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Epatite C, via libera ai farmaci dall'estero

Epatite C, via libera ai farmaci dall'estero
30 marzo 2017

Ricerca e Prevenzione

Dopo l’importante notizia sull’entrata in vigore dei LEA 2017, ritorniamo a parlare di aggiornamenti nel mondo della sanità grazie ad una circolare emessa il 23 Marzo 2017 riguardante l’acquisto dei farmaci dall’estero. Il Ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, ha infatti autorizzato l’importazione dei farmaci se il paziente non rientra nei criteri di eleggibilità a carico del Sistema Sanitario Nazionale oppure se il farmaco costa troppo. Anche se nella circolare non è espressamente menzionata l’Epatite C, tutto fa pensare che una delle patologie “perfette” per l’applicazione di questa nuova normativa sia proprio l’assistenza a tutte quelle persone che ne soffrono e che, da oggi, possono acquistare i farmaci autonomamente dall’estero, sempre previa prescrizione medica. Potenzialmente, però, questa normativa potrebbe essere estesa per un numero cospicuo di patologie.
 
La circolare emessa pone naturalmente dei limiti come l’acquisto del medicinale per uso personale. Questa sembra essere una nuova strada per tutti coloro che non rientrano nei criteri di cura fissati dall’Aifa per ottenere i farmaci anti epatite C e che quindi potranno acquistare il medicinale dall’estero. Per ottenere il farmaco gratuitamente, infatti, bisogna rientrare in determinate categorie cliniche e rispettare i criteri di reclutamento dell’Aifa. Pochi giorni fa, l’Agenzia italiana del farmaco, ha annunciato che tutti i pazienti con epatite C potranno accedere al trattamento ma con i dovuti tempi e rispettando le priorità: non tutti potranno avere subito accesso al trattamento.
 
Beatrice Lorenzin così ha commentato la circolare: “Nelle ultime settimane abbiamo avuto molte segnalazioni su farmaci che regolarmente importati da pazienti italiani per esigenze personali di cura venivano bloccati in Dogana, anche se si trattava di farmaci legalmente autorizzati in un Paese estero, sebbene non autorizzati in Italia. La Dogana bloccava questi farmaci sulla base di una interpretazione restrittiva della normativa vigente, ritenendo, contro l'evidenza scientifica, che fossero identici due farmaci anche se vi fosse diversità di dosaggio, eccipienti, modalità di somministrazione. Con la mia circolare questo è stato chiarito. Ma soprattutto si è chiarito che non può sussistere una valida alternativa terapeutica per il paziente italiano quando il farmaco autorizzato in Italia non è effettivamente accessibile a tutti, in quanto troppo costoso, come avviene con i farmaci contro l’epatite C e gli altri farmaci innovativi. Pertanto, abbiamo rimosso un odioso ostacolo burocratico sulla via della libertà ed effettività delle cure".