Gamma Knife, la neurochirurgia senza bisturi

Gamma Knife, la neurochirurgia senza bisturi

Ricerca e Prevenzione

Ultimo aggiornamento: 20 ottobre 2018

Indice


Introduzione

La neurochirurgia odierna può vantare numerose innovazioni tecnologiche che facilitano la sua efficacia anche in casi complessi: esistono casi in cui la lesione si trova troppo vicino a zone critiche e quindi l'asportazione di un tumore o la correzione di una malformazione vascolare non può essere completa.

Esiste un trattamento alternativo che permette di intervenire con una tecnica chirurgica non invasiva, che non utilizza bisturi, nota come Gamma Knife, o anche chirurgia stereotassica.

Si tratta di un’apparecchiatura in grado di concentrare un fascio di radiazioni in un punto specifico all'interno del cranio. I tipi di disturbi tipicamente trattati sono per esempio tumori o angiomi, ma può essere utilizzato anche su nervi o parti lesionate.

Questa tecnica, nello specifico, consente di somministrare alte dosi di radiazioni in un’unica seduta con estrema precisione. Gamma Knife viene spesso impiegata perché è una procedura quasi sempre ambulatoriale, priva di dolore e non necessita di incisioni chirurgiche.

Abitualmente impiegata come opzione terapeutica per alcune lesioni irraggiungibili dalla chirurgia tradizionale, ha in genere anche una bassa percentuale di effetti collaterali, è poco o per nulla dolorosa e permette al paziente un rapido ritorno alle normali attività.

Il principale motivo per cui Gamma Knite viene adottata è la netta riduzione del rischio di complicanze legate all’intervento, rispetto al trattamento chirurgico tradizionale.
Nello specifico, a livello medico, ha il vantaggio di raggiungere patologie collocate in zone profonde del cranio e quindi inoperabili attraverso altre metodiche, e di intervenire sui pazienti il cui stato clinico non permette di sostenere una procedura chirurgica.

Per il paziente si sommano inoltre altri privilegi rispetto a una semplice chirurgia: trattandosi di un intervento ambulatoriale, i tempi di ricovero si riducono a circa 1-2 giorni, contro le due settimane previste dall’intervento chirurgico tradizionale, e non è necessario effettuare la riabilitazione post-operatoria.
 

Come funziona?

La radiochirurgia Gamma Knife esiste ed è impiegata da circa quarant’anni, ma nell’ultimo decennio è stato possibile perfezionare la tecnica e introdurre importanti miglioramenti in termini di precisione e accuratezza. L’innovazione maggiore è rappresentata dal nuovissimo modello Leksell Gamma Knife Icon, di cui si è dotata per la prima volta in Italia Fondazione Poliambulanza. Rispetto al passato, quest’ultima generazione della tecnica permette di intervenire sulle patologie cerebrali con alcune novità.

Innanzitutto è possibile una maggior accessibilità alle zone craniche periferiche, con un aumento del 20% delle patologie trattabili. Vi è inoltre una maggior personalizzazione del trattamento e, forse l’innovazione più consistente, è disponibile un sistema di riposizionamento non invasivo: fino all’introduzione del nuovo modello Icon per effettuare il trattamento Gamma Knife era necessario fissare un casco stereotassico alla testa del paziente attraverso quattro viti, che poteva risultare molto invadente.

Con questo nuovo sistema vi è la possibilità di effettuare il trattamento in più sedute di durata minore e di impiegare anche un sistema di fissaggio non invasivo, che si avvale di maschere termoplastiche e che non richiede alcuna anestesia o lesione cutanea.
 

La metodologia

La preparazione del casco stereotassico è solitamente la parte che risulta meno confortevole al paziente. Si parte da uno studio radiografico (in genere una Risonanza Magnetica) del bersaglio e del tessuto adiacente, a cui segue il procedimento di immobilizzazione meccanica della testa attraverso il casco, che permette la precisione dell’operazione. Ciò consente di misurare la posizione del bersaglio ed effettuare il trattamento con un errore attorno a 0,5 mm.

Dopo una valutazione delle aree su cui operare attraverso un software, la procedura prevede l’installazione del casco, previo una somministrazione di anestetico locale (sulla fronte e in regione occipitale) e il posizionamento di quattro piccoli perni metallici, per fissare l’attrezzatura e renderla stabile. Successivamente, con il casco in posizione, il paziente viene sottoposto a esami radiologici, utili a definire il piano di trattamento.

Ultimati gli accertamenti preliminari, si può poi procedere alla fase preparatoria, in cui il paziente viene fatto sdraiare con il casco stereotassico fissato alla Gamma Knife, dopodiché sarà possibile procedere al trattamento. Dopo un lasso di tempo, che varia da una a sei ore, sarà poi possibile procedere alla dimissione e il ritorno alle attività quotidiane.

 

Come funziona la diagnostica?

 

Rischi ed effetti collaterali

Pur essendo una tecnica con molti vantaggi, escludendo l’intervento invasivo del bisturi, la percentuale di successo può variare a seconda del tipo di patologia e della lesione.

Esiste però la possibilità di rischi ed effetti collaterali, che possono partire da dolore/cefalea e malessere il giorno stesso della procedura; infezione del sito di fissaggio del casco; edema cerebrale, a distanza di ore o giorni dopo il trattamento.

Non vanno sottovalutate anche le possibilità di metastasi e rischio di trombo embolico in caso tumorale, deficit neurologici, ictus, neoplasia radioindotta, crisi epilettiche e perdita di capelli per le lesioni vicine alla superficie.
In collaborazione con
Veronica Tosetti

Veronica Tosetti

Scrivo di salute e benessere, attualità e libri per le edizioni online de "Il Libraio" e "Vanity Fair", con particolare attenzione ad approfondimenti legati a salute della donna, psicologia e benessere. Lavoro nella comunicazione digitale come content e social editor. Sono autrice e coordinatrice di progetti narrativi legati alla radio e al fumetto. Sono attiva sui principali social network, tra gli altri già citati anche su Facebook e Instagram

 
Data di pubblicazione: 20 ottobre 2018