Emicrania: cosa c'è da sapere? Intervista al Dott.Casucci

Emicrania: cosa c'è da sapere? Intervista al Dott.Casucci
20 novembre 2018

Ricerca e Prevenzione

Intervista al Dott.Gerardo Casucci, Medico Specialista in Neurologia

Responsabile U.O. di Medicina Generale e del Servizio di Neurologia e Neurofisiopatologia della Clinica della Casa di Cura San Francesco di Telese Terme (BN)


L’emicrania è un disturbo ancora poco conosciuto, frequentemente oggetto di errata diagnosi e spesso non trattato o sottotrattato. Più di due terzi delle persone affette da emicrania preferiscono ricorrere all’utilizzo di prodotti da banco e non richiedono una consultazione specialistica.

 

Come riconoscerla?

Emoticon triste ed emoticon felice disegnato su una lavagnaL’attacco emicranico non si caratterizza solo per la presenza del dolore. Nella maggior parte dei pazienti è preceduto da sintomi premonitori quali:
  • cambiamenti di umore (irritabilità, euforia, depressione),
  • alterazioni del comportamento (iperattività, apatia, ossessività),
  • sintomi neurologici (difficoltà di concentrazione, stanchezza, sbadigli, sonnolenza, foto-fonobia),
  • aumento della diuresi,
  • ricerca di cibi particolari,
  • dissenteria o costipazione che possono manifestarsi da poche ore fino a quattro giorni prima dell’attacco.
I sintomi associati all’attacco di emicrania sono per lo più fotofobia, nausea e vomito.



Quali sono i fattori scatenanti l’attacco di emicrania?

I fattori in grado di scatenare un attacco emicranico sono molteplici, proprio in considerazione del fatto che l’emicrania è una patologia dell’adattamento, per cui ogni situazione che comporta delle variazioni nei ritmi dell’organismo è potenzialmente in grado di scatenare un attacco.

Lo stress e gli ormoni sessuali femminili giocano un ruolo fondamentale; non sono trascurabili anche il digiuno, il fumo, l’alcol (vino bianco in particolare), alimenti particolari (cioccolato, insaccati, formaggi stagionati, ecc.) e l’esercizio fisico.



Qual è la terapia giusta per l’emicrania?

Donna che si massaggia le tempieLa terapia dell’emicrania deve cominciare dall’atteggiamento del medico che deve essere una combinazione di empatia e buone capacità comunicative. Al paziente devono essere spiegati gli obiettivi realmente raggiungibili, quali un efficace controllo della sintomatologia. La terapia antiemicranica ha come scopi la riduzione o la prevenzione del dolore e dei sintomi associati e l’ottimizzazione delle funzioni quotidiane del paziente.

L’atteggiamento migliore è quello di individuare attacchi di diversa espressività clinica e di differente disabilità nel singolo paziente e consigliare per ciascuno di essi il farmaco più adatto. Ma la terapia dell’emicrania non si limita solo a quella dell’attacco ma consiste anche in una profilassi farmacologica e non, anch’essa misurata sulle caratteristiche psico-fisiche del paziente, sulla tipologia di emicrania e sulla presenza o meno di malattie associate.

 

Come riconoscere l’emicrania dalle altre tipologie di mal di testa? Quali sono i sintomi più importanti e quali quelli più distintivi?

L’emicrania è la più rilevante tra le forme più comuni di mal di testa (Scopri la differenza con la Cefalea nel nostro approfondimento "Mal di testa, emicrania e cefalea: sintomi e terapie"). Coinvolge alcuni neurotrasmettitori e alcuni circuiti del dolore e ha delle caratteristiche ben precise. Per soffrirne bisogna aver avuto almeno 5 attacchi in tutta la propria vita. Il dolore deve durare tra 4 e 72 ore (eccetto le ore di sonno) e avere almeno due delle seguenti caratteristiche:
  1. Deve avere una localizzazione unilaterale
  2. Deve essere di tipo pulsante
  3. Deve essere di intensità moderata o severa
  4. Deve essere aggravato da attività fisiche di routine (camminare, salire le scale, ecc.)

A queste caratteristiche solitamente si devono aggiungere almeno una tra nausea e/o vomito e fotofobia e fonofobia.



Quali sono i principali errori nel riconoscimento dell’emicrania?

Spesso l’emicrania viene scambiata per un altro disturbo.
Gli errori più frequenti sono:
  • Nevralgia del trigemino. Il dolore riguarda anche il viso. Nella nevralgia il dolore è a scosse e dura secondi, non c’è nausea o vomito.
  • Cervicale. Talvolta l’emicrania può avere un’origine posteriore (occipito-cervicale) o accompagnarsi a cervicalgia secondaria. In ogni caso, per essere definita emicrania deve avere le caratteristiche espresse precedentemente (cosa che nessuna patologia di origine cervicale ha).
  • Sinusite. La sinusite cronica non dà mai cefalea e la cefalea da sinusite acuta si associa a secrezione nasale prevalentemente purulenta, rinite e febbre.
  • Vista. Equivoco che nasce dal fatto che una delle sedi tipiche del dolore emicranico è l’area del nervo sovra orbitario. Esiste solo una cefalea da glaucoma all’emicrania ma non lo è.



Qual è il momento “giusto” per rivolgersi al proprio medico? Quando è necessario non sottovalutare il problema?

Uomo con un dolore localizzato solo ad una tempia E’ il momento giusto per rivolgersi al medico e non sottovalutare il problema quando si verificano i seguenti casi:
  • Insorgenza nuova di una cefalea in un paziente > 50 anni
  • Inizio brusco (a rombo di tuono)
  • Sintomi focali compresa un’aura atipica e della durata > 1 ora
  • Esame neurologico anormale
  • Stato mentale alterato
  • Cefalea che varia con la posizione
  • Cefalea che peggiora al mattino e durante l’attività fisica
  • Paziente con alto rischio trombotico
  • Nuova insorgenza in paziente HIV+ o con storia di neoplasia
  • Disartria
  • Rigidità nucale
  • Febbre molto alta



Come si può risolvere l’emicrania? Si può agire solo su base farmacologica?

Quando il paziente ha almeno 2-3 attacchi disabilitanti o ha dolore almeno 4 giorni al mese, deve eseguire una cura di profilassi, che serve a ridurre la frequenza degli attacchi contrastando l’ipereccitabilità del sistema nervoso centrale responsabile dell’attacco. Le cure non farmacologiche (agopuntura, biofeedback e approcci nutrizionali) sono spesso risolutive soprattutto in alcune fasi della vita (infanzia, gravidanza, allattamento e terza età) o in pazienti con gravi controindicazioni all’uso dei farmaci specifici.



BIOSKETCH GERARDO CASUCCI

Il dott. Gerardo Casucci è un Medico specialista in Neurologia. Vanta diversi anni di attività in cui ha svolto ruoli come direttore e responsabile scientifico di molteplici riviste mediche tra cui Panorama Cefalee. E’ proprio di cefalee che Gerardo Casucci è un esperto internazionale. Nella sua attività di ricerca si è interessato, inoltre, di epilessia, sclerosi multipla, malattia di Parkinson e altri disordini del movimento (tremore essenziale, distonia, ecc.). Negli ultimi anni, ha concentrato la sua attenzione sulla prevenzione, la diagnosi preclinica e il trattamento delle malattie cerebrovascolari e delle demenze, con tutti i loro correlati internistici (sindrome metabolica, nefropatia, epatopatia, ecc.)
In collaborazione con
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