L'effetto placebo e nocebo in psicologia: cosa sono?

L'effetto placebo e nocebo in psicologia: cosa sono?
02 ottobre 2018

Benessere

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L'effetto placebo: cos'è?

Viene definito effetto placebo la reazione di un soggetto che prova un miglioramento nella propria salute a seguito di una cura farmacologica, anche quando questi non sono dovuti alla stessa. Il meccanismo alla base di questo effetto è di tipo psicologico ed è legato prevalentemente alle aspettative che il paziente ripone nelle cure o nei farmaci. Nello specifico, il soggetto manifesta miglioramenti anche quando non gli è stato somministrato alcuna cura o farmaco. Proprio per questa ragione, a livello scientifico, un farmaco è considerato efficace a seguito dei test solo nei casi in cui l'assunzione determina effetti diversi dal placebo.

Dunque, le sperimentazioni durante le quali vengono testati farmaci o cure avvengono generalmente con la modalità definita doppio cieco. Ciò significa che
nè lo sperimentatore nè il paziente sono al corrente di chi abbia assunto il vero farmaco.


L'effetto placebo e la psicologia

Il meccanismo psicologico che innesca l'effetto placebo è di natura psicosomatica.

Nello specifico, il sistema nervoso induce modificazioni fisiologiche e psicologiche stimolando la produzione di endorfine (sostanze prodotte dall'ipofisi, ghiandola posta alla base del cranio, facenti parte della categoria dei neurotrasmettitori e aventi proprietà analgesiche ritenute più efficaci nella morfina e dell'oppio) sulla base delle attese che il soggetto ripone nella cura effettuata o nel farmaco assunto.

Tuttavia, l'effetto placebo è un fenomeno complesso che va studiato tenendo in considerazione le molteplici variabili personali, sociali e psicologiche che intervengono nel processo.

In sintesi, dunque, l'effetto placebo comprende l'insieme di modificazioni psicologiche e biologiche dovute a fattori extrafarmacologici che si manifestano nel processo di guarigione. Per questa ragione, esso è ritenuto da alcuni esperti che hanno studiato questo meccanismo, un fenomeno da attribuire alla suggestione e all'autosuggestione.

L'effetto nocebo: cos'è?

L'effetto nocebo, a differenza di quello placebo, fa riferimento alle pratiche terapeutiche che causano effetti negativi sulle patologie o sui sintomi connessi al di là dell'effettiva efficacia. Con questo termine, infatti, spesso si designano gli atteggiamenti ostili dei medici ma anche un rapporto scorretto tra medico e paziente i quali possono causare il mancato miglioramento a seguito di cure. Al contrario dell'effetto placebo, dunque, il nocebo si fonda sulla scarsa fiducia nei farmaci e nel personale medico. Esso è stato verificato mediante test e studi specifici.
 

Il meccanismo psicologico che innesca l'effetto nocebo

Come accennato, l'effetto nocebo, si fonda sulla mancanza di fiducia del paziente nei confronti dei farmaci e talvolta nei confronti dei medici, del personale sanitario e delle strutture mediche a cui si è rivolto.

Dunque, è stato studiato che il meccanismo psicologico legato all'effetto nocebo sia piuttosto simile a quello del dolore e della modulazione che coinvolge due aree del sistema nervoso centrale tra cui la corteccia cerebrale e il midollo spinale.

In particolare, se un soggetto ritiene che una determinata cosa possa provocare molto dolore, queste strutture cerebrali che fungono da rete lasciano passare questa sensazione facendo percepire al soggetto interessato una sensazione dolorosa intensa. Se invece si pensa che si percepirà una sensazione dolorosa moderata allora queste strutture lasceranno passare una sensazione dolorosa più bassa. Sostanzialmente, come indicato da diversi studi scientifici il meccanismo psicologico che si innesca nell'effetto nocebo, così come in quello placebo, è quello dell'aspettativa. Se un soggetto si aspetta che un farmaco non faccia effetto o non ripone fiducia nel medico allora non avrà alcun miglioramento, se lo stesso soggetto è convinto che il farmaco sia di buona qualità e che esso possa giovare alla sua salute allora noterà dei miglioramenti.
 

L'effetto placebo e nocebo e il loro impiego in medicina

Attualmente l'effetto placebo in medicina viene impiegato esclusivamente a fini di ricerca, dunque, non come una vera e propria terapia.
Sostanzialmente, viene identificato come placebo uno sostanza che agli occhi del paziente risulta identica al farmaco ma che, di fatto, non contiene alcun tipo di principio attivo al suo interno.

Questo prodotto che il paziente crede essere un farmaco, in realtà è semplicemente amido e zucchero con le sembianze estetiche di una compressa di farmaco o altre forme.

Tuttavia, la ricerca produce risultati interessanti. Infatti, i soggetti che assumono il farmaco placebo sostengono di percepire dei miglioramenti del proprio stato di salute. Alcuni presentano effetti collaterali (relativi al farmaco che pensano di aver assunto).
Studi medici-scientifici hanno dimostrato che l'effetto placebo in questo determinato campo di applicazione agisca principalmente sui sintomi che sulla patologia.

Ad esempio, se si pensa ad una frattura ossea, l'effetto placebo potrebbe essere impiegato per alleviare i dolori e i fastidi dovuti alla rottura piuttosto che accelerarne la guarigione.

Per quanto riguarda l'effetto nocebo, considerando che esso si basa sostanzialmente sulla sfiducia che il paziente manifesta nei confronti dei farmaci e talvolta dei medici presso cui è in cura, risulta particolarmente complicato (secondo studi scientifici) trovarne una vera e propria applicazione nel campo medico. Secondo alcune ricerche condotte nell'ambito dei farmaci di marca e farmaci generici, tuttavia, è emerso che insinuare nel paziente la convinzione che un farmaco possa essere valido ed efficacie per le sue patologie (sfruttando le aspettative alla base dell'effetto nocebo) potrebbe essere utile per la sua guarigione.

È bene sottolineare che le sperimentazioni di placebo e nocebo in ambito medico portate a termine sono in numero ridotto. Infatti, molti pazienti dopo poco tempo dalla somministrazione del placebo cominciavano a manifestare gli effetti collaterali del farmaco (che non avevano assunto). Per questa ragione, non potendo evitare di informare i pazienti circa gli effetti collaterali legati al farmaco che credevano di assumere, è stato pensato di aggiungere, durante le sperimentazioni, le indicazioni sui possibili effetti placebo e nocebo che potrebbero insorgere durante la terapia. In questo modo gli sperimentatori potrebbero limitare il numero di pazienti che manifestano effetti collaterali e portare a compimento gli studi sul placebo e sul nocebo.
 
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