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Il cancro ai polmoni cambia sesso

Il cancro ai polmoni cambia sesso
19 luglio 2016

Ricerca e Prevenzione

Il cancro ai polmoni colpisce sempre più al femminile, mentre negli uomini l’incidenza si va riducendo. Lo conferma la Conferenza Internazionale di Oncologia Toracica tenutasi a Napoli a fine giugno. Lo scorso anno ben 11.700 sono stati i nuovi casi di donne colpite da carcinoma al polmone, terza causa di morte (11%) dopo il tumore alla mammella e al colon-retto.

Mentre gli uomini registrano, a partire dagli anni Novanta, una riduzione sia della mortalità sia dell’incidenza, nelle donne i livelli, pur sempre molto inferiori rispetto a quelli maschili, sono in costante aumento: dal 1970 al 2015 l’incidenza annuale ha visto un 2% di incremento a fronte di un 1% in più per quanto riguarda la mortalità. E il ricorso a sigarette light non migliora la situazione, anzi la aggrava perché l’utilizzo di sigarette con filtro e di tipo leggero induce ad aspirare più profondamente portando il fumo e i suoi agenti cancerogeni nella parte più in profondità dell’albero bronchiale dove insorge tipicamente l’adenocarcinoma.

Dito ovviamente puntato sul fumo di sigaretta. Filippo de Marinis, Direttore della Divisione di Oncologica Toracica allo IEO di Milano, afferma che «se domani la popolazione mondiale decidesse di smettere di fumare, tra 30 anni il carcinoma polmonare risulterebbe abbattuto del 90 % , dato che nessuna terapia sarà mai in grado di ottenere».

Il nuovo precetto prevede campagne aggressive di prevenzione primaria rivolte ai trentenni: abbandonare le sigarette a quell’età significa ridurre ai minimi termini il rischio di malattia, cosa che non accade se si dice stop al fumo a 50 anni.

Anche le non fumatrici sono comunque il rischio perché la gran parte convive con chi fuma. Il 48% dei tumori polmonari diagnosticati nelle donne è infatti un adenocarcinoma, una forma che colpisce soprattutto i non fumatori. Il 20% degli italiani ha la cattiva abitudine di fumare in casa. Oltre al fumo passivo non si escludono, ovviamente, cause genetiche o ormonali, anche se non esiste ancora una relazione che le comprovi.

Paragone forte ma legittimo è la campagna a supporto, in questi termini: «Accendere una sigaretta in salotto o in camera da letto è come aprire la porta di casa ad un serial killer» dicono gli esperti.