Fumo di sigaretta: ma è davvero così nocivo?

Fumo di sigaretta: ma è davvero così nocivo?

Ricerca e Prevenzione

Ultimo aggiornamento: 31 maggio 2019

Indice

Il fumo di sigaretta è oggi la prima causa di morte evitabile: secondo dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, nel mondo nel 2010 ci sono stati 6,2 milioni di decessi causati dal fumo, di cui 600.000 perché esposti al fumo passivo. Circa il 50% dei fumatori muore prematuramente (in media 10 anni prima di un non fumatore). La Scoietà Italiana di Ortopedia e Traumatologia stima che nel nostro paese il 21% della popolazione sopra i 14 anni, pari a 11 milioni di persone, fumi sigarette. La maggioranza è composta dagli uomini, che sono 6,3 milioni, anche se anche le donne sono una quota più che discreta, pari a 4,6 milioni.
 
Il fumo dunque rappresenta il principale fattore di rischio per tutti, non solo per i fumatori. Il fumo di sigaretta è la causa di malattie cardiovascolari, tumori, mancanza di appetito, psoriasi e molto altro. È bene ricordare che il fumo non è l’unico fattore che mettere a rischio la nostra salute: anche l’età avanzata, l’inquinamento, i fattori genetici e la familiarità possono essere causa dell’insorgere di patologie più o meno gravi.

Perché il fumo di sigaretta è così dannoso?

Immagine di una donna mentre fuma una sigarettaIl fumo ha un effetto negativo sulle arterie, cioè i vasi che portano il sangue ai tessuti. Quando si fuma, la nicotina presente nella sigaretta viene assorbita dai i polmoni, i quali poi la rilasciano nel sangue presente nelle arterie. Qui la nicotina provoca un restringimento dei vasi e una diminuzione della circolazione del sangue, comportando un aumento della pressione arteriosa e generando la tachicardia. Così facendo si formano placche ateromasiche e coaguli che, se messi in circolo, possono arrivare a danneggiare organi vitali come cuore, cervello e reni. Quando un trombo ostruisce un’arteria cerebrale accade un fenomeno noto come ictus. Tutto questo poi si manifesta in comportamenti come: peggioramento della memoria e spinge il cervello a un precoce invecchiamento, minori performance fisiche, affaticamento.
 

Fumo e adolescenza

Immagine di un ragazzo mentre fuma una sigarettaIl fumo comporta delle conseguenze molto negative negli individui adulti. Ma queste si amplificano, diventano immediate e protraendosi a lungo termine quando i fumatori sono adolescenti. Secondo l’indagine Health Behaviour in School-aged Children, il 14% dei ragazzi intorno a i 15 anni fuma, spesso senza conoscere tutti i rischi che quest’azione può avere sulla loro salute. Inoltre si riscontra un aumento più femminile che maschile relativamente a questa tendenza.

Le conseguenze che si possono riscontrare “a breve termine” sono la riduzione della performance fisica, l’aumento della frequenza cardiaca, l’ansia, i disturbi del comportamento oltre a una maggiore predisposizione verso l’uso (che a volte sfocia nell’abuso) di alcolici e droghe. Inoltre, spesso le ragazze non sono informate del rischio legato all'associazione fumo-pillola anticocezionale (pillola del giorno dopo) che può portare anche a eventi acuti cardio-cerebrovascolare in età giovanile. A lungo termine invece, la dipendenza da sigaretta può comportare rischi per malattie cardiovascolari, tumori e patologie respiratorie.

Gli adolescenti sono considerati come soggetti a rischio dal momento che la dipendenza da nicotina porta i giovani a fumare più a lungo nella vita e quindi ad aumentare esponenzialmente il rischio di una delle patologie sopracitate.
 

Salute orale

Immagine di una ragazza con in mano una sigaretta che mostra i denti gialliLe sigarette sono costituite da catrame che può avere un’azione negativa anche sui denti: infatti proprio il catrame comporta l’ingiallimento dei denti e i solfuri producono l’alitosi. Inoltre, essendo le sigarette agenti capaci di scatenare infiammazioni, rendono più frequente il rischio di carie e la caduta dei denti.

Oltre ai denti, anche dita e unghie sono soggette a ingiallimento, al decadimento delle guance e la comparsa di rughe su tutto il volto, come se durante tutta la giornata si facessero smorfie, in particolar modo questo vale per tutte quelle piccole rughe che si formano intorno alla bocca.
 

Fumo e fame

Immagine di una ragazza che guarda senza appetita del ciboSebbene pochi studi esistano a supporto di questa teoria, è comunque stato provato che c’è un rapporto tra il fumo e l’appetito: infatti nei fumatori il senso di sazietà viene percepito prima rispetto ai non fumatori, e quindi assumono un apporto calorico minore di circa 152 calorie. Questa indicazione precisa è stata fornita dalla dottoressa Konstantina Zachari dell’università Harokopio di Atene che ha scoperto il dato grazie a un esperimento su un gruppo di pazienti andando a studiare il loro appetito durante in una giornata da fumatori e una da non. Responsabile di questo fenomeno è la mancata stimolazione della grelina, l’ormone della fame, inibito dalla nicotina.

