La celiachia causata da un virus?

La celiachia causata da un virus?
26 agosto 2017

Ricerca e Prevenzione

La celiachia

Tra le malattie più largamente diffuse che oggi insidiano l'esistenza di molti individui, senza distinzione di sesso o di età, c'è sicuramente la celiachia. Questa patologia può svilupparsi in vari stadi dell'esistenza, può insorgere fin dalla più tenera età, dove di solito si manifesta dopo lo svezzamento, ossia quando l'organismo cessa di nutrirsi esclusivamente di latte, materno o artificiale che sia, e incontra per la prima volta la molecola del glutine. Si tratta di una malattia autoimmune che colpisce l'intestino tenue, alterandone la struttura irrimediabilmente e causando sintomi estremamente fastidiosi e problemi molto seri.

La celiachia, detta anche morbo celiaco, consiste in un'intolleranza permanente al glutine, la cui assunzione prolungata nel tempo può dare luogo all'atrofia dei villi intestinali, cioè all'appiattimento delle piccole anse che nel loro insieme costituiscono la superficie dell'intestino, strutturato in estroflessioni della mucosa intestinale. I villi sostanzialmente consentono l’assorbimento delle sostanze nutritive di cui il corpo necessita come le vitamine, le proteine o i grassi, pertanto è consequenziale che l'alterazione di tale struttura provochi un cattivo assorbimento delle sostanze stesse.
 
 

Cause, sintomi e conseguenze della celiachia

La causa generalmente riconosciuta della celiachia è certamente l'assunzione di glutine, cioè una molecola che rappresenta la parte proteica sia del grano che di molti altri cereali come il farro, l'orzo, l'avena, la segale, il kamut ecc. Tuttavia questa sostanza non è l'unica responsabile di una risposta immunitaria dell'organismo sostanzialmente eccessiva e anomala. Infatti degno alleato di questa proteina, che per alcuni individui rappresenta una vera e propria tossina, è una particolare predisposizione genetica.

Spesso quando un individuo si scopre celiaco, i protocolli medici comunemente ritengono opportuno effettuare i test anche sui familiari più prossimi, che potrebbero presentare un rischio pari al 10% di essere affetti o sviluppare questa patologia. I sintomi sono molti e vari, come la diarrea cronica o il gonfiore addominale e frequenti sono fastidi più importanti come i dolori addominali di varia intensità, ma comunque spesso debilitanti. Uno dei rischi più gravi della celiachia è senz'altro il ritardo della crescita nei bambini. Dalle osservazioni medico-scientifiche è emerso che la malattia può insorgere spontaneamente, anche in tenera età, tuttavia molto più spesso viene sollecitata o comunque scatenata da una triade di fattori. Essi sono di tipo ambientale, come una dieta basata su un'assunzione cospicua di glutine, di tipo genetico, cioè una particolare predisposizione genetica che induce l'intolleranza al glutine. Il terzo fattore è quello scatenante e consiste in particolari situazioni come un forte stress, un'infezione virale o un intervento chirurgico.
 
 

Infezioni virali e celiachia

Una nota rivista scientifica ha recentemente pubblicato i risultati di uno studio condotto sulla celiachia dal dipartimento di Medicina e Pediatria dell'Università di Chicago e dell'Università di Pittsburgh, secondo il quale potrebbe essere un'infezione virale la causa scatenante dell'insidioso morbo. Si tratterebbe di un virus solitamente asintomatico e assolutamente comune che, attaccando l'intestino dell'individuo, potrebbe predisporre l'organismo ad una risposta anomala del sistema immunitario rispetto all'assunzione del glutine.

I ricercatori sottolineano che una terapia specifica che possa curare la celiachia oggi non esiste ancora, infatti l'unico rimedio allo stato attuale rimane comunque una dieta caratterizzata dalla totale assenza di glutine. Ciò non rappresenta di certo un grosso problema, tenuto conto dell'ampia offerta che il mercato è in gradi di offrire, al punto che gli individui affetti da celiachia possono tranquillamente cibarsi senza privazioni di alcun genere, potendo assumere sia pasta che pizza, pane e preparati da forno in genere. L'importanza della scoperta tuttavia, risiede nella possibilità di intervenire a sostegno dei celiaci, mediante lo sviluppo di un vaccino. Va sottolineato che recenti studi sembrerebbero dimostrare che le infezioni virali sono alla base di molte altre malattie autoimmuni come il diabete di tipo 1 o il Morbo di Basedow.
 
 

Il virus possibile responsabile della celiachia

Il possibile responsabile della celiachia potrebbe consistere in un virus denominato reovirus. Gli studi sono stati condotti mediante esperimenti di laboratorio, che hanno visto come protagonista anche un medico ricercatore italiano. Due diversi ceppi del virus suddetto sono stati iniettati in alcuni topi e i risultati sono stati sorprendenti. In un certo numero di cavie si è verificata un'alterazione del sistema immunitario, che ha iniziato a reagire contro il glutine individuato come nemico e per questo combattuto dall'organismo. La risposta immunitaria sembrerebbe fugare ogni dubbio: i topi hanno sviluppato un'intolleranza al glutine.

Gli studiosi hanno incrociato questo risultato con un dato noto da tempo, ossia che molti celiaci presentano un numero considerato elevato e quindi eccessivo di anticorpi al reovirus, insieme ad una altrettanto elevata quantità della molecola IRF1 coinvolta nell'intolleranza al glutine nella bocca. Quanto esposto risulterebbe un'evidenza che va oltre la semplice coincidenza e che al contrario, invece, supporterebbe la teoria secondo la quale, proprio il reovirus, contratto durante la propria esistenza e probabilmente prima dello svezzamento, sarebbe l'autore dell'alterazione della risposta immunitaria in presenza di glutine.

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