reagirono offesi al suo invito a lavarsi le mani e Semmelweiss fu ignorato. Morì di sepsi in un manicomio
  • nel 1900 circa Joseph Lister promosse la disinfezione delle mani con acido fenico. Per questa sua iniziativa di successo fu nominato baronetto dalla regina Victoria
  • nel 1930 circa Robert Lawson Tait, chirurgo scozzese, propose l’igiene delle mani attraverso il lavaggio con acqua e sapone
  • nel 1940 circa l’ostetrico e ginecologo irlandese Lombe Atthil, noto per essere stato il primo chirurgo in Irlanda ad effettuare con successo interventi per l’epoca complessi come l’ovariectomia, sostenne la pratica della disinfezione delle mani con acido fenico
  • nel 1950 il medico e batteriologo inglese Leonard Colebrook sostenne che il lavaggio delle mani con para-cloro-meta-xilenolo fosse efficace nel ridurre i rischi di contaminazione durante la pratica chirurgica
  • ai giorni nostri Didier Pittet, epidemiologo svizzero, dimostra l’efficacia della disinfezione delle mani con soluzione alcolica, stilando il Geneva Hand Hygiene Model.
 

GLOBAL SURVEY DELL’ORGANIZZAZIONE MONDIALE DELLA SANITÀ

L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha lanciato Global Survey Infection Control & Hand Hygiene, una survey globale degli attuali livelli dei programmi di prevenzione e controllo delle infezioni e delle iniziative di igiene delle mani nelle strutture sanitarie. 

Gli obiettivi di questo progetto sono:
  • incoraggiare e supportare il monitoraggio delle iniziative di controllo delle infezioni. Nell’ambito di questo aspetto dell’iniziativa, sono previste azioni di incoraggiamento al continuo miglioramento dei programmi di igiene delle mani. Vengono forniti uno strumento diagnostico per l’identificazione dei punti di forza e delle criticità e indicazioni per l’autovalutazione ed il miglioramento delle strategie di igiene delle mani
  • verificare il livello di implementazione delle strategie.
Questa survey si è chiusa il 16 luglio scorso. 
 

I PROTOCOLLI PER LO STUDIO DEI DATI DELLE STRUTTURE SANITARIE 

L’ECDC (European Center for Disease Prevention and Control) è un’agenzia europea con sede a Stoccolma volta alla sorveglianza ed al potenziamento del controllo delle malattie infettive.

Negli ultimi anni l’ECDC ha sviluppato un protocollo per lo studio delle Infezioni Correlate all’Assistenza e dell’uso di antibiotici negli ospedali per acuti. Si tratta del PPS (Point Prevalence Survey), che ha gli obiettivi di:
  • quantificare la prevalenza delle infezioni e l’uso di antibiotici
  • descrivere le procedure di prevenzione delle Infezioni Correlate all’Assistenza e delle resistenze microbiche a livello delle strutture sanitarie
  • identificare la necessità di iniziative di formazione e di investimenti in risorse specifiche
  • stabilire le priorità e aumentare la consapevolezza sull’importanza delle pratiche che riducono il rischio di infezioni.
Nel 2011 l’Italia si è posizionata fra i Paesi meno virtuosi dal punto di vista dell’igiene delle mani, insieme a Lituania, Bulgaria, Ungheria e Slovacchia. Il Paese europeo più efficiente è stata la Danimarca.

A distanza di 5 anni, nel 2016, l’Italia è ancora posizionata distante dagli standard di OMS. I dati sono soddisfacenti per alcuni specifici reparti (pediatria, neonatologia e unità di terapia intensiva), ma la grande variabilità fra reparti rappresenta un aspetto positivo perché non è giustificata dalla tipologia di assistenza. 

Pochi operatori portano con loro il dispenser di soluzione idroalcolica e le aziende sanitarie non investono sufficienti risorse in iniziative strutturali (per esempio per aumentare il numero di dispenser di gel idroalcolico) e di formazione e in incentivi. Inoltre, i singoli operatori sottovalutano l’efficacia dell’igiene delle mani.

