Come mangeremo nel futuro?

Come mangeremo nel futuro?
28 settembre 2017

Alimentazione

Cibo artificiale e sovrappopolazione: ecco cosa ci aspetta


Quando si parla del futuro, le curiosità sono tante. A partire da quello che mangeremo: un tema che interessa a molti italiani, preoccupati di non poter più mangiare la pizza così come la conosciamo. Anche perché in prospettiva si aprono scenari curiosi e piatti vari: zuppa d'alghe, antipasti di cavallette, hamburger artificiali stampati in casa, carne coltivata nei laboratori di tutto il mondo oppure cibo stampato in 3D.
Menù strani, diciamocelo, specialmente per un italiano che mangia tanto e bene. Tuttavia, è un menù necessario per fronteggiare la rapida crescita della popolazione mondiale, che nel 2050 dovrebbe superare i 9 miliardi, una cifra estremamente alta. Le stime, provenienti dai cervelli dei membri delle Nazioni Unite, forniscono dei dati allarmanti: dopo il 2100 saremo più di 12 miliardi. Le risorse naturali, specialmente quelle per il cibo, verranno a mancare; l'acqua non basterà e la desertificazione del pianeta sarà a un passo.
Ma almeno saremo sazi... mangiando sempre cibo artificiale.
 

Carne coltivata in laboratorio


Tra le varie vie d'uscita all'ingente problema che, giorno dopo giorno, si sta avvicinando, quella di coltivare la carne in laboratorio sembra la soluzione più curiosa.
Coltivando la carne, invece di coltivare gli animali, si riducono le emissioni di CO2, si diminuisce così l'effetto serra e si crea spazio vivibile per le persone. La carne artificiale per ora è soltanto un progetto, ma è un progetto che secondo le menti brillanti del Future Food 2050 rischia di diventare una realtà concreta.
La carne artificiale coltivata nei laboratori sarà buona - quasi - quanto quella proveniente da origine animale. Alla base ci saranno le stesse sostanze della carne normale: proteine, grassi, sangue artificiale e altro ancora. Tutte, ovviamente, ottenute artificialmente e senza uccidere alcun animale.
Una specie di carne vegana, per così dire, a rappresentare una valida via d'uscita dai problemi legati all'allevamento dei bovini e dei suini.
Le soluzioni per quanto riguarda la carne, però, non si fermano qui. Basti pensare a MagMeal, il piatto a base di una mosca sudafricana già oggi ampiamente consumata. Senza dimenticarsi delle cavallette, che in alcune zone della Terra spopolano. Schifo? Beh: sono pur sempre proteine! Se credete alle parole di Ryan Mandelbaum, un science writer di spicco, i grilli e le cavallette hanno un alto contenuto proteico e consumano meno acqua.
 

Stampanti 3D e cibo


Mai pensato che una stampante in 3D possa stampare anche delle pietanze biologiche sintetiche?
In realtà si tratta di un sistema ipotizzato da Jeffrey Blumberg, il professore di Scienza nutrizionale dell'Università di Massachusetts. Secondo il professore si tratterebbe di Nutrizione Precisa (Precise Nutrition), in grado di personalizzare la dieta sviluppando la dieta a seconda delle esigenze nutrizionali della persona.
Oltre a ottimizzare l'espressione del DNA umano, a detta di Jeffrey un modello alimentare basato sulla stampa del cibo in 3D aiuterebbe a eliminare gli sprechi e potrebbe essere utilizzato senza problemi dall'intera popolazione mondiale, anche se superasse i 12 miliardi ipotizzati.
L'idea potrebbe sembrare irrealizzabile, ma già oggi esiste la Che Watson, un'applicazione sviluppata dalla Ibm in grado d'interagire con le stampanti 3D preparando le ricette di tutto punto. Anche la Darpa, l'azienda americana che sviluppa le armi del futuro, sembra condividere l'idea della stampa del cibo in 3D in casa propria. Magari sostituendo le cartucce tradizionali con le cartucce contenenti amminoacidi, proteine, zuccheri, sali minerali, oli essenziali e quant'altro al fine di formare il piatto quotidiano.
Non propriamente una fantasia, specialmente se credete alle parole di Mary Scerra, la ricercatrice di Darpa, la quale afferma che le ricerche per realizzare stampanti "alimentari" sono già avviate presso le maggiori università degli USA.
 

Insalata di mare al giorno... tutti i giorni


Se vi sono delle risorse praticamente infinite che non sono ancora state ampiamente sfruttate, quelle sono le risorse dei mari. E non s'intendono i soliti pesci, bensì le alghe. Come quelle del sushi, o forse anche meglio.
Stando sempre ai risultati della conferenza Future Food 2050, le alghe hanno numerose sostanze nutrienti fondamentali per il corpo umano: grassi, oli, zuccheri e persino una minima quantità di proteine. Si ripristinano velocemente, crescono senza danneggiare l'ambiente circostante e sono ampiamente variabili.
La variabilità di forme e specie permette di usare le alghe per preparare numerosi piatti gustosi: zuppe, insalate, ma anche il famoso sushi. Inoltre si pensa di poter sfruttare gli spazi sottomarini anche per coltivare diversi altri ortaggi, senza togliere il prezioso spazio terreno. Quest'ultimo, sarà destinato a creare zone vivibili.
Inoltre stando alle parole dei ricercatori di Future Food 2050 verrà prestata una maggiore attenzione alla coltivazione dei pesci, a cui saranno dedicate delle vastissime zone sottomarine. Ne sarà favorita la moltiplicazione, in modo da procurare cibo prezioso per le persone sulla terraferma.


E se questo ci aspetta per il periodo 2050-2100, dal 2100 al 2200 cosa mangeremo?

In collaborazione con
Dove e Come Mi Curo

Dove e Come Mi Curo

Dove e Come Mi Curo dispone, al suo interno, di un team di lavoro poliedrico e multifunzionale composto da professionisti con diversi background.
Dalla componente scientifica a quella giornalistica ed editoriale, le figure professionali che operano in Dove e Come Mi Curo ogni giorno pianificano e arricchiscono la sezione Notizie del portale.
Dalle Curiosità a L’Appuntamento Con passando per gli Approfondimenti Scientifici, ogni contenuto è meticolosamente pensato, creato e divulgato dalla redazione per il suo pubblico, con l'obiettivo di rendere facilmente comprensibili e utili contenuti scientifici e tecnici in ambito medico-scientifico e di approfondire le ultime novità del settore.
Oltre ai canali social (di seguito segnalati) ci potete trovare anche su Facebook.