COVID-19 e tumore, intervista al Dott. Piero Fenu

COVID-19 e tumore, intervista al Dott. Piero Fenu

Covid-19 e tumore, intervista al Dott. Piero Fenu: “Così a Candiolo affrontiamo la doppia sfida”


Cancro e Coronavirus: per i malati di tumore, già costretti a una lotta contro il tempo, le minacce sono diventate improvvisamente due.
Duplice è anche il fronte aperto per i centri oncologici che, per la peculiarità delle patologie trattate, devono necessariamente continuare a erogare le prestazioni garantendo, al contempo, la sicurezza di pazienti spesso già vulnerabili.
Tra questi, anche l'Istituto IRCCS di Candiolo, alle porte di Torino, struttura che rappresenta un punto di riferimento in campo oncologico. Qui, non solo il servizio ha continuato ad essere garantito durante l'emergenza ma, pur in un contesto epidemiologico critico, è stato anche rinnovato il settore di endoscopia digestiva.
Il Direttore Sanitario, Piero Fenu, ci ha spiegato quali misure anti-covid sono state adottate per limitare il rischio di contagio e quali sono, nel dettaglio, le novità in ambito gastroenterologico.

Il Dott. Piero Fenu presta servizio presso la seguente struttura sanitaria: 
Istituto di Candiolo

Ritratto del Dott. Fenu nel suo studioPresso l'Istituto IRCCS di Candiolo si è registrato un calo degli accessi durante l'emergenza? 

I volumi di attività clinica, per le caratteristiche e la gravità delle malattie oncologiche trattate, nel corso della pandemia sono rimasti pressoché invariati, nel rispetto degli standard di sicurezza.
Tra day hospital, ricoveri ordinari, radioterapia, visite ambulatoriali e diagnostica per immagini, gli accessi presso l’istituto durante l'emergenza sono stati in media 400 al giorno

Quali misure sono state adottate per limitare i rischi di contagio?

I principali provvedimenti messi in atto comprendono: check-in all’ingresso di operatori e pazienti, misurazione della temperatura con il thermoscanner, consegna della mascherina da indossare per tutto il tempo di permanenza, implemento dei punti di erogazione del disinfettante idro-alcolico per il lavaggio delle mani, revisione logistico-organizzativa degli spazi per il mantenimento della corretta distanza interpersonale e creazione di percorsi differenziati per livello di rischio infettivologico.
Inoltre esecuzione del tampone rinofaringeo e della radiografia del torace a tutti i pazienti candidati al ricovero. 

Qual è l’iter previsto in caso di sospetta positività al COVID-19?

Se si sospetta l’infezione, il paziente viene isolato e sottoposto a tampone, in attesa della definizione del percorso diagnostico e dei responsi.
Se è in programma un intervento non procrastinabile, una volta confermata la positività al virus, viene inviato in uno dei centri Covid individuati dalla Regione per essere sottoposto all'operazione. Se questa è rinviabile, invece, viene mandato a casa in quarantena in attesa dell’intervento. 

Quali sono le principali novità in ambito gastroenterologico?

Le novità riguardano essenzialmente il settore di Endoscopia Digestiva. Oggi, il centro di Gastroenterologia ed Endoscopia Digestiva Diagnostica ed Interventistica dell’Istituto, di cui è responsabile la dottoressa Teresa Staiano, è in grado di offrire i più moderni approcci di diagnostica endoscopica avanzata e terapie endoscopiche mini-invasive per il trattamento di diverse patologie (tra cui i carcinomi superficiali del tratto gastrointestinale) che, se approcciate tradizionalmente, comporterebbero ricoveri e interventi chirurgici onerosi per la struttura e penalizzanti per i pazienti. 

Cos'è l'endoscopia digestiva e quali sono i vantaggi di questo approccio?

L'endoscopia digestiva è una tecnica diagnostica e terapeutica che permette di visionare dall'interno gli organi cavi - esofago, duodeno, stomaco e colon -, di praticare biopsie e di procedere alla resezione delle lesioni (ad esempio polipi e tumori) riscontrate durante l’indagine. 
A livello diagnostico, è in grado di fornire precocemente informazioni riguardo alla natura della formazione tumorale e alle sue dimensioni. In ambito terapeutico, un importante vantaggio di questa metodica consiste nella possibilità di preservare l’integrità e la funzionalità dell'organo coinvolto: ad essere escissa nel corso dell’endoscopia, infatti, è solo una porzione “interna” del tubo digerente e non un tratto completo dell’organo malato, come avviene con l'intervento chirurgico convenzionale. Il secondo vantaggio è la breve permanenza in ospedale, che riduce notevolmente i disagi per il paziente e i suoi familiari rispetto a un ricovero ordinario.  

