Disoccupazione over 50: cosa succede a livello psicologico?

Disoccupazione over 50: cosa succede a livello psicologico?
06 novembre 2018

Benessere

Indice

Introduzione

Perdere il proprio lavoro vicino alla soglia dei cinquant’anni, sia per l’uomo che per la donna, è un’esperienza con notevoli implicazioni su vari fronti. Prima di tutto sull’autostima, così come sulla motivazione, sulla realizzazione personale e sulla pianificazione futura. Noteremo che un’esperienza di questo tipo, oltre a sottoporre il soggetto ad un notevole stress, causa del calo delle difese immunitarie, porterà l’umore ad abbassarsi fino anche alla depressione. Scopri anche che cos'è la Sindrome da Esaurimento Professionale o Burnout

 

Calo dell’autostima

Prima di tutto è importante definire l’autostima come la soddisfazione di sé, la consapevolezza del proprio valore e la fiducia nella propria capacità di svolgere un determinato compito. La perdita del lavoro, soprattutto in un’età non più giovanissima, incide sull’autostima abbassandola notevolmente e creando quindi tutta una serie di disagi per l’individuo che sperimenta questo evento.

Rimanere senza un lavoro, e quindi senza uno stipendio fisso, oltre alle conseguenze concrete che questo comporta, il soggetto progressivamente sperimenterà scarsa fiducia in sé stesso e nei confronti del mondo che lo circonda, poco spirito di iniziativa e ricerca continua del consenso da parte degli altri. Inoltre, il disoccupato adotterà uno stile di vita passivo: questo stato di cose non contribuirà certamente alla sua attivazione nella ricerca di un nuovo impiego.

 

Scarsa motivazione

Donna seduta al tavolo davanti al computer con aria preoccupataDa un punto di vista psicologico, la motivazione è l’insieme dei fattori dinamici che spingono il comportamento di un individuo verso un preciso obiettivo o meta; ogni azione non supportata da una forte motivazione è destinata a fallire. Secondo un approccio cognitivo, ogni soggetto costruisce il suo orientamento motivazionale. Il soggetto infatti si rappresenta a livello mentale i propri obiettivi da raggiungere, i propri mezzi o limiti, attraverso la stima che ha di se stesso.

Dunque la perdita del lavoro influirà negativamente sulla motivazione del singolo, che non mostrerà di avere lo spirito giusto e l’energia per mettersi in gioco al fine di trovare strade alternative e quindi un nuovo impiego.
Il raggiungimento di un obiettivo, quale può essere un nuovo lavoro, richiede la capacità di resistenza nonostante gli ostacoli e le difficoltà (un esempio concreto: il soggetto deve avere la forza di rimettersi in carreggiata, pur sapendo che oltre una certa età non è semplice il reinserimento nel mondo del lavoro).
Saranno predominanti demotivazione e astenìa.

 

Realizzazione personale

Quando si lavora, oltre ad assicurarsi una sussistenza economica, subentra un fattore molto importante, quale quello della realizzazione personale.Nonostante oggi siano poche le persone che si sentano realizzate da questo punto di vista, un evento incontrollabile, come la perdita del posto di lavoro, può avere delle conseguenze negative che ovviamente variano da persona a persona. Chi infatti si sente realizzato così intimamente nel proprio lavoro, tanto da identificarsi con esso, avrà dei disagi maggiori, anche a livello fisico, rispetto a chi considera il lavoro solo come uno strumento di sussistenza economica.

Coloro i quali si realizzano a livello personale vivranno resistenze e difficoltà nel rintracciare in se stessi le risorse necessarie per affrontare il momento della disoccupazione. Coloro invece che lo considerano solo in quanto mero mezzo di sussistenza, mostreranno maggiori capacità di adattamento dal momento che non identificano la parte più interna di se stessi con l’occupazione lavorativa.

 

Pianificazione futura

Donna seduta su una scalinata con aria pensierosa e disperataLa pianificazione è il modo in cui gli individui progettano la realizzazione dei propri interessi.
 
La capacità progettuale di una persona varia da individuo a individuo; c’è chi infatti è più orientato verso il futuro, chi verso il presente e chi verso il passato.

Se un soggetto non più giovanissimo perde il lavoro, rivaluterà negativamente le sue prospettive future; perderà le speranze, la sua visione prospettica diminuirà e la sua capacità di azione e decisionale saranno messe a dura prova.
L’orientamento al futuro ha variabili sia individuali sia sociali (fonte Leccardi). Per questo motivo è quindi considerato essere un concetto sempre dinamico e che può prendere aspetti diversi in base anche ai differenti contesti.

 

Stress

La perdita del lavoro è considerato uno degli eventi più stressogeni che un individuo possa sperimentare nell’arco della sua intera vita, tanto da essere paragonato a un lutto.

