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Contromisure pro vaccinazioni

Contromisure pro vaccinazioni
22 dicembre 2016

Mamma e Bambino

Alcune infezioni, dimenticate da anni - perché considerate eradicate – stanno ripresentandosi anche in Italia, mentre sono in crescita quelle che stavano diminuendo: il quadro generale delle vaccinazioni dei piccoli, in Italia, desta una certa preoccupazione. L’Organizzazione Mondiale della Sanità raccomanda che la percentuale dei piccoli vaccinati non sia inferiore al 95% ma la situazione da noi vede allineate al dato richiesto per il vaccino esavalente solo 6 regioni su 21, mentre nessuna è in regola per il vaccino contro morbillo, parotite e rosolia.

Per porre un argine a questa tendenza alcune realtà hanno adottato provvedimenti: il 23 novembre scorso la Regione Emilia Romagna ha approvato una legge che prevede l’obbligo delle vaccinazioni contro la poliomielite, la difterite, il tetano e l’epatite B, per essere ammessi all’asilo nido. Poco dopo anche Trieste ha previsto l'obbligo di vaccinazione antidifterica, antitetanica, antipolio e antiepatite B per i bimbi che frequentano i nidi, da 0-3 anni, e le scuole dell’infanzia, da 4-6 anni.

Identico provvedimento ha assunto la Regione Veneto, che nel 2008 aveva abolito l’obbligatorietà delle vaccinazioni: l’ha reintrodotta, alla luce della nuova realtà. Con un distinguo: il Servizio di Igiene e Sanità Pubblica della Ulss di riferimento deciderà, in base ai rischi e alle situazioni, se ammettere o meno il bambino non vaccinato.

La SIPPS, la Società di Pediatria, ha molto apprezzato le iniziative regionali sorte per aumentare le coperture vaccinali.