L’importanza del monitoraggio degli standard di qualità offerti dalle strutture sanitarie è chiara dai primi anni del Novecento, quando il medico Eugene Codman affermò: “Mi definiscono un tipo eccentrico se dico che gli ospedali, se vogliono migliorare, devono dichiarare e analizzare i loro risultati, individuare i loro punti forti e i loro punti deboli e confrontare i loro risultati con quelli degli altri ospedali”.
 

IGIENE DELLE MANI E AMBIENTI SANITARI

Malgrado le informazioni oggi a disposizione confermino il valore delle strategie atte a promuovere l’igiene delle mani, si stima che il 70% circa degli operatori sanitari e il 50% del personale di chirurgia non pratichi il corretto lavaggio delle mani di routine. Dalle osservazioni effettuate negli ultimi anni, gli operatori sanitari non la ritengono un’operazione fondamentale per salvare vite, quale è.
I problemi di fondo riguardano il cambiamento dei comportamenti professionali a seguito dell’implementazione dei risultati scientifici. Numerose ricerche dimostrano la necessità di interventi complessi mirati a modificare il comportamento degli operatori sanitari, che globalmente tende a rimanere identico. 

La soluzione è stata identificata dalle istituzioni in una strategia multimodale che si dipana attraverso i seguenti step:
  • cambiamenti di sistema (build it)
  • educazione e formazione (teach it)
  • valutazione e feedback (check it)
  • promemoria nei luoghi di lavoro (sell it)
  • clima di sicurezza istituzionale per l’igiene delle mani (live it).
Come in tutte le circostanze che richiedono un’accurata gestione del rischio, è necessario stabilire con chiarezza, nell’ambito delle strutture sanitarie, ruoli e responsabilità dei professionisti.
 

QUANDO LAVARSI LE MANI

Secondo le indicazioni dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, recepite dal Ministero della Salute, l’igiene delle mani nelle strutture sanitarie è prevista in 5 momenti ben distinti:
  1. prima del contatto con il paziente: è necessario che l’operatore sanitario provveda all’igiene delle proprie mani prima di stringergli la mano, aiutarlo a camminare, visitarlo…
  2. prima dell’esecuzione di una manovra asettica: l’igiene delle mani è necessaria prima delle manovre che implicano il contatto con le mucose o la cute non integra (come nel caso della medicazione delle ferite), la gestione dei dispositivi (come l’inserimento di un catetere vascolare) e la preparazione di farmaci
  3. dopo l’esposizione a liquidi biologici: dopo il contatto con le mucose o la cute non integra,  il prelievo e manipolazione di qualsiasi campine fluido, inserizione e rimozione di un tubo endotracheale, ad esempio.
  4. dopo il contatto con il paziente: dopo qualsiasi contatto con il paziente, come dopo avergli stretto la mano, averlo aiutato a camminare, averlo visitato…
  5. dopo il contatto con ciò che sta attorno al paziente: dopo aver toccato qualsiasi oggetto o mobile nelle immediate vicinanze del paziente, anche in assenza di un contatto diretto, come ad esempio per cambiare le lenzuola, pulire il comodino, monitorare un allarme…
L’OMS ha messo a punto un sistema di monitoraggio, che deve essere messo in pratica dal personale dell’ospedale.
Le buone pratiche di lavaggio delle mani (vedi paragrafo seguente) devono coinvolgere anche il paziente (laddove le sue condizioni lo consentano) e i suoi famigliari.
 

COME LAVARSI LE MANI

Esistono due procedure per provvedere all’igiene delle mani, in entrambi i casi è necessario rimuovere anelli, braccialetti e orologi e avere unghie corte e prive di smalto.

