Carbone attivo o vegetale: i suoi mille usi

Carbone attivo o vegetale: i suoi mille usi
27 maggio 2018

Benessere


Il carbone vegetale o carbone attivo è conosciuto fin da tempi immemori per i suoi numerosi quanto sorprendenti usi, veniva infatti utilizzato già da alcune popolazioni asiatiche per depurare l’acqua fluviale e renderla in questo modo potabile.
 

Che cos'è e come viene ricavato il carbone vegetale.

Si tratta semplicemente del prodotto della combustione di materiale vegetale, prevalentemente legna, che viene trasformato in un ambiente con pochissimo ossigeno, il quale fungendo da comburente, aiuta a raggiungere un’elevata temperatura (500-600°C) in un ambiente senza fiamma viva.

Il processo di trasformazione avveniva nella maggior parte dei casi in una carbonaia, ovvero capanna, detta canina, costruita con dei rami, che veniva ricoperta successivamente di fogliame. L'intera operazione, effettuata da un esperto carbonaio, richiedeva molta precisione per ottenere, all'interno della canina, la giusta quantità di ossigeno: troppo, avrebbe bruciato la legna, troppo poco, avrebbe impedito il raggiungimento della giusta temperatura. A questa fase faceva seguito l'attivazione dei carboni, mediante ulteriore combustione e in presenza di vapore acqueo. Ad oggi, il metodo di produzione del carbone vegetale si basa ancora sugli stessi princìpi: il procedimento, infatti, ha subìto ben poche modifiche sostanziali.
 

Quali sono le sue proprietà

Il risultato del processo di carbonificazione, che in natura avviene nel corso di millenni grazie all'elevata pressione e all'azione di funghi e batteri, è un prodotto in grado di assorbire determinate sostanze, facendole aderire alla propria superficie e, quindi, “pulendo” e trattenendo quelle che sono le tossine che si vuole eliminare.

Questa sua proprietà, è data da una caratteristica fisica del carbone attivo: essendo costituito da materiale poroso, questo fa sì che la sua superficie specifica aumenti in modo esponenziale rendendolo un efficace materiale assorbente, utilissimo come antitossico e antiveleno.
 

I suoi mille usi

Proprio grazie alla capacità di assorbimento, nei casi di gonfiore e tensione addominale il carbone vegetale si dimostra un utile alleato: con le sue microparticelle assorbe l’aria in eccesso, aiutando a diminuire il fastidio dovuto all’aumento di gas nello stomaco o nell’intestino e contrastando fenomeni di meteorismo. Tuttavia, in caso di meteorismo si consiglia l’assunzione contemporanea di sostanze dalle proprietà carminative (ad esempio l’anice, il cumino e il finocchio) che sono in grado di favorire la completa eliminazione dei gas.

Ha anche buone capacità lenitive, combattendo bruciori gastrici e acidità di stomaco grazie alla presenza, nella sua composizione, di sali minerali basici.

Il carbone vegetale combatte anche l'assorbimento di sostanze tossiche e contribuisce all'eliminazione dei metalli pesanti che possono, col passare del tempo, accumularsi nell'organismo; un suo uso può costituire un ottimo modo per ridurne le quantità nel corpo, come ben sapevano i nostri antenati, che lo usavano come rimedio per tutti i problemi della zona addominale.

Essendo in grado di trattenere anche moltissimi veleni, il carbone vegetale viene usato anche in casi più gravi, come negli avvelenamenti da funghi, ovviamente solamente come parte del trattamento medico specifico.

Un altro problema, che questa sorprendente sostanza del tutto naturale combatte, è l'alitosi, spesso causata da un eccesso di succhi gastrici e da conseguente reflusso, con un aumento di batteri che determinano l'insorgere di alito cattivo. Il carbone attivo riduce la produzione di succhi gastrici ed elimina parzialmente i batteri grazie alle sue lievi proprietà disinfettanti.

Esistono in commercio diversi prodotti a base di carbone attivo, che si possono acquistare in pastiglie, nelle quali viene miscelato insieme ad altre sostanze naturali come finocchio e cumino, oppure in tavolette contenenti solamente carbone vegetale puro.

Le sue proprietà vengono sfruttate anche in altri ambiti, oltre a quello medico, e di fatto le sue applicazioni spaziano dal campo industriale, dove viene utilizzato ad esempio nei filtri per la depurazione dell’acqua a quello dell’estetica, dove viene utilizzato per la produzione di prodotti per la cura della bellezza della pelle. Viene anche aggiunto ai dentifrici perchè il carbone vegetale è un valido alleato nella rimozione delle macchie da caffè e da fumo, inoltre, grazie alla sua azione meccanica non si ritiene abbia controindicazioni nell'utilizzo di lungo periodo a differenza di altri agenti sbiancanti, come ad esempio il bicarbonato il quale può alterare la normale composizione dello smalto e assottigliarlo.
 

Controindicazioni: quando non bisogna usarlo

Il carbone attivo ha diverse controindicazioni, dovute principalmente alla sua attitudine all'assorbimento. Proprio questa caratteristica, infatti, potrebbe impedire l'assimilazione di molti farmaci, che non devono essere assunti nelle due ore successive all'ingestione di carbone attivo e nella mezz'ora precedente.

Un altro disturbo, che l'uso eccessivo del carbone vegetale comporta, è una duratura costipazione e la comparsa di feci nere, che però non costituiscono, in questo caso, motivo di preoccupazione.

Inoltre, è sconsigliato assumerne anche solo piccole dosi nei casi di ostruzioni intestinali e appendiciti.

Le sue proprietà assorbenti possono rivelarsi un'arma a doppio taglio in quanto anche diverse sostanze nutritive vengono assimilate dal carbone attivo, ne è quindi sconsigliata l'assunzione da parte di bambini, donne in gravidanza e in fase di allattamento.

Il carbone attivo può rivelarsi davvero utile per un'infinità di piccoli problemi di salute e, trattandosi di una sostanza naturale, le controindicazioni sono minime. Viene consigliato comunque sempre di consultare un medico, che ne consiglierà l'assunzione nella maniera più efficace, sfruttando al meglio le enormi potenzialità di questo straordinario prodotto.

 
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