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Cibo e sonno non vanno d’accordo

Cibo e sonno non vanno d’accordo
18 giugno 2016

Benessere

Gran parte del problema, emerso al congresso Sleep che si è svolto a Denver, riguarda il sovraccarico, i chili di troppo: il sovrappeso crea una serie di disturbi del sonno influenzando pesantemente – è il caso di sottolinearlo - il riposo. Alla correlazione, senza ombra di dubbio, sono arrivati i ricercatori della Perelman School of Medicine sottoponendo alla “polisonnografia", un apparecchiatura che misura le onde del sonno, 36 individui sani costretti a dormire 10 ore al giorno per due giorni. Inequivoco il dato emerso: nelle persone in sovrappeso è preponderante la fase di sonno REM, caratterizzata da alterazioni corporali fisiologiche: l’irregolarità cardiaca e respiratoria propone variazioni significative della pressione arteriosa.

Per farla breve chi è “troppo in carne" riposa meno bene di chi è normopeso, con un rilievo che potrebbe indurre qualche cambiamento nella dieta: chi aumenta il consumo di proteine prima di coricarsi può ridurre significativamente la fase REM del proprio sonno. La ricerca proposta a Denver si aggiunge alle due precedenti in tema di cibo correlato al sonno: il primo dato era che una privazione del sonno porta ad assumere più calorie; un secondo che chi non dorme a sufficienza ha una qualità di sonno scadente, per colpa delle apnee notturne: ha maggiori probabilità di essere esposto all’attacco di virus e batteri.

Vediamo la realtà italiana: i disturbi del sonno coinvolgono oltre 9 milioni di italiani che accusano insonnia cronica, ma non meno di 25 milioni soffrono di insonnia acuta o transitoria. Secondo Eurodap, Associazione Europea Disturbi da Attacchi di Panico sette italiani su dieci soffrono di disturbi del sonno e quattro su dieci hanno difficoltà ad addormentarsi. Tre su dieci si svegliano spesso durante la notte e due su dieci si svegliano sempre con largo anticipo sulla sveglia.