CON ACQUA CORRENTE E DETERGENTE
In questo caso, il lavaggio viene effettuato con:
  • acqua corrente (preferibilmente calda)
  • detergente, che può essere un normale sapone o un sapone antisettico, a seconda del tipo di assistenza che deve essere prestata.
L’Organizzazione Mondiale della Sanità fornisce indicazioni su come lavare correttamente le mani con acqua e sapone:
  1. bagna bene le mani con l’acqua 
  2. applica una quantità di sapone sufficiente per coprire tutta la superficie delle mani 
  3. friziona bene le mani palmo contro palmo 
  4. friziona il palmo sinistro sopra il dorso destro intrecciando le dita tra loro e viceversa 
  5. friziona il dorso delle dita contro il palmo opposto tenendo le dita strette tra loro 
  6. friziona le mani palmo contro palmo avanti e indietro intrecciando le dita della mano destra incrociate con quelle della sinistra 
  7. friziona il pollice destro mantenendolo stretto nel palmo della mano sinistra e viceversa 
  8. friziona ruotando avanti e indietro le dita della mano destra strette tra loro nel palmo della mano sinistra e viceversa 
  9. sciacqua accuratamente le mani con l’acqua 
  10. asciuga accuratamente le mani con una salvietta monouso 
  11. usa la salvietta monouso per chiudere il rubinetto.
(Fonte: Ministero della Salute)

Il lavaggio con acqua e sapone è la scelta preferenziale se le mani sono visibilmente sporche o contaminate da sangue e altri liquidi biologici o in caso di esposizione a patogeni sporigeni quali il Clostridium difficile.

CON SOLUZIONE ALCOLICA
In questo secondo caso, l’igiene delle mani prevede l’uso di una soluzione a base alcolica. La presenza di alcol nella formulazione di questo prodotto denatura le proteine presenti sui microbi, inattivandoli. Questa procedura rappresenta la prima scelta nelle strutture sanitarie, perché il gel idroalcolico:
  • è disponibile ovunque
  • assicura un’azione più rapida
  • garantisce attività antisettica
  • ha azione meno lesiva della cute delle mani rispetto ad acqua e sapone, a parità di numero di lavaggi, elevato per gli operatori sanitari. 
Le indicazioni dell’OMS spiegano come strofinare le mani con la soluzione alcolica, che, per essere efficace, deve essere applicata sulle mani asciutte:
  1. versa nel palmo della mano una quantità di soluzione sufficiente per coprire tutta la superficie delle mani 
  2. friziona le mani palmo contro palmo 
  3. friziona il palmo sinistro sopra il dorso destro intrecciando le dita tra loro e viceversa 
  4. friziona bene palmo contro palmo 
  5. friziona bene i dorsi delle mani con le dita 
  6. friziona il pollice destro mantenendolo stretto nel palmo della mano sinistra e viceversa 
  7. friziona ruotando avanti e indietro le dita della mano destra strette tra loro nel palmo della mano sinistra e viceversa 
  8. friziona il polso ruotando avanti e indietro le dita della mano destra strette tra loro sul polso sinistro e ripeti per il polso destro 
  9. una volta asciutte le tue mani sono pulite.
(fonte: Ministero della Salute)
 

COME MONITORARE IL LAVAGGIO DELLE MANI

Le metodologie principali per tenere sotto controllo la corretta implementazione delle strategie di miglioramento dell’igiene delle mani si basano sulla quantificazione di:
  • consumo di gel idroalcolico nell’ambito della struttura sanitaria; si tratta di un parametro semplice da ottenere e di cui sono disponibili standard di riferimento (l’OMS stabilisce che debba essere maggiore o uguale a 20 litri/1.000 gg degenza), ma è una misura indiretta e non oggettiva, perché il gel è utilizzabile anche da avventori occasionali
  • adesione all’igiene delle mani: è il conteggio del numero delle azioni di igiene delle mani diviso per il numero di indicazioni a tale operazione (ossia il rapporto fra il numero di volte in cui gli operatori si sono effettivamente lavati le mani ed il numero di volte in cui era previsto che lo facessero). Si tratta di una misura diretta e facilmente rilevabile, anche per le diverse categorie di operatori, ma che si presta al rischio di sovrastima. Questa procedura di monitoraggio può essere migliorata con l’uso di app per il monitoraggio dell’igiene delle mani. L’indicazione OMS è che l’adesione all’igiene delle mani sia maggiore o uguale al 75%.
L’attività di auditing aumenta la consapevolezza dello scostamento fra le buone pratiche di igiene delle mani (ossia gli standard di riferimento), stimola senso di responsabilità e fornisce dati sul livello effettivo di adesione alle buone pratiche.
 

