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Biotestamento: che cos'è il DAT e come si compila

Biotestamento: che cos'è il DAT e come si compila
29 dicembre 2017

Ricerca e Prevenzione

BIOTESTAMENTO: COSA E'?

Il biotestamento, o meglio conosciuto nel resto del mondo come dichiarazione anticipata di trattamento, è diventato legge anche in Italia. Il provvedimento era stato approvato dalla Camera nel già lontano 20 aprile e continuava ad essere rinviata la discussione al Senato. A causa del continuo temporeggiare da parte dell'Aula, la stessa relatrice del testo si è dimessa per accorciare i tempi e ha permesso la valutazione del disegno di legge senza appunto la sua presenza. Ed ecco che il 14 dicembre del 2017 con 180 voti favorevoli, 71 voti contrari e 6 astensioni è stata approvata definitivamente dal Senato. Il testo espone quelle che sono le disposizioni anticipate di trattamento e spiega cosa è e come funziona il consenso informato.

Eredita il nome testamento dal linguaggio giuridico, in quanto, come nei veri e propri testamenti, il soggetto in questione deve esporre le sue volontà.

Il testatore, necessariamente in condizioni di lucidità mentale, grazie al biotestamento, può esprimere le sue volontà riguardo le cure proposte in caso di malattie, lesioni cerebrali irreversibili o malattie che costringono ad una vita legata alle macchine e sistemi artificiali. Il biotestamento risulta utile al paziente nel momento in cui si dovesse trovare nella situazione di non essere più capace di esprimere il proprio consenso o rifiuto alle cure.

Tale legge riesce, dunque, a tutelare il diritto di scelta e autodeterminazione, nonché garantisce l'informazione medica del paziente. Inoltre questa deve essere vista come stima sia per la vita sia per la morte e non come uno scontro tra ideologie differenti.

L'approvazione del biotestamento permette finalmente alle persone residenti in questo paese di poter decidere del loro destino senza dover ricorrere a soluzioni che le porti obbligatoriamente ad allontanarsi dall'Italia. Tutto ciò non rende vani gli appelli delle famiglie di malati cronici, costretti all'eutanasia lontano dalla loro patria e dalle loro famiglie. Consente di prendere atto delle loro volontà senza costringerli ad ulteriori spese sanitarie all'estero e ad inutili spostamenti che aggravino le loro condizioni psicologiche e fisiche, nonché permette al paziente di evitare ulteriori sofferenze per una vita che non può essere più vissuta. Possiamo sottolineare come l'approvazione di tale legge sancisce quello che, in particolari condizioni (ben evidenziate nella suddetta), viene denominato diritto alla morte: ciò spetta ad ogni singolo soggetto libero di pensare e di esprimere dunque la propria necessità e volontà.

 

COME FUNZIONA IL BIOTESTAMENTO?

Innanzitutto bisogna sottolineare come tutto questo valorizzi e rafforzi il rapporto di fiducia paziente-medico. Il consenso informato è un parametro fondamentale nella nostra società, soprattutto in seguito all'avvento delle nuove tecnologie anche in campo medico. Questo permette, dunque, che il medico esponga al meglio ciò che le eventuali cure, interventi o somministrazioni di trattamenti medici provochino: i rischi e le conseguenze. Il paziente a tal punto può decidere se accettare o rifiutare le cure mediche previste e, qualora sia accettato il trattamento sanitario, il medico può procedere con le cure previste. Va comunque sottolineato che, in caso di una patologia cronica che porti all'invalidità, il paziente in completo accordo con il medico può creare un piano terapeutico in base all'avanzamento della malattia. Questo garantisce che il medico abbia fede di quanto stabilito, qualora il paziente non sia più in grado di esprimere le proprie volontà e il proprio consenso o dissenso.

Ovviamente ciò non autorizza il paziente ad avere libero arbitrio sulla scelta riguardo ad ogni cura medica, infatti la legge sottolinea e definisce gli ambiti in cui il medico può rispettare o non rispettare le volontà del paziente. In più il paziente non può pretendere cure non previste dalle norme di legge e che vadano in contrasto con la deontologia professionale.

 

BIOTESTAMENTO: MINORI E INCAPACI

E' l'articolo 2 della legge che si occupa di quelle che possiamo considerare delle eccezioni per il biotestamento. Infatti, per quel che riguarda i minori e gli incapaci la legge è molto chiara. Entrambi devono essere portati a conoscenza delle cure sanitarie e delle scelte relative alla propria salute, in modo tale da poter comunque esprimere la propria volontà. Tuttavia il consenso riguardo il trattamento sanitario per i minori è riservato al tutore o ai genitori. Questo è fondamentale in quanto questi ultimi devono prendersi carico della condizione psicofisica e della vita del minore, tenendo sempre presenti quelle che sono le sue volontà e il suo grado di maturità.

Bisogna invece attuare una differenza per le persone ritenute dalla legge incapaci:
• la persona interdetta è sotto la tutela del tutore, al quale è riservato il consenso o il rifiuto delle cure mediche;
• la persona inabilitata, la quale è capace di dichiarare essa stessa il consenso. Ma, in caso di presenza di un amministratore di sostegno, questo, sempre secondo la capacità di intendere e di volere del paziente e, dunque, secondo le sue stesse volontà, esprimerà il consenso o il rifiuto.
 

DISPOSIZIONI ANTICIPATE DI TRATTAMENTO

Le disposizioni anticipate di trattamento, definite DAT, sono appunto quelle che consentono il rifiuto o l'approvazione rispetto ad ogni singolo trattamento sanitario, pratiche di nutrizione e idratazione artificiale, in tal caso si presenterà l'incapacità decisionale.

