Fecondazione eterologa: che cos'è e quali sono le tecniche?

Fecondazione eterologa: che cos'è e quali sono le tecniche?
28 ottobre 2017

Ricerca e Prevenzione



La fecondazione eterologa (donazione di gameti) fa parte dei trattamenti di procreazione medicalmente assistita (PMA) di 1°, 2° o 3° livello – IUI, FIVET e CSI - che permettono alle coppie con problemi di infertilità di ottenere un concepimento che vada a buon fine (o aumentare le chance che ciò avvenga). Le possibilità sono tre:
  • ricorso ai gameti maschili di un donatore (liquido seminale o singolo spermatozoo) per infertilità del partner maschile della coppia;
  • ricorso ai gameti femminili (ovuli) di una donatrice per infertilità della parte femminile della coppia;
  • doppia eterologa: ricorso alla donazione di entrambi i gameti per infertilità di entrambi i componenti della coppia.
Per essere considerati idonei ad accedere alle tecniche di procreazione medicalmente assistita gli aspiranti genitori devono presentare una certificazione di sterilità (o infertilità, i due termini sono sinonimi), stabilita a seguito di accurati esami di tipo ginecologico/urologico, patologico, endocrinologico e genetico dopo che la coppia abbia tentato infruttuosamente di ottenere un concepimento in modo naturale per almeno un anno.

Per quanto riguarda specificamente il ricorso alla fecondazione eterologa, è stato finalmente consentito anche in Italia sbloccando la norma della legge 40 che lo vietava grazie alla sentenza 162/2014 della Corte costituzionale, alle coppie che abbiano queste caratteristiche:
  • comprovata infertilità di uno o entrambi i partner e quindi impossibilità a ricorrere a propri gameti;
  • presenza di incompatibilità immunitaria tra i partner che metterebbero a rischio una gravidanza. Si verifica quando la donna ha un fattore RH negativo e il partner un fattore RH positivo.

Le tecniche più utilizzate per la fecondazione eterologa sono tre, la prima di 1° livello, e le seconde di 2° livello. Esiste anche un 3° livello, meno utilizzato, che prevede una sedazione profonda con intubazione per il prelievo dei gameti (in questo caso anche maschili) o per l’impianto degli embrioni fecondati in vitro nell’utero.


Ma vediamo le tre più utilizzate

 
  • IUI (Inseminazione intrauterina). Si tratta della tecnica più semplice, che prevede una prima fase in cui si stimola nella donna l’ovulazione, cui fa seguito l’introduzione dello sperma debitamente preparato – in questo caso del donatore – nell’utero. In pratica si ottiene lo stesso risultato di un rapporto sessuale, lasciando che poi la fecondazione vera e propria avvenga nel corpo della donna. Questa tecnica è indicata solo in caso di lieve endometriosi, di sterilità inspiegata o quando la causa dell’infertilità è un fattore maschile lieve. E solamente se la donna è giovane, le tube funzionano bene e la ricerca della gravidanza è cominciata da poco.
 
In presenza di un fattore maschile moderato-severo o in caso di tube chiuse o danneggiate della donna, invece, possono rendersi necessarie tecniche più complesse (FIVET E ICSI).
 
  • FIVET. È la fertilizzazione in vitro vera e propria. In questo caso alla stimolazione ovarica della donna fa seguito il prelievo degli ovociti e la fecondazione con lo sperma del donatore al fine di ottenere un concepimento extra uterino. Gli embrioni così ottenuti vengono reimpiantati nell’utero femminile con la speranza che almeno uno attecchisca. Se, invece, è la donna a ricevere gli ovociti di una donatrice, si procederà sempre con una propedeutica preparazione farmacologica per rendere l’utero pronto ad accogliere gli embrioni, cui seguirà la fecondazione extra corporea degli ovociti donati con il seme maschile, che può essere quello del partner, o anche di un donatore in caso di doppia eterologa. Una volta ottenuti gli embrioni si procede all’innesto nell’utero della donna. I gameti propri o donati possono essere crioconservati in attesa del momento migliore per la fecondazione, e gli embrioni ottenuti possono ugualmente essere congelati se il loro impianto nell’utero non può essere effettuato in tempi brevi. Tuttavia la legge italiana impedisce che tali embrioni siano utilizzati per altro scopo o impiantanti in un’altra donna.
  • ICSI (Microiniezione intracitoplasmatica dello spermatozoo). È indicata in caso il numero degli ovociti disponibili sia ridotto o quando si utilizzino gameti crioconservati. In questo caso, dopo la fase preliminare di stimolazione ovarica si prelevano gli ovociti dal corpo della donna (in caso di donazione di seme maschile, e/o in previsione di una donazione di ovociti - egg-sharing - ) con sedazione più o meno profonda, e contemporaneamente si prepara il campione di  liquido seminale del partner o del donatore. La fecondazione avviene, naturalmente, in laboratorio, ma solo uno spermatozoo viene selezionato per fertilizzare ciascun ovocita. Una volta ottenuto il concepimento, si procede al reimpianto degli embrioni in utero.
I gameti maschili e/o femminili per la fecondazione eterologa devono provenire da donazione spontanea, anonima e gratuita, e i soggetti donatori devono avere un’età compresa tra i 18 e i 40 anni (se uomini) e tra i 20 e i 35 anni (se donne). Non è possibile selezionare il donatore, ma è opportuno che appartenga al proprio fenotipo, ovvero abbia caratteristiche morfologiche e somatiche simili a quelle dei riceventi. Inoltre la coppia può avvalersi dello stesso donatore/trice per un secondo figlio, ma non potrà avere contatti diretti a meno che non sia indispensabile per ragioni mediche.

Riguardo alla fecondazione eterologa va detto, però, che a più di tre anni dalla sentenza della Corte Costituzionale l'attività nel nostro Paese è ancora ridotta. Il fatto è che la legge italiana non ammette rimborsi spese per le donne che donano gli ovociti per cui in poche accettano di sottoporsi a cicli di stimolazione ormonale e all'intervento per prelevarli. Alcuni centri esteri, in compenso, hanno iniziato ad aprire succursali sul territorio e a inviare ovociti crioconservati a Centri Italiani. In questo modo, le coppie italiane che desiderano ricorrere alla fecondazione eterologa possono limitare al minimo gli spostamenti all'estero.


Quali sono i Centri italiani che eseguono la fecondazione eterologa?