Bloccare uno starnuto: perchè fa male ed è pericoloso?

Bloccare uno starnuto: perchè fa male ed è pericoloso?
21 giugno 2018

Benessere

Indice

 

Introduzione

È capitato a tutti nella vita di trovarsi in situazioni piuttosto impegnative e formali e avvertire l'impulso irrefrenabile di starnutire. Durante una riunione di lavoro, mentre si sta cenando a lume di candela oppure nel bel mezzo di una cerimonia, il naso inizia a prudere e l'imbarazzo cresce a dismisura. Sembra infatti poco educato infastidire il prossimo con un simile gesto rumoroso... Per evitare gli effetti indesiderati, alcune persone cercano in tutti i modi di reprimere lo starnuto: premono sul labbro superiore, chiudono le narici con la mano, trattengono il respiro per qualche secondo.
 
La domanda però sorge quasi in automatico: perché inibire un riflesso spontaneo del nostro organismo? Le tecniche di inibizione fanno bene alla salute? Studi scientifici dimostrano che bloccare gli starnuti è nocivo e può portare a conseguenze anche gravi.
 
Cercando di fare luce tra verità scientifiche, falsi miti e leggende che circolano online, riportiamo utili informazioni sulla natura dello starnuto e sul perché è rischioso bloccarne la fuoriuscita.

Perchè si starnutisce?

Lo starnuto è un naturale meccanismo utilizzato dall'organismo per espellere germi, batteri, allergeni o corpi estranei che potrebbero irritare le mucose nasali o provocare infezioni nelle vie respiratorie.
 
Quando i recettori all'interno del naso captano un corpo estraneo, inviano un impulso nervoso al cervello che, in automatico, sollecita grandi inspirazioni d'aria; una volta immagazzinato l'ossigeno necessario, il sistema nervoso innesca una potente espirazione che getta velocemente fuori tutta l'aria e ogni particella nociva incontrata al suo passaggio.
 
Si tratta di una sequenza di atti istintivi che avviene nel giro di pochi secondi, ma che coinvolge un gran numero di organi; nello specifico il cuore accelera i battiti, il torace si contrae, i polmoni si dilatano e la bocca si apre. Può sembrare incredibile, ma lo starnuto produce un getto d'aria che viaggia dai 60 ai 300 km orari e produce in media 30.000 goccioline di saliva e muco; un getto potentissimo capace di aiutare l'organismo a difendersi da patologie aeree e polmonari.

Bloccare uno starnuto: rischi principali

Se si blocca la fuoriuscita dello starnuto, il potente flusso d'aria descritto in precedenza inverte la rotta e con la sua elevata pressione, oltre a rilasciare germi e batteri all'interno dell'organismo, può arrecare danni anche agli organi interni.
 
La conseguenza più probabile ed intuibile è la rottura dei capillari della mucosa delle prime vie respiratorie e della congiuntiva che, sottoposti ad una pressione insolita per la loro funzione, si possono lacerare causando emorragie.
 
Un altro dei rischi comuni è la perforazione del timpano. Il getto d'aria ad alta pressione infatti, non potendo uscire da naso e bocca, ripercorre a ritroso la Tromba d'Eustachio (canale uditivo che collega la faringe all'orecchio) e va letteralmente a investire il timpano. La violenza dell'urto può provocare la rottura della sottile membrana che divide l'orecchio dal suddetto condotto uditivo e causare la perdita totale dell'udito da quel lato. In casi del genere si può ricorrere soltanto ad un intervento di microchirurgia da parte dell'otorinolaringoiatra che provvederà alla miringoplastica, ossia alla ricostruzione del timpano per mezzo di materiali sintetici.

Un'altra spiacevole conseguenza legata al blocco volontario dello starnuto è la comparsa di un'ernia inguinale, ossia la parziale fuoriuscita di parte di intestino dalla parete del basso ventre. Tale fenomeno può capitare quando, tentando di trattenere il respiro per frenare lo starnuto, si provoca la chiusura della glottide che impedisce la comunicazione tra la cavità orale e la laringe; questa manovra, ripetuta abitualmente, induce un'ulteriore contrazione della parete addominale, provocandone così, nel tempo, la lassità. Le viscere del basso ventre, non essendo più contenute in uno spazio ristretto, si aprono una breccia tra i muscoli, formando una dolorosa protuberanza in corrispondenza del canale inguinale. L'unico modo per far regredire l'ernia consiste in un'operazione chirurgica attraverso la quale viene rinforzata la parete addominale.