Molti individui si ritirano a livello sociale, tendono spesso a colpevolizzarsi. Questo comportamento è accompagnato da un abbassamento delle difese dell’organismo, che diventa quindi più fragile e recettivo nei confronti di infezioni e virus. Non tardano a manifestarsi emicrania, insonnia e disturbi digestivi.

I modi di reagire davanti a questo evento sono molteplici, ma lo stress colpisce tutti, specialmente le persone non più giovani, che si trovano molto spesso a somatizzare a livello fisico e psichico queste situazioni drammatiche. Ciò che bisogna fare è non lasciarsi sopraffarre da questo nemico invisibile. Sicuramente non è possibile cancellarlo con una gomma, ma far di tutto per alleviarne gli affetti nocivi sì.

Un buon antidoto allo stress può essere far più movimento, crearsi un hobby e frequentare persone solari e ottimiste.

 

10 Esercizi per migliorare la Salute Mentale

La routine quotidiana, lo stress, gli schemi mentali cui siamo abituati hanno spesso un influsso negativo sul nostro umore. Per causa loro ci sentiamo tristi, spossati, rancorosi.

Vediamo allora i dieci esercizi che possono migliorare il nostro umore e di conseguenza la nostra salute mentale.
  1. Mettete in ordine casa e buttate via ciò che non abbiamo usato negli scorsi 12 mesi (Sai quali sono gli oggetti più sporchi in casa?). Il disordine incontrollato può essere fonte di disagio psicologico. La confusione ci fa sentire appesantiti, e provoca ansia, depressione, aumento di peso. Un consiglio? Vendiamo su internet quanto non ci serve più. Con il ricavato potremmo dedicarci una cena speciale o una vacanza. Leggi l'approfondimento sulla "Depressione".
  2. Ragazza che prende il sole mentre fa una passeggiataFate un po’ di esercizio ogni giorno. Bastano 15-20 minuti di camminata per alleviare i sintomi di depressione e ansia. Un po’ di movimento regolare ha effetti positivi sugli ormoni che regolano l’umore e su composti chimici prodotti dal cervello che aumentano la fiducia in se stessi.
  3. Siate imperfetti, datevi obiettivi raggiungibili, concedetevi errori e godetevi il viaggio, non solo la meta. La ricerca della perfezione porta solo delusioni e bassa autostima.
  4. Tenete un “diario della gratitudine”, dove annotarvi piccole cose per cui siete grati. Oppure scrivete una lettera a mano a una persona cara. Questi esercizi stimolano un aumento della soddisfazione, dell’ottimismo e della felicità.
  5. Siamo arrabbiati? Diciamolo, ma con calma. Lo stesso vale per tutte le emozioni negative. Reprimerle fa solo aumentare i rancori, e questo sentimento prima o poi ci si ritorcerà contro. Diversi studi hanno infatti mostrato che la rabbia repressa è associata a sintomi di depressione. Il passo successivo è imparare a lasciar correre e a perdonare.
  6. State all’aria aperta almeno 15 minuti al giorno e prendete un po’ di sole. Approfittate delle pause pranzo per produrre un po’ di vitamina D, stimolata dal nostro corpo in risposta alla luce solare, magari passeggiando in un parco o in un giardino.
  7. Allontanate i pensieri negativi. Come? Meditando, respirando profondamente e imparando a riconoscere se quel che stiamo pensando è un pensiero ripetitivo o ossessivo. Se la risposta è sì, sforziamoci a non pensarlo più. L’ansia diminuirà, assieme alla frequenza di respiro e battito cardiaco.
  8. Non lavorate troppo! 8 ore giornaliere bastano. Concedetevi del tempo per la famiglia, gli amici e gli hobby. Pensate bene alle vostre priorità e fate in modo di dedicarvi il giusto spazio. Attenzione poi se siete degli stacanovisti: lavorare più di 11 ore al giorno raddoppia le probabilità di cadere in depressione.
  9. Siate sociali, non solo social. Incontrate amici e persone care, prendetevi un caffè e dedicate loro qualche minuto, anche se non siete in vena. Isolamento e solitudine generano ansia e l’impressione di non riuscire a superare le piccole prove quotidiane.
  10. Concedetevi delle belle dormite. Evitate caffè o alcolici prima di addormentarvi, spegnete televisore, pc, tablet e cellulari (producono luce blu che abbassa la melatonina e disturba il ritmo cardiaco) e fate bei sogni.


Conclusione

Come abbiamo visto, la perdita del posto di lavoro, sia per gli uomini che per le donne di mezza età, è sempre un evento traumatico che va ad innescare tutti i fattori descritti. È il singolo individuo che, con le proprie risorse personali, deve riuscire a preservare il proprio equilibrio e a vivere questa situazione come momentanea, non come la fine di un tutto, trasformandola, attraverso un percorso personale di presa di coscienza, in un nuovo inizio.

 
Realizzato in collaborazione con la dott.ssa Sara Ronchi, specializzata in Psicologia
 
In collaborazione con
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