Quando si smette di fumare, infatti, si ha un leggero aumento dell’appetito, che porta il soggetto a ingrassare fino anche a 10 kili dopo 5 anni da quando ha smesso di fumare.
 

Il rischio di psoriasi

Immagine che mostra una donna con la mano infettata dalla psoriasiAnche nel caso di un particolare tipo di dermatite, la psoriasi, essa risulta essere molto più frequente tra i fumatori; e coloro i quali sono stati esposti al fumo passivo durante l’infanzia, saranno più inclini a svilupparla in età adulta.

Inoltre, la psoriasi nei fumatori è anche associata al rischio cardiovascolare.

Il fumo di sigaretta agisce non solo come un elemento fortemente scatenante, ma talvolta anche  con un’azione aggravante: fumare riduce la quantità di antiossidanti nel sangue, accresce il numero di radicali liberi, danneggia la parete dei vasi sanguigni, aumenta la viscosità del sangue e altera la produzione di VEGF, una sostanza legata alla formazione dei capillari. Il fumo inoltre aumenta l’infiammazione dal momento che la nicotina incrementa la sintesi di sostanze per l’appunto infiammatorie.
 

Fumo e gravidanza

Anche durante un periodo molto delicato come è quello della gravidanza, la nicotina può comportare seri problemi di infertilità in quanto questa ha la capacità di alterare la motilità tubarica, ostacolando in questo modo il transito degli ovociti e l'incontro con gli spermatozoi.
Immagina di una donna incinta seduta su un divano che fa segno al marito, seduto accanto, di non fumare
Ne parla la dottoressa Daniela Galliano, Direttrice del Centro IVI di Roma che riporta un recente studio cinese “Parental smoking and the risk of congenital heart defects in offspring: An updated meta-analysis of observational studies” secondo cui il nascituro potrebbe manifestare dei difetti cardiaci nel caso in cui il padre, o altre persone vicine alla futura neo mamma, siano dedite al tabagismo durante la durata della gravidanza.

Per questo motivo è necessario abolire il fumo di sigaretta durante il periodo della gravidanza, così come mentre si “sta cercando” di avere un figlio.
Come dice la Dottoressa Galliano: 
“Le coppie che hanno a che fare con problemi legati all’infertilità devono essere coscienti che accendere una sigaretta significa ridurre anche la possibilità di successo della procreazione medicalmente assistita
A quante vogliono diventare mamme è fondamentale ripetere di eliminare la nicotina dalla propria vita. Anche se cercata per vie naturali, fumare può determinare un ritardo della gravidanza di un anno”. 


Il danno che può provocare il fumo dipende da quante sigarette e da quanto tempo una donna fuma: infatti questi sono stati accertati a partire da una ventina di sigarette al giorno. Nonostante ciò, si sono verificati danni anche con un minimo di 10 sigarette
Il fumo è strettamente associato a un incremento di aborti spontanei, parti pretermine, gravidanze extra uterine e alla nascita di bambini sottopeso

La dottoressa Daniela Galliano ha posto l'accento anche sull'obesità materna, che rappresenta un importante fattore di rischio per l'insorgenza di malattie croniche durante la vita dei propri bambini, soprattutto in adolescenza e in età adulta. Addirittura la programmazione fetale della funzione metabolica dell'obesità può avere effetti a livello intergenerazionale, tramandandola nelle generazioni successive. 

La nicotina è annoverata tra le cause di infertilità sia per le donne che per gli uomini: in conclusione è controproducente continuare a fumare mentre si sta cercando di avere un figlio. Sempre rifacendosi a quanto detto dall'esperta, alle coppie che aspettano un bambino o a coloro che stanno cercando di averlo, è obbligatorio abolire completamente il "fattore nicotina" dalla propria vita. Fumare può far ritardare anche di 12 mesi la gravidanza e il tabagismo è annoverato come una delle cause maggiori di infertilità.
 

Fumo e Malattie cardio-circolatorie

Immagine di un uomo mentre fuma e sente un dolore al pettoCome detto sopra, la nicotina contenuta nelle sigarette fa sì che il cuore batta più forte, stimolando la cosiddetta tachicardia, e la pressione sanguigna aumenti. Per questo motivo le sigarette sono note come fattore di rischio di malattie cardio-circolatorie: aterosclerosi, enfisema, aritmie cardiache, infartoictus.
In particolar modo l’ictus: un evento improvviso, traumatico e inatteso. Fumare può far aumentare del doppio il rischio di ictus ischemico e del quadruplo un ictus emorragico. Esso può essere attenuato smettendo di fumare: in pochi anni si torna a valori molto bassi; purtroppo lo stesso non può essere detto per il rischio di cancro.
 

