COVID-19 e cuore, intervista al Dott. Saverio Iacopino

COVID-19 e cuore, intervista al Dott. Saverio Iacopino

Cuore e Covid-19, intervista al Dott. Saverio Iacopino, Coordinatore dell'Aritmologia Clinica ed Elettrofisiologia di GVM Care & Research (Maria Cecilia Hospital): “Così tuteliamo i pazienti più fragili”


Chi soffre di patologie pregresse è più vulnerabile al nuovo Coronavirus, secondo quanto osservato durante la pandemia.
I più inclini a manifestare una forma grave d’infezione, in particolare, sono i pazienti cardiopatici o affetti da ipertensione arteriosa e diabete mellito. Queste patologie, associate a particolari condizioni quali età avanzata, cardiopatia e problemi di coagulazione del sangue, rappresentano fattori di rischio per una prognosi sfavorevole, in base ai risultati di uno studio* osservazionale relativo alla popolazione cinese pubblicato su the Lancet.

Ritratto del Dott. Saverio Iacopino, responsabile Aritmologia del GVM Maria Cecilia HospitalPerciò, gli aritmologi di GVM Care & Research, in funzione preventiva, hanno deciso d’intensificare i controlli quotidiani di telemedicina per i pazienti affetti da scompenso cardiaco o portatori di defibrillatori o pacemaker impiantabili, tra i più a rischio di complicazioni.
Il Dott. Saverio Iacopino, Coordinatore dell'Aritmologia Clinica ed Elettrofisiologia di GVM Care & Research (Maria Cecilia Hospital di Cotignola), in provincia di Ravenna, ci ha spiegato come funziona questo servizio, quali implicazioni cardiache può avere l'infezione da Covid-19 e quali precauzioni si possono prendere per contenere le complicanze gravi.

Cos'è la telemedicina e come funzionano i controlli quotidiani per i portatori di defibrillatori o pacemaker impiantabili?

La telemedicina è un'opzione di diagnostica a distanza che permette di tenere sotto controllo i pazienti con un dispositivo impiantato. Nell'eventualità di aritmie cardiache (come fibrillazione atriale e aritmie ventricolari) o di un malfunzionamento, il dispositivo lancia un alert in automatico.
Tutti i dati trasmessi atterrano su una piattaforma che viene monitorata costantemente dal personale medico. L'allarme può anche essere inviato manualmente dal paziente, se ritiene di avere un problema correlato al suo stato di malattia, come una sensazione di batticuore, palpitazione o dolore al petto, o in caso di segnale acustico emesso dall'apparecchio, indicativo di un problema. 

Perché chi soffre di cuore è più a rischio di complicanze gravi in caso di infezione da Covid-19?

Il nesso tra infezioni e cuore è noto da tempo. Come nelle più comuni infezioni delle vie respiratorie, il rischio è che insorga un circolo vizioso tra infiammazione, ridotta capacità di ossigenazione del sangue e superlavoro cardiaco.
La risposta infiammatoria dell’organismo all’attacco del virus, infatti, può favorire una serie di fenomeni che possono rivelarsi nocivi per il cuore: a cominciare dalla tachicardia, provocata dalla febbre. Anche in caso d’influenza, persone con co-morbilità (come diabete, ipertensione o insufficienza renale) e un'età avanzata, soprattutto se affette da fibrillazione atriale, sono più a rischio di eventi cardiaci (infarto) e cerebrovascolari (ictus). È il motivo per cui si raccomanda di sottoporsi a una profilassi stagionale annuale per limitare i danni da virus comuni, oltre che da Covid-19. 

Tra i principali fattori alla base di un rischio aumentato in caso d’infezione da SARS-CoV-2 per chi è affetto da ipertensione e diabete, sono da citare: ridotte difese immunitarie, danno a carico dell'endotelio (il tessuto che riveste la superficie interna dei vasi sanguigni, dei vasi linfatici e del cuore), che può essere provocato dal diabete e dal processo infiammatorio sistemico, e iperattività del sistema nervoso simpatico (o adrenergico), già presente negli stadi diabetici, ma che può complicarsi ulteriormente per effetto dell’infiammazione.

Qual è il processo che può portare a infarto miocardico e a ictus e quale prevenzione è possibile?

Alla base, può esserci la cosiddetta “tempesta di citochine”, una risposta infiammatoria esagerata del sistema immunitario, che può portare alla destabilizzazione e alla rottura di una placca coronarica con conseguenti trombosi e ischemia cardiaca (o cerebrale, se l'interruzione dell'apporto di sangue e di ossigeno riguarda il cervello).