IGIENE DELLE MANI E VITA QUOTIDIANA

Soprattutto nei casi in cui è necessario trascorrere molto tempo fuori casa (Mangiare in ristoranti, dormire in hotel, lavorare in strutture diverse per motivi professionali…) è importante osservare la corretta igiene delle mani. Questa può essere messa in atto anche, come avviene nelle strutture sanitarie, attraverso l’uso della soluzione idroalcolica, a patto di utilizzarla correttamente (vedi paragrafo precedente).

Tuttavia, il lavaggio delle mani è consigliabile anche nella normale vita di tutti i giorni, a casa propria. In particolare, prima di:
  • mangiare 
  • maneggiare o consumare alimenti 
  • somministrare farmaci 
  • medicare o toccare una ferita  
  • applicare o rimuovere le lenti a contatto 
  • usare il bagno  
  • cambiare un pannolino  
  • toccare un ammalato.

E dopo:
  • aver tossito, starnutito o soffiato il naso 
  • essere stati a stretto contatto con persone ammalate 
  • essere stati a contatto con animali 
  • aver usato il bagno 
  • aver cambiato un pannolino 
  • aver toccato cibo crudo, in particolare carne, pesce, pollame e uova 
  • aver maneggiato spazzatura 
  • aver usato un telefono pubblico, maneggiato soldi, ecc. 
  • aver usato un mezzo di trasporto (bus, taxi, auto, ecc.)  
  • aver soggiornato in luoghi molto affollati, come palestre, sale da aspetto di ferrovie, aeroporti, cinema, ecc.
(fonte: Ministero della Salute)

Una corretta igiene delle mani richiede che si dedichi all’operazione non meno di 40-60 secondi (con acqua e sapone) e non meno di 30-40 secondi (con soluzione alcolica).

Per insegnare ai più piccoli a lavarsi correttamente le mani senza dover usare un cronometro, potete cantare insieme a loro la canzone “Happy Birthday” per due volte consecutive.
 

MANI PULITE ANCHE A SCUOLA

La SIPPS (Società Italiana di Pediatria Preventiva e Sociale) ha progettato un’iniziativa che ha coinvolto le scuole nella sensibilizzazione verso l’igiene delle mani in comunità. Agli studenti di alcune scuole primarie selezionate è stato chiesto di immaginare e realizzare iniziative in proposito.

L’iniziativa nasce dalla convinzione della SIPPS che l’importanza dell’igiene delle mani debba essere insegnata ai bambini che vivono il primo approccio ad una parziale indipendenza. Inoltre, i pediatri ritengono fondamentale aumentare i livelli di attenzione rispetto ai maggiori rischi di diffusione dei germi negli ambienti comuni. Molti dei microorganismi che colpiscono i bambini di questa fascia di età sono responsabili di infezioni che possono dare luogo a complicanze che richiedono ospedalizzazione. Questo avviene in particolare per i virus che infettano il tratto gastroenterico, che comportano un rischio di disidratazione per dissenteria e vomito, e per le infezioni del tratto respiratorio, che nei bambini possono facilmente trasformarsi (anche quando alte) in bronchiti o polmoniti. L’igiene delle mani può ridurre del 30-40% il rischio di infezioni dei tratti gastroenterico e respiratorio.
In collaborazione con
Monica Torriani

Monica Torriani

Farmacista in equilibrio fra scienza e comunicazione, ho fondato WELLNESS4GOOD, blog che affronta con spirito divulgativo i temi connessi all’innovazione in campo farmacologico. Sono contributor per diverse testate online del settore Salute e Benessere. Collaboro come content editor con industrie farmaceutiche e farmacie. In “Sposta il tuo Equilibrio” ho scritto della prevenzione delle patologie professionali correlate allo stress. Oltre ai canali social (di seguito segnalati) e al blog mi potete trovare anche su Instagram.
Data di pubblicazione: 31 agosto 2019