Analoghi sforzi muscolari, volti sempre a trattenere lo starnuto, come ad esempio l'eccessiva contrazione della gabbia toracica, possono innescare spasmi bruschi dei muscoli cervicali o dorsali, con conseguenti mal di schiena molto dolorosi. Inoltre, il trauma si può irradiare anche alla muscolatura delle vertebre sottostanti, quelle lombari, dando vita al tristemente noto colpo della strega qualora venisse interessata la radice nervosa che fuoriesce dalla colonna vertebrale.
 
In tal modo, per aver voluto bloccare un semplice starnuto, si rischia di incorrere in disturbi muscolari e scheletrici che possono richiedere sedute prolungate di fisioterapia o peggio fastidiose terapie, mirate a decontrarre la muscolatura ed attenuare il dolore.

Trattenere uno starnuto: rischi meno frequenti

Esistono poi altre rare patologie che possono essere complicate da un aumento improvviso della pressione endotoracica ed endoaddominale ed essere responsabili quindi di eventi eccezionali legati alla manovra di trattenere lo starnuto. Ne parla in termini scientifici il dr. Alan Wild, otorinolaringoiatra, docente presso l'Università di Saint Luis, che ha pubblicato un articolo su Life's little mysteries, nel quale non sono viene fortemente sconsigliato di trattenere uno starnuto ma è anche teso a sfatare alcune leggende metropolitane.
 
Uno dei rari casi citati è quello in cui si è portatori di un aneurisma congenito, di solito a livello dei vasi cerebrali o addominali, in fase di pre-rottura; se, in questa rara situazione, si provoca volontariamente un aumento brusco della pressione sanguigna, la sottile parete del vaso, già alterato congenitamente, può lesionarsi e provocare un'emorragia. Quindi, ad esempio, l'evento ictus può verificarsi come conseguenza del blocco volontario dello starnuto, ma solo in questi particolari casi ed in pazienti già compromessi.
 
Un altro raro caso, amplificato in modo allarmistico dal web, è quello in cui lo starnuto compresso può provocare una lesione del diaframma, la membrana che separa gli organi toracici da quelli addominali. Anche in questo eccezionale caso si è di fronte ad una predisposizione congenita o ad una microlesione preesistente, che vengono evidenziate dalla violenza dello starnuto.

Lo stesso discorso vale per le lesioni della congiuntiva oculare o per le piccole emorragie retiniche; queste sono patologie che affliggono di solito pazienti ipertesi o miopi gravi e possono svilupparsi su un terreno predisposto e non come causa unica dell'aver trattenuto uno starnuto violento.
 
Altra possibile ma rara evenienza è un edema sottocutaneo che può svilupparsi nella zona che circonda l'occhio, notoriamente più lassa, oppure ai lati del collo; in conseguenza di microlesioni nelle alte vie respiratorie si può indurre un'infiltrazione di aria nel tessuto sottocutaneo. Queste piccole perdite di sostanza quindi possono essere la conseguenza di un aumento eccessivo della pressione dell'aria dopo uno starnuto represso.

Un caso più unico che raro: il ragazzo a cui si è perforata la laringe

Un evento molto particolare e raro, riportato da varie testate giornalistiche, come Bmj Case Reports, e testimoniato dai referti medici della Leicester Royal Infirmary, è quello che riguarda un inglese di 34 anni che, per reprimere uno starnuto, ha avuto necessità di ricorrere ad una struttura sanitaria. Infatti l'uomo, ha avvertito immediatamente un forte dolore alla gola e l'impossibilità a parlare correttamente; inoltre il suo collo si gonfiava progressivamente ad ogni atto respiratorio. Sottoposto immediatamente ad accertamenti diagnostici mirati, gli è stata riscontrata una lesione della mucosa faringea con conseguente infiltrazione di aria nei tessuti molli del sottocutaneo del collo.
Ricoverato in urgenza, è stato necessario mettere a riposo la mucosa lesionata mediante una cannula che consentiva al paziente di nutrirsi senza danneggiare ulteriormente la faringe; dopo una degenza durata sette giorni, l'uomo è stato dimesso in buone condizioni di salute.

In conclusine, non è affatto salutare reprimere lo starnuto poiché, come abbiamo descritto nei paragrafi precedenti, i danni che ne possono provenire non giustificano un'abitudine che non reca, di contro, nessun beneficio. In particolari situazioni, quando non si può dare libero sfogo ad un salutare starnuto, è necessario utilizzare un fazzoletto da posizionare davanti alla bocca. Se si è momentaneamente sprovvisti di questo presidio, si può cercare di dirigere il getto espiratorio nell'incavo del proprio braccio, nella parte interna del gomito, in modo da attenuare sia il getto energico che il rumore fastidioso dello starnuto.        
 


 
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