Le citochine sistemiche pro-infiammatorie (mediatori dell’aterosclerosi, malattia degenerativa che colpisce le arterie) producono aggregabilità delle cellule vasali causando un danno endoteliale che può scatenare una cascata di reazioni. L'endotelio danneggiato è, infatti, indotto a sintetizzare sostanze ad azione vasocostrittrice, pro-aggregante e pro-infiammatoria, un meccanismo che può portare alla formazione di trombi (coaguli costituiti da piastrine e globuli bianchi, in grado di ostruire vasi e arterie e di ostacolare la normale circolazione sanguigna). Se i trombi si frammentano e raggiungono - sotto forma di emboli - cuore, cervello e polmoni, possono causare patologie quali infarto al miocardio, ictus (stroke) o embolia polmonare.

In funzione preventiva contro la trombosi scatenata da danno endoteliale, si può ricorrere all'eparina (un anticoagulante) ad alte dosi (8.000 UI due volte al giorno): una terapia che si è dimostrata subito efficace, fin dal momento della sua introduzione nelle terapie intensive dedicate al trattamento dei pazienti Covid-19.

Immagine di un medico che misura la pressione arteriosa a un pazienteCosa può comportare l'aumentata attività del sistema adrenergico? 

L'incremento dell'attività del sistema adrenergico (o simpatico) può portare all'aumento della frequenza del cuore e a fibrillazione. Un'infiammazione in prossimità del nodo del seno (il pacemaker naturale del cuore), in particolare, può concorrere all'insorgenza di una tachicardia inappropriata, che può restare permanente (da 60 battiti al minuto, il ritmo cardiaco, ad esempio, può resettarsi a 90). Questo problema va gestito con i farmaci o, in caso di recidive resistenti alla terapia, con l'ablazione: una procedura medica mininvasiva, che serve per correggere le anomalie del ritmo cardiaco. 

Quali implicazioni cardiache può avere la polmonite interstiziale, spesso associata al nuovo Coronavirus?

Una polmonite interstiziale, come quella provocata dal SARS-CoV-2 può alterare la funzionalità del cuore sia riducendo l'ossigenazione del sangue sia attivando il processo infiammatorio sistemico. Entrambi questi fattori possono contribuire a peggiorare patologie valvolari fino a quel momento rimaste asintomatiche, aggravare quadri di scompenso cardiaco cronico e aumentare il rischio di mio-pericarditi o aritmie, oltre a concorrere all'insorgenza di trombosi, ischemia e infarto.

Che tipo di prevenzione è possibile contro le forme gravi d’infezione da Covid-19?

In funzione preventiva, per i pazienti cardiopatici, si può valutare l'opportunità di introdurre o aggiustare il dosaggio di terapie che facilitino la stabilizzazione della placca aterosclerotica presente all’interno delle arterie coronariche.
Per chi è affetto da fibrillazione atriale, in particolare, è indicata l'assunzione di farmaci anticoagulanti, antiaggreganti e statine. Queste ultime, solitamente utilizzate per l'abbassamento del colesterolo, hanno infatti anche un documentato effetto antinfiammatorio e stabilizzante sulla placca coronarica.
Tutti i pazienti con co-morbilità e un livello di rischio medio-alto devono, inoltre, assicurarsi di essere in regola con la prevenzione vaccinale: sottoporsi al vaccino anti-pneumococcico, per limitare l'insorgenza d’infezioni polmonari secondarie, e all'anti-influenzale, per evitare di confondere un eventuale quadro da Covid-19 con quello, molto simile, dell’influenza.


Consulta i centri che hanno dichiarato di essere specializzati in Ablazione della fibrillazione atriale:
Centri specializzati in Ablazione della fibrillazione atriale
Il Dott. Saverio Iacopino presta servizio presso le seguenti strutture sanitarie: 
Maria Cecilia Hospital - GVM Care & ResearchCittà di Lecce Hospital - GVM Care & ResearchICC Istituto Clinico Casalpalocco di Roma - GVM Care & ResearchOspedale Santa Maria - GVM Care & Research
 
RIFERIMENTI BIBLIOGRAFICI
In collaborazione con
Michela Crippa

Michela Crippa

Giornalista professionista, da oltre dodici anni mi occupo di giornalismo medico-scientifico per le riviste e i siti del Gruppo Sfera (Rizzoli) scrivendo principalmente di salute e alimentazione. Ho lavorato come redattore presso il mensile "Donna e Mamma" e oggi curo la rubrica delle news in primo piano di "Io e il Mio Bambino" e realizzo reportage sulle strutture ospedaliere per la sezione viaggi nei centri di eccellenza. Inoltre lavoro come addetta stampa del portale Dove e Come Mi Curo.
Data di pubblicazione: 16 giugno 2020
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