Doping: quali sono i farmaci positivi al test?

Doping: quali sono i farmaci positivi al test?
30 novembre 2017

Ricerca e Prevenzione

Che cos'è il Doping?

Definire il doping oggi significa fare riferimento alle sostanze e ai farmaci che gli atleti assumono per aumentare le prestazioni fisiche. In Italia è la legge numero 376 del 2000 che regola i casi in cui si configura come reato penale, punito sia dalla legge ordinaria che da quella sportiva, con squalifiche temporanee o definitive nonché con l'eventuale cancellazione di titoli e premi conseguiti. Le sostanze biologicamente attive che aumentano le prestazioni fisiche diventano un atto di doping quando sono assunte a fronte dell'assenza di patologie, dando vita a un'alterazione dell'organismo eticamente scorretta nei confronti degli antagonisti.

Non tutti i farmaci sono considerati come sostanze dopanti, ma c'è un regolamento che illustra quali sono. Non rispettarlo significa correre dei rischi risultando positivi ai test che vengono fatti appositamente per contrastare questo fenomeno.

 

I farmaci dopanti

Di solito l'obiettivo di uno sportivo che assume farmaci dopanti è quello di ossigenare quanto più possibile i tessuti, quindi anche i muscoli.

L'eritropoietina è un farmaco nonché ormone che solitamente viene somministrato nei pazienti con insufficienza renale o che sono affetti da anemia. In tal senso l'effetto che ci si aspetta è appunto una maggiore ossigenazione del sangue a fronte anche di un calo dell'emoglobina. Negli sportivi che sono in buona salute tende ad aumentare similmente la produzione di globuli rossi, che quindi arricchiscono il sangue per l'appunto di ossigeno.

I farmaci betabloccanti si annoverano tra le sostanze per cui si incorre nel doping. Il loro uso è indicato per i cardiopatici che manifestano angina pectoris e ipertensione. Negli atleti gli effetti sono una regolarizzazione del battito, una riduzione della tensione e dell'ansia e un potenziamento muscolare. I rischi connessi all'assunzione di questi farmaci ricadono sulla stessa funzionalità cardiaca, allo stesso modo dei beta 2 antagonisti. Questi ultimi sono notoriamente dei broncodilatatori, in particolare il salbutamolo, che altera la funzione polmonare.

 

Gli steroidi

Molti dei farmaci che fanno risultare positivi ai test del doping tra i più usati sono gli steroidi anabolizzanti. Si tratta di lipidi che si formano a partire da quello che è comunemente noto come colesterolo e che vengono mescolati a ormoni maschili, quali il testosterone. L'obiettivo è quello di far aumentare il volume dei muscoli senza esercizio e di promuovere anche la crescita della massa ossea.

In questo caso si mette a rischio la salute con un possibile sconvolgimento degli equilibri ormonali, che possono portare a sterilità sia nell'uomo che nella donna. A ciò si aggiunge la mascolinizzazione dei tratti e l'irsutismo nella donna, la perdita di capelli e la disfunzione erettile nell'uomo nonché l'aumento di incidenza dei tumori, di malattie cardiovascolari ed epatiche.

Appartengono alla categoria degli steroidi anabolizzanti anche i glucocorticosteroidi, che vengono prodotti naturalmente dall'uomo o sintetizzati per integrare la carenza in chi soffre d'insufficienza delle ghiandole surrenali. Un noto glucocorticoide è il cortisolo i cui valori aumentano nei periodi di forte stress, mentre agli atleti fornisce una spinta alla competitività, aumentando la resistenza fisica e allontanando la stanchezza. Come per gli altri farmaci dopanti anche questo ha effetti deleteri in particolare sulle ossa mentre provoca insonnia, ipertensione, depressione e diabete in quanto aumenta la metabolizzazione del glucosio.

La resistenza alla stanchezza è indotta anche dall'insulina che per i soggetti che non ne hanno bisogno può portare a seri danni cerebrali, appetito persistente e coma per ipoglicemia.
Effetti simili sono quelli di un farmaco come l'omatomedina, che viene sintetizzato naturalmente dal fegato e somministrato a chi ha problemi di crescita. Nei soggetti sani può portare a un aumento del volume osseo incontrollato ed esporre al rischio di tumore.

 

L'ormone della crescita


Nell'elenco dei farmaci che fanno risultare positivi ai test antidoping c'è anche l'ormone della crescita, che nelle situazioni consuete viene assunto dai soggetti che manifestano un deficit dell'ipofisi. L'ipofisi si trova più o meno al centro del nostro cervello e regola, tra le altre le funzioni connesse allo sviluppo e appunto alla crescita, in particolare nell'età puberale.
Gli sportivi lo assumono per guarire più velocemente da eventuali traumi e anche per potenziare la massa muscolare.

L'ormone della crescita assunto senza averne bisogno porta gravi conseguenze non solo a livello scheletrico, ma anche per la predisposizione a malattie cardiovascolari, dislipidemie e cancro.
Un altro farmaco è quello della corticotropina, un ormone che viene assunto per avere maggiore energia a disposizione e per sopportare sforzi, fatica e dolore.
 

I farmaci stimolanti

I farmaci considerati stimolanti e quindi vietati agli sportivi e a chi non vuole incorrere nel doping, sono quelli più noti come le amfetamine.
Si tratta di avere un aiuto in più non solo a livello fisico, con una maggiore sopportazione allo sforzo, ma anche a livello mentale.
Aumentano la concentrazione e motivano ancora di più un atleta di fronte a una prova, una gara o una qualsiasi competizione agonistica o a livello professionale.
Tali sostanze tuttavia hanno un rovescio della medaglia molto amaro, in quanto portano a un crollo psicofisico, dopo una prestazione portata all'eccesso. Il soggetto manifesta depressione e astenia persistenti, mentre di fronte ai test antidoping la loro presenza nel sangue perdura anche dopo diversi giorni.

L'elenco dei farmaci e delle sostanze dopanti è molto lungo e mira principalmente a tutelare la salute degli atleti e a favorire uno sport pulito e senza sofisticazioni.
In collaborazione con
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