Fumo e Sistema Muscolo-Scheletrico

Spesso il fumo è collegato a malattie e patologie tipiche del sistema cardiovascolare, respiratorio e oncologico.
Immagine di una ragazza seduta su un divano con una gamba ingessataPerò spesso si sottovalutano i rischi prodotti dal fumo sull’apparato muscolo-scheletrico, come fa notare anche la SIOT (Società italiana di Ortopedia e Traumatologia).
I danni più evidenti sono legati all’invecchiamento più precoce e alle alterazioni dei processi riparativi in casso di danneggiamento di ossa o muscoli, causate da nicotina e monossido di carbonio che riducono l’ossigenazione del sangue.
 
Nei fumatori, il rischio di complicanze è del 40-50% più alta rispetto ai non fumatori, oltre a richiedere periodi più lunghi di degenza post operatoria, ricorrere a prolungate e costose terapie antibiotiche e ad avere risultati chirurgici peggiori, rendendo necessario a volte una “re-admision”, cioè un ulteriore ricovero poco dopo l’intervento.
 
Ma quali sono le principali patologie a cui sono maggiormente esposti i fumatori?
  • L’osteoporosi, che porta come diretta conseguenza il forte rischio di aumentare delle fratture ossee.
  • È possibile contrarre con più facilità rispetto ai non fumatori delle infezioni durante gli interventi chirurgici di ambito ortopedico, soprattutto in conseguenza di interventi di chirurgia protesica.
  • Capita di frequente che si verifica la riduzione di processi di osteo-integrazione delle protesi, cioè diminuisce l’integrazione, e quindi l’attaccamento, tra la protesi e l’osso, portando in questo modo al fallimento precoce dell’impianto della protesi, dal momento che avviene lo scollamento della protesi dall’osso.
  • I fumatori presentano dei processi rallentati per quanto riguarda la riparazione relativa a fratture e la guarigione di danni tendinei, legamentosi e muscolari.
  • Anche le ferite chirurgiche dopo gli interventi ortopedici impiegano molto più tempo a rimarginarsi.
     

Fumo e Tumore

Immagine con due spicchi di mela che rappresentano due polmoni, uno sano e uno malatoIl fumo di sigaretta rappresenta, nell’80% dei casi, la causa di tumore soprattutto al polmone. Questo avviene perché il fumo impedisce ai polmoni di ossigenarsi e quindi ne danneggia le cellule dei bronchi: queste iniziano a riprodursi in modo incontrollata generando così il tumore.

I sintomi che devono mettere in allarme, specie i fumatori più accaniti, sono la tosse che non passa o che da secca diventa produttiva, la broncopolmonite che non guarisce completamente, raucedine, dolore al torace, perdita di peso, febbre, fiato corto e striature di sangue nel catarro.

Vero anche che il tumore al polmone è presente nei non fumatori, con una percentuale intorno al 15-20% e la causa è da attribuirsi a infezioni virali, batteriche o fungine; ma questi stessi fattori possono essere presenti anche nei fumatori, aggravandone le condizioni. Inoltre la familiarità è una causa che incide in maniera significativa, così come anche fumi e inquinanti ambientali che sono spesso concause, se non le principali, delle neoplasie all’apparato respiratorio, in particolare ai polmoni. Così come il vizio del fumo è più diffuso tra gli uomini, anche il tumore al polmone è più comune tra i soggetti di sesso maschile, anche se negli ultimi anni si è registrato un aumento della patologia tra le donne e una lieve diminuzione tra gli uomini.

Secondo lo studio statunitense del National Cancer Institute (NCI) il rischio di morte prematura è del 64% più elevato, rispetto a chi non ha mai fumato e si porta all’84% se si fumano sino a 10 sigarette al giorno. Un dato preso in esame in rapporto al rischio di tumore al polmone che è di 9 volte superiore rispetto ai non fumatoriper chi fuma fino a 10 sigarette il rischio aumenta di 12 volte.
 

Cosa succede quando si smette di fumare?

Smettere di fumare è il primo passo verso la prevenzione e la risoluzione della maggior parte delle patologie causate dal fumo. Subito dopo aver interrotto questo vizio, il nostro corpo si riprende progressivamente:
  • dopo 8 ore dall’assenza di nicotina, l’ossigenazione del sangue torna ad avere valori normali;
  • dopo 24 ore l’alitosi si riduce, nei polmoni diminuisce l’accumulo di muco e catarro;
  • dopo una settimana il senso del gusto e dell’olfatto migliorano;
  • dopo qualche settimana la pelle torna ad avere un colorito sano;
  • entro 6 mesi sparisce la tosse;
  • dopo un anno il rischio delle malattie cardiache è ridotto della metà;
  • dopo 10 anni scende del 50% il rischio di cancro al polmone;
  • dopo 15 anni il rischio di malattie cardiache è uguale a quello di un soggetto che non ha mai fumato;
  • anche dopo 20 anni il rischio di tumore al polmone resta più alto rispetto a chi non ha mai fumato.
 

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Data di pubblicazione: 31 maggio 2019