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Gioco d’azzardo e ludopatia

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13 settembre 2017

Ricerca e Prevenzione

Risale a qualche giorno fa la notizia della rottamazione di 142 mila macchinette con vincite in denaro. Il gioco d'azzardo ormai da anni ha raggiunto un livello di pubblico mai registrato prima. Lo stato, le regioni e gli enti locali hanno raggiunto finalmente un'intesa elaborando una proposta confluita in uno specifico documento che mira a regolamentare una piaga sempre più dilagante tra i giovani italiani. Il provvedimento, che si concluderà entro Aprile 2018, ha come obiettivo non solo quello di dimezzare le macchinette slot, circa 400mila attualmente, ma anche quello di ridurre drasticamente i punti vendita di gioco pubblico, ad oggi 8mila. Queste misure scaturiscono dalla necessità di regolamentare l'accesso al gioco d'azzardo, sul quale risulta particolarmente difficile esercitare il controllo onde evitare la trasformazione di minorenni in giocatori.

Già con la legge di stabilità del 2016 si era provveduto ad attuare dei cambiamenti; tra questi la riduzione dei corner finalizzati al gioco, una riduzione delle slot già del 30%, nonchè l'aumento del relievo erariale unico, il PREU.

Queste indicazioni verranno incrementate con quanto definito nel provvedimento del 2017 e completeranno l'iter della riforma. A scalare, progressivamente, verranno ridotte ulterirmente di olte il 35% le presenze degli apparecchi elettronici che erogano vincite in denaro.

La regione che contava ad inizio dell'iter di riduzione il maggior numero di apparecchi slot attivi era la Campania: dagli oltre 39mila nel 2015, a procedimento ultimato nell'aprile del 2018 si preannuncia un abbassamento a 27mila unità.

All'interno del provvedimento è inoltre previsto l'incremento dei controlli sul territorio ad opera degli enti locali di polizia; è emersa come elemento fondamentale la necessità di attuare una stretta agli accessi al gioco d'azzardo. Il sistema verrà inserito all'interno di una struttura di controllo che attui un monitoraggio a livello nazionale per incrementare la sorveglianza antiriciclaggio e antimafia.
A tal fine i punti vendita che sopravviveranno, divisi tra bar, tabacchi, bingo e sale gioco, dovranno ricevere una certificazione, detta di tipo A. Per poterla ottenere dovranno essere rispettati dei requisiti di base tra cui standard di spazi, tracciabilità delle vincite e delle giocate, accesso selettivo esclusivamente con documento di identità. Particolare attenzione all'interno del documento è rivolta ai minori.

Contro il gioco d'azzardo patologico, il provvedimento mira ad inserirsi nella scia della legislazione europea nelle misure e nei finanziamenti da adottare contro la ludopatia.

All'interno del quadro è previsto anche un aggiornamento dei livelli essenziali di assistenza (LEA), fermi al 2012. Verranno inseriti nuovi codici di assistenza ambulatoriale: incrementati i servizi per chi soffre di ludopatia ormai trattata come vera e propria dipendenza.

A causa anche delle nuove tecnologie, il gioco d'azzardo è aumentato esponenzialmente; come sempre il deterrente maggiore per finire nella rete delle slot in maniera patologica è una condizione socio-familiare disagiata, l'emarginazione, soprattutto nelle regioni meridionali italiane. A questo gli sviluppi tecnologici hanno aggiunto un'ulteriore piaga: la possibilità di giocare e perdere soldi attraverso smartphone innalza, di fatto, la possibilità di cadere in questa trappola.

Se almeno all'interno delle sale dovrebbero essere richiesti dati anagrafici per poter accedere al gioco d'azzardo, le scommesse attraverso telefonini o web saranno una minaccia molto più difficile da sradicare.
I dati più recenti allarmano molto i servizi sociali e coloro che si occupano di marginalità. Tentare di limitare l'inserimento dei giovani nel gioco d'azzardo attraverso una prevenzione con finalità educative è sicuramente più "facile" del recuperare adulti il cui problema è ormai sfociato in un disturbo patologico e, dunque, sanitario. Purtroppo in tempo di crisi, molti degli esercenti si vedono piegati all'installazione delle macchinette con vincite (e perdite) in denaro; è necessario andare oltre una loro, sicuramente già tentata, sensibilizzazione al problema. La strada da percorrere è quella messa in atto a partire dal 2015, di cui il nuovo provvedimento completa l'iter.

Incentivare la rottamazione delle slot, incrementare anche i riconoscimenti e i compensi per quegli operatori che scelgono di eliminare dal proprio locale questi strumenti di rovina. I provvedimenti varati con la legge di stabilità del 2017 dovranno esser recepiti dai Comuni e dalle Regioni in modo che possano adoperarsi per la loro efficacia e la loro attuazione capillare sul territorio.