Federica Migliorini, l'intervista alla fondatrice di MaMì Club

Federica Migliorini, l'intervista alla fondatrice di MaMì Club
21 marzo 2018

Mamma e Bambino

La fondatrice di MaMì Club racconta a Dove e Come Mi Curo la sua storia e quella della community da lei creata, un luogo virtuale dove le mamme di Milano (e non solo) possono confrontarsi e risolvere i piccoli e grandi problemi della maternità

 
 

Com’è nata l’idea di MaMì Club?

È nata per caso, un paio di anni fa, quando sono diventata mamma. Avevo bisogno di risposte concrete alle mie tante domande così ho deciso di aprire un gruppo facebook in cui ho inserito le mie amiche le quali, a loro volta, hanno invitato le proprie. La community, così, in poco tempo si è allargata: avevo intercettato un’esigenza di molte! Ora, a due anni di distanza, la pagina conta 14mila iscritte. La sua peculiarità, rispetto ai forum che già esistevano e che si rivolgevano a un target nazionale, è di essere circoscritta a Milano.
 
In una grande città come questa, può capitare di sentirsi sole e spaesate specialmente se non si è nate qui e la famiglia d'origine è lontana. Quando nasce un figlio, hai un forte bisogno di confrontarti con altre donne per trovare risposta ai piccoli e grandi problemi quotidiani. Appartenere a una community ti agevola molto.
 


Gli incontri avvengono solo sulla pagina facebook o anche dal vivo?

All'inizio avvenivano solo su Facebook che, ancora oggi, è lo strumento principale di interazione. Il progetto, però, si è evoluto. Complice anche il fatto che il rientro in ufficio dopo la maternità non è stato facile, ho deciso di scommetterci e di dedicargli più energie. Ho, quindi, iniziato a organizzare eventi gratuiti: merende, incontri con ostetriche, pediatri, nutrizionisti, ecc. Durante questi appuntamenti, i bambini sono liberi di gattonare sui tappeti, mentre le mamme chiacchierano e rivolgono le loro domande agli esperti.
 
Col tempo sono nati nuovi bisogni: alcune iscritte, trasferite in altre città, hanno chiesto di poter replicare l'esperienza altrove. Così abbiamo creato nuovi gruppi facebook per le mamme di Roma, Firenze, Bergamo, Varese, Torino e Londra - unica eccezione fuori confine.
 
Lavorando al progetto, mi sono anche resa conto di come far parte di un gruppo numeroso abbia dei vantaggi perché permette di accedere a convenzioni con negozi e servizi. Così, oggi, chi fa parte del club ha anche la possibilità di ottenere facilitazioni presso palestre che organizzano corsi per bambini, centri benessere, agenzie che organizzano feste di compleanno, e così via. Per usufruirne, basta inviare un'email e richiedere il codice di accesso gratuito al sito www.mamiclub.it, si riceverà una card per partecipare a tutte le iniziative della community.
 
 

Chi sono le mamme di MaMì Club?

Trattandosi di una community relativamente giovane, il nocciolo duro è composto da donne sui 30 anni, spesso alla prima gravidanza. Ma c'è anche chi ha già 3 o 4 figli o chi ne ha due avuti a distanza di tempo e si trova a “ricominciare da capo”... è un gruppo molto variegato. La maggior parte è informata e consapevole, ad esempio dei vantaggi che comportano il parto naturale o l'allattamento al seno. Molte si iscrivono intorno al 6°-7° mese di gravidanza, quando si avvicina il momento della nascita del bambino. Altre intercettano il gruppo fin dai primi mesi.
 
 

Quali sono gli argomenti più gettonati nelle chat?

Sicuramente interessano molto le tematiche relative alla gravidanza e al parto. Le donne in attesa hanno tanti dubbi sugli esami prenatali da fare o sull'ospedale in cui far nascere il bambino. Fanno grande tesoro dell'esperienza altrui. Uno dei desideri comuni è di sentirsi ascoltate qualunque sia il loro bisogno: che sia l'accesso all'analgesia epidurale o un pizzico di conforto quando qualcosa le preoccupa.
 
Altro aspetto a cui tengono molto è la sicurezza perché c'è inevita bilmente anche il timore che qualcosa possa andare storto. Argomenti molto discussi sono poi quelli che ruotano intorno all'allattamento al seno e alla possibilità di assumere farmaci in gravidanza. Nelle chat c'è chi segnala i consultori più vicini, i servizi ostetrici a domicilio o i gruppi di consulenti allattamento. Altre tematiche molto sentite sono i disturbi del sonno dei bambini, la conciliazione di lavoro e famiglia, il baby blues e la depressione post partum.
 
Al riguardo, le mamme hanno la possibilità di inviare un post anonimo se vogliono tenere nascosta la propria identità. Un'opportunità importante, a mio parere, perché a volte si ha bisogno di lanciare un grido d'aiuto, ad esempio dopo l'ennesima notte passata in bianco quando si è stravolte dalla stanchezza.
 
Oggi c'è un'idea diffusa della maternità come di un'esperienza bellissima in cui la mamma debba essere sempre felice di accudire il suo bambino. Questo può acuire il senso di inadeguatezza in chi si trova ad affrontare un momento critico. Potersi confrontare con altre donne può aiutare a ridimensionare il problema, a sentirsi meno sole. E, quando serve, ad avere un consiglio riguardo alle associazioni da contattare che si occupano di depressione post partum.
 
 

Le donne amano raccontare la loro esperienza riguardo al parto?

A molte piace, ma in genere lo fanno in risposta al post di altre. Il più delle volte si tratta di racconti che mirano a rassicurare chi deve ancora affrontare l'evento. In questo, le mamme sono molto generose e tendono a essere solidali tra loro perché, essendoci già passate, sanno quanto sia importante avere il sostegno di qualcuno.

Ovviamente c'è anche chi riporta esperienze negative, ma io credo che queste dipendano molto dalle dinamiche interpersonali che si creano durante il ricovero. Se c'è poco feeling con la persona che ti segue, puoi anche essere nel Paradiso degli ospedali, ma la percezione che avrai di quel momento ne sarà inevitabilmente influenzata. Per quanto mi riguarda, ho dei buoni ricordi e ho molta stima del lavoro delle ostetriche, che non credo essere per nulla facile. Avere a che fare con le partorienti è complicato perché dopo ore di travaglio, sfido chiunque a non perdere un po' di lucidità!
 
Il fatto, poi, è che la professionalità di chi opera negli ambienti ospedalieri la cogli soprattutto quando sorge un problema. Se il parto procede senza intoppi, sei più portata a notare le piccole cose che non vanno. Quando, invece, si verifica una complicazione anche minima e vedi l'équipe intervenire prontamente ti rendi conto di essere al posto giusto. Allora le aspettative che avevi riguardo al parto passano un po' in secondo piano e desideri solo che il tuo bambino stia bene.

 

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