Colecistectomia: quando come e perchè

Colecistectomia: quando come e perchè
22 maggio 2017

Ricerca e Prevenzione

E' il nome tecnico dell'asportazione della cistifellea, un piccolo organo grigio-verde, posizionato vicinissimo al fegato, che immagazzina la bile prodotta dal quest'ultimo e la usa durante i processi digestivi.

Talvolta la cistifellea o colecisti può essere sede di calcoli, che si formano per un eccesso di colesterolo e di calcio. Il problema è comune, ne soffre circa il 15% della popolazione. In alcuni casi non da sintomi, in altri casi può dare dolori nella regione del fegato, inappetenza, nausea e vomito.

Una semplice ecografia del fegato e delle vie biliari basta per verificare la presenza della calcolosi biliare. Si procede quindi a seconda della gravità del calcolo con diverse tecniche farmacologiche per tentare di scioglierlo. Nei casi più gravi o quando queste tecniche non sortiscono gli effetti sperati, o se c'è un rischio elevato che il calcolo si riformi, si procedere con l'asportazione della cistifellea in via laparoscopica, in anestesia generale.

Altre patologie meno frequenti che richiedono la rimozione della cistifellea sono un'infiammazione acuta, una abnorme dilatazione (idrope della colecisti), tumori maligni o benigni della colecisti, anche se questi sono molto difficili da trattare in quanto spesso infiltrano il fegato e provocano veloci metastasi linfonodali.

Dagli anni novanta la colecistectomia viene eseguita principalmente tramite la tecnica video-laparo-chirurgica, che permette un accesso mini invasivo alla cavità addominale (un taglietto di 1-2 centimetri). Così facendo la degenza ospedaliera si riduce a 2-3 giorni, in assenza di complicazioni.
La tecnica tradizionale, che prevede invece un'incisione addominale più grande che permetta al chirurgo di lavorare con le mani all'interno della cavità addominale, viene ancora usata in casi gravi o quando ci sono estese neoplasie della colecisti.

L'operazione è comune e diffusa. Sono circa centomila gli interventi effettuati in Italia ogni anno. Tuttavia l'esperienza del chirurgo, la qualità dell'attrezzatura e il quadro clinico del paziente possono fare la differenza tra una degenza breve o lunga, in presenta o meno di complicanze. Il ministero ha recentemente indicato come strutture sicure quelle in grado di eseguire almeno 100 colecistecmie labaroscopiche l'anno. Dati alla mano, in queste strutture il 92% dei pazienti è dimesso in 2 giorni, contro l'83% nei casi di ospedali meno esperti. La percentuale si traduce in 2093 persone che potrebbero essere dimesse in 2 giorni dall'intervento se fossero state operate in strutture che seguono almeno 100 interventi l'anno.
Guarda qui quali sono le strutture più performanti per la colecistectomia laparoscopica

colecistectomia laparoscopia - linee guida
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