NOTIZIE

Le ultime News e Approfondimenti dedicati al mondo della Salute e Sanità.

Chikungunya: che cos'è, sintomi e cure

Chikungunya: che cos'è, sintomi e cure
19 novembre 2017

Ricerca e Prevenzione

Il periodo compreso tra la fine dell'estate ed il principio dell'autunno è, di solito, quello in cui si verificano i primi casi della nuova influenza stagionale.
Ma quest’anno, con grande sorpresa e con un po’ di paura da parte degli esperti, è comparso anche in Italia il ceppo influenzale della Chikungunya. Si è verificata, infatti, una piccola epidemia nella zona di Roma, Anzio e del litorale romano, fortunatamente rimasta circoscritta territorialmente. Un allarme ben presto rientrato, ma che è comunque riuscito a creare alcuni disagi durati qualche settimana, e tra essi non si può non ricordare il blocco temporaneo delle donazioni di sangue nella zona colpita dalla Chikungunya.
Quella del Lazio non è stata la prima epidemia verificatasi in Italia: ad esempio, una decina di anni fa - era il 2007 - erano stati segnalati dei casi nel ravennate, ma negli anni successivi non si erano ripetuti episodi simili e gli unici casi sono sempre stati quelli di persone recatesi nei Paesi in cui tale malattia è endemica.


Ma che cosa è la Chikungunya? Scopriamolo insieme.

La Chikungunya è una malattia febbrile virale acuta, trasmessa attraverso la puntura di zanzare infette portatrici.
Il nome Chikungunya deriva da un vocabolo makonde, ovvero un dialetto parlato nelle zone sud-est della Tanzania, e letteralmente significa "ciò che contorce". Il termine fu associato a questo tipo febbre durante una epidemia particolarmente cruenta avvenuta nel 1952 in quell’area a causa dei dolori articolari osservati nei pazienti che avevano contratto l’infezione. A causa di questi dolori i pazienti che ne soffrivano erano portati a rimanere il più possibile immobili per cercare di attenuare la sofferenza assumendo le posizioni antalgiche più disparate.
 

Modalità di trasmissione, sintomi, diagnosi e cure

La Chikungunya non si trasmette da persona a persona per contatto diretto con liquidi o materiale biologico o per via aerea, ma solamente attraverso la puntura delle femmine di zanzara tigre. Essendo una malattia veicolata da insetti, prolifera prevalentemente in zone paludose o ricche di acqua stagnante, che - quindi - crea l'ambiente ideale per lo sviluppo ed il proliferare delle zanzare.

La Chikungunya è stata rilevata in oltre sessanta Paesi, è considerata endemica prevalentemente in Asia, in Africa e nelle Americhe - specialmente America centrale e meridionale, tuttavia negli ultimi anni si sono verificati focolai epidemici anche in Europa a causa della sempre maggiore diffusione della zanzara tigre nel Vecchio Continente.

Il periodo di incubazione della patologia è variabile: può andare dai 2 ai 12 giorni ed i sintomi si presentano improvvisi con febbre alta e dolori articolari. Altri sintomi che si possono verificare sono tipici e comuni con altre forme influenzali e possono essere dolori muscolari, mal di testa, sensazione di affaticamento e rush cutanei, ovvero irritazioni e macchie sulla pelle.

La diagnosi è abbastanza semplice ed è legata alla tipicità dei sintomi; tuttavia può essere necessario qualche accertamento supplementare nel caso in cui una persona si sia trovata in località in cui sono presenti altre forme virali dalla sintomatologia simile, come ad esempio la Dengue.

Non esistono terapie antivirali specifiche, le cure che vengono adottate hanno lo scopo principale di ridurre lo stato febbrile ed alleviare i sintomi dolorosi. La guarigione nella maggior parte dei casi è completa tuttavia la malattia si può cronicizzare nel tempo lasciando strascichi di dolori articolari che possono durare settimane se non mesi. I casi letali sono molto rari, e si verificano per lo più in pazienti anziani a causa dell’acutizzarsi dei sintomi a causa di patologie concomitanti e pre-esistenti come diabete ed ipertensione.
 

Prevenzione

Non esistono tuttora dei vaccini specifici per questo ceppo virale, l’unica forma di prevenzione attuabile è cercare di ridurre e prevenire il più possibile le punture di insetti.

Pertanto le uniche forme di prevenzione possibili, per chi vive in zone a rischio contagio, sono l’utilizzo di zanzariere, di abiti di colore chiaro che non lascino parti del corpo scoperte (non di colore scuro perché attirano maggiormente le zanzare) e l’utilizzo di repellenti. Altra forma preventiva è la disinfestazione sistematica di aree nelle quali è stata rilevata la presenza dalla zanzara tigre.