Concentrare i pasti in 8-10 ore?

Concentrare i pasti in 8-10 ore?
05 febbraio 2017

Alimentazione

Le restrizioni caloriche trovano sempre maggiori consensi: come afferma il professor Luigi Fontana, docente all’università di Washington e a Brescia, dagli studi più recenti emerge che ridurre del 30% le calorie assunte abbatte il rischio di diabete, malattie di cuore e cancro. Nel frattempo proseguono le ricerche su alimentazione e longevità, sperimentate ovviamente sulle scimmie. Alcuni primati coinvolti nello studio del National Institute on Aging hanno raggiunto i 40 anni di età che equivalgono a 120 anni per gli umani.

Il discorso calorico ha comunque limiti evidenti: se è molto importante sapere cosa mangiare è altrettanto rilevante quando si mangia nel corso della giornata. Una delle differenze fra i due studi si basava sulla distanza tra un pasto e l’altro: le scimmie della Madison University mangiavano una volta al giorno, con un frutto la sera. Quelle del National Institute on Aging un paio di volte. Gli stessi studi sui topolini confermano che limitare il numero di pasti ha un effetto enorme sul metabolismo.

Nell'uomo, in ipotesi potrebbe essere ideale ridurre a 8-10 ore nell'arco della giornata l'intervallo di tempo in cui si assume cibo. E restare a digiuno per le restanti 14-16 ore. Con una avvertenza assoluta: se non si assumono tutti i nutrienti necessari (vitamine, sali minerali ecc) si rischia la malnutrizione. Una dieta di questo tipo va quindi programmata con molta accortezza, affidandosi a uno specialista.
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