Qual è il valore aggiunto, in ambito interventistico, del rinnovato settore di endoscopia digestiva?

Consiste principalmente nella possibilità di effettuare manovre di Resezione Endoscopica a Tutto Spessore - o Full Thickness Resection (FTR) - e di Resezione Endoscopica Mucosa (EMR) e Sottomucosa (ESD): tecniche avanzate di chirurgia endoluminale (cioè effettuata per via endoscopica) mininvasiva. La prima (FTR) viene utilizzata per il trattamento dei Tumori Stromali Gastrointestinali (GIST), neoplasie rare che si sviluppano in tutti gli organi del tratto gastrointestinale, dall'esofago al retto. Le seconde (EMR e ESD) consentono l’asportazione, con intenti curativi, di carcinomi superficiali del tratto gastrointestinale: esofago, stomaco, duodeno e colon. 
Motivo di orgoglio per l'Istituto IRCCS di Candiolo, a tal proposito, è un intervento recentemente eseguito di Resezione Endoscopica Sottomucosa di liposarcoma gastrico indifferenziato: il primo riportato dalla letteratura scientifica internazionale del settore. Questa neoplasia, ad elevata malignità, normalmente richiede un intervento chirurgico convenzionale. Il ricorso all'approccio endoscopico, in questo caso, ha permesso di evitare la resezione gastrica (cioè l'asportazione di una porzione di stomaco).

Che differenza c'è tra endoscopia e laparoscopia?

Immagine che ritrae due medici che procedono a effettuare un'endoscopia digestivaEntrambe le procedure possono essere impiegate sia per la diagnosi sia per il trattamento di diverse patologie. Con la laparoscopia, però, si possono eseguire manovre chirurgiche più complesse (ad esempio si possono asportare completamente visceri addominali).
L'endoscopia viene eseguita per mezzo di uno strumento chiamato endoscopio, un piccolo tubo flessibile composto da sottilissime fibre ottiche, che vengono inserite nel corpo attraverso gli orifizi naturali (bocca e ano per l’ambito gastroenterologico), con l'obiettivo di studiare dall’interno gli organi cavi. Con questa tecnica vengono, tra l’altro, eseguiti esami quali la gastroscopia (per indagare esofago, stomaco e duodeno) e la colonscopia (per visualizzare l’intestino crasso).
La laparoscopia viene effettuata invece utilizzando il laparoscopio: uno strumento a fibre ottiche che viene introdotto nell'addome attraverso minime incisioni della cute e che consente un'ampia visione della cavità addominale. 

Di quali altri nuovi strumenti dispone oggi il Centro di Gastroenterologia ed Endoscopia Digestiva Diagnostica ed Interventistica dell’Istituto di Candiolo?

Un’altra metodica diagnostica introdotta recentemente presso l'Istituto IRCCS di Candiolo è l'ecoendoscopia: un evoluto approccio diagnostico che si avvale sinergicamente delle tecniche ecografiche ed endoscopiche, al fine di ottenere un’accurata valutazione preoperatoria delle neoplasie dell’apparato gastroenterico. 
Questo approccio - reso possibile dall’applicazione sull’estremità dell’endoscopio di una piccola sonda con ecografo miniaturizzato - è utile anche per risolvere dubbi diagnostici a carico di organi situati in prossimità del tubo digerente.
Mediante l'ecoendoscopia, ad esempio, è possibile effettuare un'ecografia al pancreas attraverso il duodeno, quindi più “ravvicinata” rispetto a una “normale” ecografia transcutanea. Con questa tecnica è possibile anche eseguire agobiopsie delle lesioni pancreatiche e linfonodali e ottenere informazioni sulla loro natura maligna o benigna.

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In collaborazione con
Michela Crippa

Michela Crippa

Giornalista professionista, da oltre dodici anni mi occupo di giornalismo medico-scientifico per le riviste e i siti del Gruppo Sfera (Rizzoli) scrivendo principalmente di salute e alimentazione. Ho lavorato come redattore presso il mensile "Donna e Mamma" e oggi curo la rubrica delle news in primo piano di "Io e il Mio Bambino" e realizzo reportage sulle strutture ospedaliere per la sezione viaggi nei centri di eccellenza. Inoltre lavoro come addetta stampa del portale Dove e Come Mi Curo.
Data di pubblicazione: 10 giugno 2020
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