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Chemioterapia, un’opportunità

Chemioterapia, un’opportunità
22 ottobre 2016

Ricerca e Prevenzione

Chemioterapia è una parola che spaventa, quantomeno genera apprensione, ma continua a rappresentare una risorsa, un’opportunità per salvare la vita di una persona colpita da un tumore, guarendola o consentendole di convivere a lungo con la malattia. La chemioterapia dispone di farmaci citotossici (dannosi per le cellule malate) o antiblastici (che ne bloccano la crescita), entrambi a livello sistemico, ovvero in tutto l’organismo. Le radiazioni e i farmaci più moderni sono in grado di risparmiare cellule e tessuti sani dall’effetto tossico. E’ ora possibile stimolare il sistema immunitario e farlo reagire contro le cellule cancerogene.

Per alcuni tipi di cancro la chemioterapia è risolutiva, consente la definitiva guarigione. In altri casi serve esclusivamente a ridurre il volume del tumore. Per questo si prescrive prima di un intervento per consentire al chirurgo di risparmiare quanto più possibile il tessuto sano. Oppure, quando l’intervento e la guarigione non siano possibili (per esempio nei tumori in stadio avanzato), la chemioterapia può rallentare la progressione della neoplasia e prolungare la sopravvivenza del paziente.

Infine, dopo la chirurgia o la radioterapia, i cicli di chemioterapia possono servire a distruggere eventuali cellule tumorali residue, raggruppate in masse troppo piccole e non rintracciate dagli strumenti diagnostici.

Molte paure dei pazienti sono fondate: i cicli di chemioterapia possono essere molto pesanti da tollerare e sebbene esistano diverse strategie per limitare gli effetti collaterali - stanchezza cronica, nausea, vomito, stitichezza, diarrea, perdita dei capelli - il trattamento resta complicato da gestire. Va detto che gli oncologi prescrivono i chemioterapici solo quando sono necessari. E soprattutto rispetto al passato oggi si punta al «minimo dosaggio indispensabile».