Cosa significano i lividi? La mappa dei colori

Cosa significano i lividi? La mappa dei colori
I lividi possono formarsi per diversi motivi. Generalmente sono la conseguenza di urti, più o meno forti, dove i capillari superficiali si rompono e la pelle non si lacera. Il sangue allora “sporca” i tessuti sottocutanei circostanti e appare la macchia. Il livido, o ecchimosi, si è formato.

Fortunatamente, come ben sa chiunque si procuri un occhio nero, i lividi non sono permanenti. La cosa interessante è che cambiano colore in maniera ben codificata. In pratica dal colore del livido si può capire quanto tempo fa c’è stato il trauma e se il processo di guarigione è iniziato.

Vediamone le principali tappe.
  • Rosso o rosato: è il livido “fresco”, fa male a toccarlo e può infiammarsi.
  • Blu o viola: il livido ha qualche giorno. L’emoglobina, una proteina presente nei globuli rossi del sangue, in mancanza di ossigeno e in presenza di un’infiammazione cambia colore, diventando da rossa a blu.
  • Verde o verdognolo: sono passati circa 6 giorni dalla botta iniziale. E’ il segnale dell’inizio del processo di guarigione. Da questo momento il livido diventerà sempre più pallido.
  • Giallo o Marroncino: ormai il livido è guarito, dobbiamo solo aspettare qualche altro giorno che scompaia.

A volte può capitare che il processo di guarigione sia un po’ più lento di quanto descritto qui sopra. A entrare in gioco sono la gravità del trauma e la sua localizzazione: i lividi che compaiono su braccia e gambe, ad esempio, possono impiegare più tempo per scomparire. In generale il processo si può accelerare con rimedi casalinghi: alternando applicazioni di ghiaccio e impacchi caldi, tenendo la zona colpita più in alto del cuore, se possibile, per favorire il riassorbimento del sangue, stando a riposo.

Se il processo di guarigione del livido non dovesse procedere in questo modo, o per i colori che assume o per la durata dei colori, sarebbe meglio rivolgersi al medico. Il livido potrebbe nascondere problemi più seri, come un ematoma (un livido con una grossa fuoriuscita di sangue) o un’ossificazione (un deposito di calcio nella zona del trauma). In entrambi i casi il livido potrebbe risultare duro, molto sensibile al tatto, a volte con un dolore crescente al passare del tempo.

Anche se il livido non migliora per più di due settimane, è bene rivolgersi a un medico. Lo stesso discorso vale se al livido sono associati altri disturbi come dolori osteoarticolari nelle zone dove c’è il livido, febbre, fuoriscita di pus.
In collaborazione con
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Data di pubblicazione: 14 aprile 2017
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