Bisogna però prestare attenzione al fatto che le DAT possono essere revocate, in tal caso il testatore voglia cambiare le sue volontà, ma che non hanno una scadenza una volta compilati i moduli di biotestamento: non vi è un termine di efficacia. Nella legge inoltre viene sottolineato come in presenza di disposizioni anticipate di trattamento il medico sia vincolato nelle sue scelte e che dunque non ha responsabilità civili e penali per quel che riguarda il suo paziente.

Attraverso le DAT il testatore nomina un fiduciario, ovvero una persona maggiorenne capace di intendere e di volere, che rappresenta il paziente nelle relazioni con il medico e la struttura sanitaria, facendo dunque le veci della persona. E' così un soggetto di fiducia, sul quale il paziente può contare nel caso in cui vi è il bisogno di dar voce alle sue volontà. Il fiduciario deve sottoscrivere le DAT, verrà rilasciata lui una copia e qualora non voglia accettare tale incarico è libero di rifiutarlo in qualsiasi momento. Così come il testatore può revocare la nomina di quest'ultimo in qualsiasi istante senza il bisogno di giustificazione.

Il ruolo del fiduciario è altre sì importante poiché grazie alla sua figura il medico, nel momento in cui si presentino condizioni cliniche che prevedono cure differenti da quelle stipulate con il paziente, può non rispettare le DAT. Questo è possibile solo se medico e fiduciario siano del tutto concordi che le nuove terapie possano offrire un miglioramento effettivo della qualità della vita del paziente.
Le disposizioni anticipate di trattamento sono a tutti gli effetti documenti ufficiali ed è per questo che devono essere messe per iscritto attraverso atto pubblico o scrittura privata.

Secondo la legge inoltre le seguenti devono essere appoggiate da una delle figure tra queste proposte:
• un notaio, che deve verificare che l'atto pubblico abbia tutti i requisiti di legge;
• un altro pubblico ufficiale;
• un medico dipendente del Servizio sanitario nazionale o convenzionato.

La persona che vuole dunque tali disposizioni viene accompagnata passo passo nelle sue decisioni rendendo il tutto chiaro sia agli occhi della legge sia agli occhi dei medici, rendendo così la sua scelta precisa e ben definita.

Ma la domanda che tutti sembrano porsi è la seguente: come poter richiedere i moduli? Nulla di più semplice al giorno d'oggi: il modulo del così detto testamento biologico è possibile scaricarlo da internet in maniera pratica e veloce. Questo permette a tutta la popolazione di poter usufruire di un servizio. I siti internet più famosi (tra questi di spicco è senz'altro il sito della Consulta di Bioetica) permettono di scaricare i moduli nella loro interezza ed integrità, garantendo che la persona, la quale necessiti il loro utilizzo, li compili in ogni singola parte. Come detto in precedenza devono essere indicate in via preventiva le terapie sanitarie che si intende accettare e quelle che invece non vogliono essere accolte. Tutto ciò viene quindi reso autentico con la procedura del notaio oppure consegnando i moduli al comune di appartenenza dove verranno depositati nei registri dei testamenti biologici. Bisogna comunque prestare attenzione al fatto che la medesima legge sarà estesa anche alle persone, le quali abbiano già presentato un testamento sulle loro volontà riguardo le cure prima dell'approvazione di quest'ultima.

 

QUALI SONO LE DIFFERENZE TRA EUTANASIA E BIOTESTAMENTO?

Anche se a primo impatto sembra che tra le due non vi sia alcun tipo di differenza, dal momento che entrambe accompagnano il paziente alla morte, bisogna conoscere quello che vi è alla base di entrambe prima di emettere qualunque sentenza. In Italia, in particolar modo, l'eutanasia non è vista di buon occhio perché per la legge e per la cultura del nostro paese, viene paragonata all'omicidio volontario, a volte chiamata anche omicidio assistito (verrà compreso quando si parlerà di eutanasia attiva).

La parola eutanasia deriva dal greco e significa buona morte e dunque è l'interruzione volontaria della vita di un paziente malato terminale attraverso l'intervento sanitario.

Innanzitutto possiamo distinguere tre tipi di eutanasia:
• la passiva, la quale esclude l'accanimento terapeutico e dunque l'interruzione di ogni cura sanitaria prevista per il malato terminale;
• l'attiva, la quale, voluta dal medico, causa la morte del paziente;
• l'attiva volontaria, che avviene sotto l'esplicita richiesta del malato.

Dunque è facile cogliere la differenza, visto quanto detto in precedenza sul biotestamento. Quest'ultimo prevede che, in caso di gravi condizioni fisiche e a causa di incapacità di esprimere le proprie volontà, il paziente (attenzione: sempre dietro consulto informato) può decidere quali trattamenti accogliere e quali escludere. E per questo vi è differenza tra una scelta conscia e ben elaborata ed eutanasia. Tuttavia, apprendendo cosa prevede l'eutanasia passiva, si tende ad accostare le due e a legarle l'una all'altra: il paziente potrebbe scegliere di rifiutare l'accanimento terapeutico e dunque di interrompere in qualsiasi momento ogni tipo di cura in extremis. La volontà si lega al trattamento terapeutico per il malato terminale.

Dunque la lotta per l'approvazione del biotestamento non deve essere stata vana e non deve per questo essere presa alla leggera: il biotestamento è un'opportunità che viene fornita al singolo soggetto per renderlo libero anche nella scelta delle sue cure e libero di scegliere una sofferenza duratura o l'interruzione immediata di accanimenti terapeutici che risulterebbero del tutto vani.