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Con i reni vietato fare calcoli

Con i reni vietato fare calcoli
20 novembre 2016

Ricerca e Prevenzione

Cercare di prevenire i calcoli renali non è soltanto una buona idea, ed evitare le noie acute che li caratterizzano – dolori intensi, nausea e difficoltà ad urinare – ma consente di preservare la salute dei reni nel lungo periodo. Lo testimonia uno studio dell’équipe coordinata dal professor Andrew Rule, pubblicato su Mayo Clinic Proceedings che ha determinato le implicazioni dei calcoli ai reni. Questi vanno ben oltre i fastidi contingenti in fase acuta. Bisogna farci i conti con i reni, e mai con i calcoli se possibile.

La ricerca ha per la prima volta dimostrato l'esistenza di una correlazione tra l’esordio di una calcolosi renale e l'alterazione di parametri associati alle patologie renali croniche. Il nesso viene dal confronto del livello dei marcatori di problemi ai reni in soggetti che nei 90 giorni precedenti hanno vissuto il loro primo episodio di calcolosi renale con quelli di individui della stessa età e dello stesso sesso. Mentre l'aumento nei livelli di creatinina legato agli episodi di calcolosi torna su valori normali, quelli di cistatina C nel sangue e di proteine nelle urine tendono a rimanere elevati.

«Inclusi altri fattori di rischio, tipo le caratteristiche chimiche dell'urina, l'ipertensione e l'obesità – ha chiarito il professor Rule - abbiamo constatato che chi ha subito un episodio di calcolosi renale ha in seguito una funzione renale anomala».