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Epilessia, le novità italiane

Epilessia, le novità italiane
16 ottobre 2016

Ricerca e Prevenzione

L’epilessia è una patologia complessa di cui ben poco si sa, salvo alcune cause che la possono scatenare. L’Organizzazione Mondiale della Sanità valuta in un milione di casi l’anno i fenomeni epilettici in seguito a traumi cerebrali, ictus, infezioni, agenti tossici e ipossia, ma non ci sono, al momento, terapie in grado di prevenirla e soprattutto gli indicatori che possano preannunciarla.

La novità viene da uno studio in parte italiano, con il contributo dei ricercatori del «Mario Negri» di Milano, comparso sulla rivista Scientific Report, in cui si segnala un marcatore utile rintracciato nell’elettroencefalogramma per terapie che possono prevenire questa malattia neurologica che determina, per la scarica eletrrica incontrollata, la perdita di coscienza e violente convulsioni.

Al mondo si calcolano 65 milioni di persone che ne sono affette, preda di decine di forme di epilessia, alcune genetiche, che hanno origine e sviluppo diversi. Sin qui i trattamenti sono stati tutti sistematici, agiscono bloccando la scarica elettrica anomala - le convulsioni - allo scopo di limitarne la comparsa, ma sono di limitata efficacia.

Lo studio italiano ha identificato un marcatore che annuncia lo stato iniziale della malattia, quando l’elettroencefalogramma registra alternanza tra oscillazioni quasi regolari e altre molto irregolari. Situazione molto evidente durante le fasi preliminari dell’epilessia, le prime 48–72 ore successive ai traumi e alle situazioni che generano l’epilessia. E’ in fase di sperimentazione su animali da laboratorio anche un farmaco in grado di prevenire l’insorgenza dell’epilessia e di ridurre notevolmente l’attività elettrica anomala del cervello.